“La Comunità di Sant’Egidio prende soldi da Finmeccanica”

11/01/2012 - Una lettera aperta chiama in causa il ministro Riccardi Una lettera aperta, che chiama in causa il ministro della cooperazione Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio), riapre il dibattito sulle attività di lobbying delle aziende pubbliche come Finmeccanica. Del

     
 

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Una lettera aperta chiama in causa il ministro Riccardi

Una lettera aperta, che chiama in causa il ministro della cooperazione Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio), riapre il dibattito sulle attività di lobbying delle aziende pubbliche come Finmeccanica. Del caso si occupa il Fatto Quotidiano:

Il testo chiama in causa il ministro della cooperazione internazionale e integrazione, a causa delle sue prime mosse nel governo Monti. E si rivolge alla comunità per chiedere conto di una contraddizione non da poco: “…Co – me fa la comunità di Sant’Egidio a organizzare una marcia per la pace quando, come risulta dalla stampa, la sua solidarietà va a braccetto con la vendita delle armi, accettando finanziamenti da una azienda come Finmeccanicam che costruisce armi? O quando il suo fondatore, Andrea Riccardi, come ministro dell’attuale governo, ha approvato il totale rifinanziamento delle nostre spese militar i?…”, scrivono i promotori. L’autorevolezza e il prestigio della comunità di San’Egidio è cresciuta negli anni fino a renderla una vera e propria istituzione in grado di mediare anche su questioni politiche estremamente delicate in ambito internazionale, in particolare per quanto riguarda l’Africa. Durante la guerra in Libia, Sant’Egidio invitò i nuovi vertici libici a Roma. Era un momento difficile per le relazioni tra l’allora governo Berlusconi, noto per “il trattato di amicizia” con Gheddafi e coloro che stavano prendendo il suo posto.

La forza di Sant’Egidio è conosciuta dalla diplomazie di mezzo mondo:

La notizia pubblicata un anno fa da Nigrizia – il settimanale dei padri comboniani – sui finanziamenti elargiti da Finmeccanica alla comunità, inizialmente era passata sotto silenzio. In seguito alcune testate la ripresero ma nessuno di Sant’Egidio si sentì in dovere di spiegare il perchè di questa “liason” se non pericolosa, quantomeno inopportuna. “Tendiamo a non rispondere mai, anche se ciò che viene scritto è falso e ci danneggia”, spiega al Fatto Mario Marazziti, portavoce della comunità. Salvo poi specificare che è falso, ma da un certo punto in poi. “Ab – biamo ricevuto finanziamenti da Finmeccanica per un periodo limitato, poi abbiamo declinato – continua il portavoce – e in ogni caso non si è mai trattato, come è stato scritto, di ingenti finanziamenti ma di una sorta di colletta che i dipendenti di Finmeccanica avevano fatto di loro iniziativa”. Secondo il settimanale dei padri comboniani invece le cose non stavano così e i soldi di Finmeccanica servirono anche a finanziare un progetto per l’ac – cesso gratuito alle cure per l’Aids, iniziato nel 2000.

Confermato dalla stessa Finmeccanica nel cui sito si leggeva:

“Finmeccanica ha già reso possibile l’acquisto di un immobile per la realizzazione di un centro Dream presso la città di Conakry, in Guinea, nonché l’inizio dei lavori di ristrutturazione e dei corsi di formazione per gli operatori coinvolti nel progetto”. L’azienda avrebbe donato alla Comunità circa 280mila euro fra il 2004 e il 2005. Nella lettera aperta si fa riferimento anche ai finanziamenti che provengono dalle cosiddette “banche armate”. Marazziti sostiene che Sant’Egidio non considera questo tipo di finanziamento incompatibile con la sua missione di pace. “Grazie a banche come Unicredit e Banca Intesa possiamo salvare migliaia di persone perché possono accedere gratuitamente alle cure. Del resto non penso che gli italiani che hanno acceso mutui con queste banche si sentano complici delle guerre in corso nel mondo solo perché queste attraverso questi istituti bancari transitano anche i soldi derivati dalla compravendita legale di armamenti”. Per quanto riguarda il rifinanziamento delle spese militari, la segreteria del ministro Riccardi risponde che è errato: “Riccardi, in quanto ministro della cooperazione ha rifinanziato solo le missioni di peacekeeping per quanto riguarda il settore civile. Per la prima volta c’è stato addirittura un aumento del budget previsto per il settore non militare” ”.

