La trattoria che fa gli sconti ai senatori
11/01/2012 - Un pranzo a 20 euro: c’è la convenzione Carmelo Lopapa su Repubblica ci racconta un curioso ‘caso’ di libera concorrenza, della quale beneficiano i senatori. Un ristorante a due passi da piazza del Collegio romano che si chiama Sapore di
Un pranzo a 20 euro: c’è la convenzione
Carmelo Lopapa su Repubblica ci racconta un curioso ‘caso’ di libera concorrenza, della quale beneficiano i senatori. Un ristorante a due passi da piazza del Collegio romano che si chiama Sapore di Mare, ha stipulato una convenzione con il Senato:
Gli onorevoli esibiscono tesserino, et voilà, il pranzo a base di pesce a prezzo stracciato è garantito. E presto, busseranno agli stessi locali anche i loro colleghi della Camera, dato che da ieri, alla ripresa dei lavori, i deputati si sono imbattuti negli aumenti nel loro ristorante: pranzo completo che tocca anche i 30 euro. La mail – pubblicata qui di fianco – è stata inviata dal senatore Carrara (eletto col Pdl ora nel gruppo di Coesione nazionale) alla casella di posta elettronica dei colleghi. «Cari, sperando di fare cosa gradita, mi sono permesso di richiedere ad alcuni ristoranti vicino al Senato delle convenzioni da tenere in considerazione in alternativa al nostro ristorante. Questa di seguito è molto interessante». E via col menù del locale prescelto. «Tre antipasti tra questi sotto elencati: involtino di melanzana con gamberi radicchio e basilico, pesce spada panato grigliato, dentice gratinato, bruschetta seppe e cicoria o bruschette verza e mazzancolle o bruschette con calamaretti, soutè di cozze». Per proseguire: «Tre primi di questi elencati: risotto alla crema di scampi, orecchiette con ricciola pachino olive e basilico, paccheri allo scorfano, bambolotti alla pescatora, pennette pomodorino pachino gamberi pecorino e basilico». E infine: «Vino, acqua, caffè».
Tutto, come precisa Carrara nell´oggetto della mail, «a 20 euro»:
Il senatore bergamasco con un passato dipietrista, è uomo spiccio, con trascorsi da dirigente d´azienda. Spiega: «I soldi non li deve buttare via nessuno. Qui a Roma abbiamo già certe spese. E pagare 50 euro per pranzare al Senato fa un certo effetto anche quando l´indennità è alta. Abbiamo sondato una serie di ristoranti in zona che possano garantirci soprattutto un pranzo veloce. E certo anche economico, che non fa male». Elena, seduta alla cassa del “Sapore di Mare”, conferma: «Sì, da qualche settimana abbiamo avuto un incremento dei clienti a pranzo, i senatori prendono i nostri cinque antipasti caldi e il primo di pesce, col caffè, acqua e vino e pagano solo 20 euro. È una promozione. In questi giorni c´è stato un calo, speriamo sia stato solo perché erano via per le feste».
Francesco Pardi, Idv, racconta di altri arrangiatisi diversamente:
«A me l´offerta della mail non interessa. Torno a pranzo a casa. Ma so di colleghi che per fuggire al caro prezzi del Senato vanno a mangiare al ristorante della Camera. Ma la protesta, dopo il primo pranzo post vacanze ad alto costo, ieri è scattata anche a Montecitorio. «Non sapevo degli aumenti e ho pure offerto ai colleghi, ignaro. Spendevo meno fuori» dice Amedeo Laboccetta (Pdl). E il democratico Gero Grassi: «Non vado più, è diventato un salasso, risotto alla pescatora, salmone con quattro patate lesse accanto, 20 euro».













Beh? non vedo dove sia il problema…
Le convenzioni con i privati sono una cosa normalissima, non vedo perchè un parlamentare/senatore dovrebbe essere diverso.
Considerando poi che le loro spese le paghiamo con le nostre tasse è meglio se spendono di meno, o no?
l’hai detto….
il tuo problema è che non vedi dove sta il problema, dunque il tuo commento è inutile! il problema sta nel fatto che questi dovrebbero lavorare, anzichè pensare al magna magna…
guarda che se spendono 10 euro in meno al giorno,non è che glieli scalino dallo stipendio…..i soldi che gli regaliamo sono sempre gli stessi,perciò possono anche spendere quello che spenderesti tu in un normale ristorante. definire un salasso l’aver pagato 20 euro per un risotto alla pescatora,del salmone con patate e chissà cos’avrà bevuto,fa capire che non hanno un minimo di contatto con la realtà. il problema è esattamente questo:le convenzioni ce le hanno già,non c’è bisogno di fare altre regalìe con tutti i soldi che prendono,’sti pidocchiosi….
Il problema è che c’è chi non vede dove sia il problema.
Penso che sia meglio per tutti noi che i parlamentari trovino un modo per risparmiare il pranzo, altrimenti troveranno un altro sistema per far rientrare i soldi spesi per pranzi costosi, magari prelevando dalle tasche dello Stato..
comunque la convenzione è a costo zero per la collettività, se il ristorante decide di guadagnare meno per calcoli suoi chi se ne frega.. onestamente mi fa girare più le palle che quei prezzi ce li abbiano i ristoranti interni alle Camere, quelli sì che ricadono su tutti noi
Perfetto Gigi,condivido.
I ristoratori possono anche dar da mangiare gratis per loro scelta!All’interno della Camera i prezzi erano si bassi,ma la differenza ce la mettavamo NOI!
Sarebbe facile imporre la seguente regola: Se gli “onorevoli” mangiano alla mensa delle Camere, pagano il dovuto(tanto x loro non ci sono ne’ IVA, né accise)…. Se vanno fuori, pagano di tasca loro. Risultato? Tutti a mensa!!!
Facile!
E se pagano loro, visto che sono nostri dipendenti, tanto meglio: fanno girare l’economia(oltre che i “Maroni”)!
Ma quanto so’ bravi a organizzare il magna magna quotidiano! L’attività parlamentare così stressante va premiata almeno con un pranzetto al ristorante e basta co’ sto’ schifo di mensa parlamentare! Tanto quando andiamo noi (!) a quel ristorante ci fanno pagare pure per le loro mangiate a sbafo: 4.000 euro di spese extra mensili non bastano più, allora diamogli un bell’aumentino…