I soldi ai giornali del sottosegretario
11/01/2012 - Carlo Malinconico e i fondi pubblici per i quotidiani. Per questo non se ne parlava? Maliziosissimo, Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano oggi ricorda il ruolo del sottosegretario Carlo Malinconico nel governo e i 150 milioni che ha distribuito ai giornali.
Carlo Malinconico e i fondi pubblici per i quotidiani. Per questo non se ne parlava?
Maliziosissimo, Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano oggi ricorda il ruolo del sottosegretario Carlo Malinconico nel governo e i 150 milioni che ha distribuito ai giornali. Una questione per lo meno imbarazzante, visto il silenzio dei media sul caso finché non è del tutto scoppiato:
La lista è lunga, ex vittime che adesso riprendono le corrette funzioni con le dimissioni del sottosegretario di Mario Monti: L’Unità, Il Man i fe s t o , Il Riformista, E u ro p a . L i b e ro s o ltanto ieri ha rilanciato la notizia. Giornali diversi, sinteticamente opposti, che per un paio di giorni o di più ignorano l’imbarazzo di un uomo di governo che soggiornava in camere di lusso con i soldi di una cricca che voleva controllare appalti e palazzi. Il vacanziere Carlo Malinconico ricordava, certamente, il sottosegretario all’editoria. Più che un rappresentante del governo, Malinconico era la chiave che apre e chiude il forziere con i milioni di euro per i quotidiani e le agenzie di stampa. E una chiave, se si indurisce, non entra nella serrat u ra . Malinconico è arrivato giusto in tempo per distribuire 150 milioni di fondi pubblici ai giornali: 62 già erogati, 32 pronti per gennaio, 56 rinviati per documenti mancati. Come previsto per legge, un numeroso gruppo di testate ha ricevuto a dicembre il bonifico bancario rianimando un po’ i conti: 5,9 milioni per Avvenire; 5,2 per L’Unità; 3,4 per La Padania; 3,2 per Il Manifesto; 2,9 per L i b e ra z i o n e ; 2,1 per La Discussione, 2 per Terra . Per un cavillo, che prestò sarà risolto, il Foglio (2,9 milioni) e il Secolo d’Italia (2,4 milioni) dovranno aspettare.
E c’era anche il regalino per Libero:
In attesa che finisca la partita giudiziaria fra la famiglia Angelucci e l’Autorità di garanzia per le comunicazioni, l’ormai ex sottosegretario Malinconico aveva accantonato 5,8 milioni per Libero e 2,2 per Il Riformista (adesso con una nuova proprietà). Da segnalare anche i 2,2 milioni bloccati per L’Avanti che fu di Valterino Lavitola. L’ex presidente degli editori italiani è riuscito, in pochi mesi, a rinnovare le convenzioni con le agenzie di stampa senza penalizzare l’Ansa, che temeva tagli e lamentava rischi. Ma le decisioni più importanti, per il futuro, Malinconico le avrebbe prese nei prossimi mesi: il fondo 2012 si riduce a 53 milioni di euro, impossibile accontentare i 288 giornali che si rivolgono al Dipartimento.
Insomma, conclude il Fatto:
Malinconico aveva il potere di vita e di morte su decine di testate, un milione in meno e un milioni in più cambiano il bilancio e il destino. Con un’esposizione così forte, non è complicato cadere nel vuoto di memoria. Più semplice ricordarsi il ruolo di Malinconico, che iniziò il mandato con un’i n t e rvista al Fatto . Proponeva di incentivare i giornali più piccoli e deboli, anche quelli di partito, a trasferire il giornale in Rete risparmiando i costi di carta e distribuzione.













Se i dati riportati sono veri (come penso), ottimo articolo. E’ importantissimo continuare a martellare perchè la rotazione delle news, nella società dell’informazione, ha due volti, uno positivo ma uno altrettanto deleterio. E la stampa, i media, oramai è di fatto un vero Potere, chi controlla le parole controlla il mondo ha affermato q.cuno, e oggi come mai prima, funziona proprio così. Buona cosa che sìa venuto IlFattoQ perchè sta insegnando a molte persone cosa significa essere privo di finanziamenti politici.