     
 

6 Commenti

  1. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    E altri danno..in armi e armamenti Italiani..finanziamenti fatti alle Industrie Italiane di Armi..e di missioni MILITARI di pace .. banche Italiane e di cordata Europea..si trovano su:
    http://www.opalbrescia.it
    http://www.casadellalegalita.org
    http://www.banchearmate.it

  2. Gabriele scrive:

    “L’autorevolezza e il prestigio della comunità di San’Egidio è cresciuta negli anni fino a renderla una vera e propria istituzione in grado di mediare anche su questioni politiche estremamente delicate in ambito internazionale”

    ma piantiamola con queste dichiarazioni di questa SE come dire che qualcuno le ha chiesto qualcosa se ne stia nel suo e evitiamo di andare a lucidarcela in pubblico

  3. Gaby scrive:

    Nessun commento infelice può distruggere alla Comunità Sant’Egidio, perchè non ho conosciuto nessuna istituzione tan attiva e organizzata capace di accogliere e integrare agli stranieri come lo fa la Comunità Sant’Egidio…..siamo tantissimi stranieri di tutto il mondo che fa parte della comunità italiana ( integrati per eccellenti professionisti italiani ),che studia e fa volontariato per AMORE al prossimo e per voi popolo italiano……EVVIVA!!! PER SEMPRE LA COMUNITA SANT’EGIDIO!!! orgoglio nazionale.

  4. daniela scrive:

    siamo veramente alle solite, sarebbe meglio tacere,ma parlare male della comunità di sant’egidio è come sparare sulla croce rossa; non c’è comunità che sia più illuminata e più evangelica. fare il bene non fa chiasso ,evviva Sant’Egidio!!!

  5. michela scrive:

    Sant’egidio non investe mai sulla notorietà ,nella ricerca del potere ma va AVANTI e trova la sua speranza nella fede e attinge forza dalla preghiera.Non fanno paternalismo ma aiutano in amicizia Ogni ulteriore commento è superfluo i fatti parlano i poveri che li incontrano sorridono.

  6. Lettera del comitato spagnolo Sankara 2007 alla Comunità di Sant’ Egidio

    La Comunità di Sant’ Egidio, associazione cattolica italiana che si è distinta negli ultimi anni per il suo ruolo di mediatore di conflitti nel continente africano, attualmente porta a termine il suo lavoro in Costa d’Avorio. Tuttavia, per farlo, si è unito a Blaise Compaoré, assassino di Sankara ed uno dei personaggi più sinistri della politica africana attuale. Il comitato spagnolo Sankara 2007 considera che Compaoré, complice di crimini contro l’Umanità commessi da Charles Taylor in Liberia, non è moralmente autorizzato nella mediazione di conflitti e che unirsi a lui con questo fine discredita chi lo fa. Per questo motivo si rivolge con questa lettera alla Comunità di Sant’ Egidio.
    Stimati amici
    so con stupore e tristezza, anche con ripugnanza, che mantenete relazioni con Blaise Compaoré. Spero sappiate con chi state trattando. O per meglio dire, spero non lo sappiate ancora, perché se lo sapeste vi trasformereste in complici di uno dei più nefasti politici del pianeta.
    Blaise Compaoré è un assassino che ammazzò il suo migliore amico, Thomas Sankara, che stava compiendo un progetto politico straordinario ed inedito in Africa. Vi invito a studiare senza pregiudizi il progetto sankarista che segnò una via d’uscita dalla miseria non soltanto del suo popolo, bensì di tutto il continente, e che costituisce ancor oggi il principale referente politico per una Africa migliore.
    Mesi dopo, Compaoré fece fucilare Lingani e Zongo, gli altri due leader di quel progetto politico, e rimase così solo al potere.
    La repressione che compì in seguito alla morte di Sankara finì con la vita di migliaia di burkinabè. Infine, assassinò il giornalista Norbert Zongo, che stava indagando su casi di corruzione in cui era implicato, e l’autista di suo fratello François che sapeva troppo. Questo senza contare gli innumerabili casi di tortura registrati nel paese.
    Dovete anche sapere che Compaoré è citato negli elenchi dell’inchiesta che si segue contro Charles Taylor, uno dei peggiori autori di crimini contro l’umanità.
    In cambio di importanti partite di pietre preziose, mandò i soldati del Burkina Faso a lottare con lui.
    Dopo i risultati di Sankara nella sua lotta contro la corruzione, il Burkina è tornato ad essere il paese corrotto di prima e Compaoré si è trasformato in uno dei capi di stato più ricchi del continente. Dovete anche sapere che i suoi tentativi di mediazione nelle crisi regionali fanno parte della campagna di pulizia della sua immagine per giustificare i suoi crimini e perpetuarsi al potere. Chi si unisce a lui nelle sue manovre è complice dei mali che soffre il popolo del Burkina ed il popolo africano in generale.
    E’molto triste che un’organizzazione cristiana lavori a stretto contatto con un personaggio di tale bassezza morale. Produce nausea.
    Vogliate ricevere un cordiale saluto.
    Antonio Lozano Scrittore
    http://thomassankara.net/spip.php?article712&lang=it

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