Antonio Catricalà

11/01/2012

     
 

di

«Nessuna pietà verso gli evasori: spareremo ad alzo zero. Chi evade le tasse, in un momento come questo, tradisce la Patria!» Così disse il Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, volendo forse stupirci. Ma per niente! Per niente! Che un uomo misurato, sobrio, posato, come non poteva non essere un sottosegretario di questa flemmatica e rigorosa Presidenza del Consiglio, tutto ad un tratto si metta a sbraitare come un inquisitore, è nell’ordine più rigoroso delle cose, certificatissimo dalla storia: non avete mai sentito o letto di quella inesplicabile mutazione che coglie immancabilmente molti travet di piccolo, medio e grosso calibro quando si apre la stagione della caccia nei periodi torbidi?

     
 

11 Commenti

  1. Nicola scrive:

    non capisco il senso dell’articolo

    • Un evasore (non pentito) scrive:

      Oddio, non voglio difendere gli evasori, ci mancherebbe altro! Anzi, io condanno duramente l’evasione fiscale, però il metodo, anzi il problema è altro. Bisogna educare i cittadini fin da piccoli a fare il proprio dovere con responsabilità, con pazienza. Invece questi vanno a Cortina, a Natale, con il freddo e con la neve, a disturbare le feste dei poveretti che festeggiano nella più bella località montana italiana ( dove alcuni geni della politica italiana hanno partorito tra un cotechino e un rutto le più belle leggi delo stato, ragion per cui il luogo dovrebbe diventare sacro come il Rutli, il pratone sul lago dei Quattro Cantoni dove giurarono i primi confederati svizzeri) spaventando bambini, donne e vecchietti! Dimostrando insensibilità e durezza di cuore e ottenendo di terrorizzare la gente che non andrà più nelle località vip, non comprerà più Ferrari e Porche Cayenne e nemmeno qualche miserabile Suv di qualche marchio clandestino. Quindi la lotta all’evasione, lo ripeto, va fatta, anzi intensificata, anzi forse no. Forse è meglio rimandarla a quando la congiuntura economica tornerà positiva e non ci sarà più bisogno di farla perché aumenteranno i lavoratori dipendenti che , poveri coglioni, non potendo evadere le tasse, risolveranno il problema e a Cortina la vita ritornerà a scorrere più belle e felice di prima e così potrò andarci anch’io!
      Capito?

    • Zamax scrive:

      Glielo spiega l’autore. Deve sapere che per questa rubrica si sente in dovere di essere e sempre e comunque spiritoso. E un orrore simile non poteva certo essere scritto dalla “Redazione”.

      L’autore voleva dire che nelle epoche di fanatismo il piccolo conformista tranquillo si trasforma. Già Montaigne, che visse durante le guerre di religione in Francia, rideva dello zelo improvviso di chi nella sua vita non aveva mai mostrato alcun segno di pietà religiosa. Cochin si chiedeva come fosse possibile che dei “piccoli borghesi terribilmente simili agli altri” all’epoca delle noyades in Vandea potessero trasformarsi in assassini efferati e all’ingrosso. Ed è ben conosciuta l’aria impiegatizia di tanti carnefici nazisti e comunisti.

      • Nicola scrive:

        grazie per la spiegazione ad personam

      • evasore (non pentito) scrive:

        Perfetto: sono pienamente d’accordo! Ci mancherebbe di essere “ghigliottinato” da un banalissimo carnefice dall’aria impiegatizia solo perché sono più furbo e intelligente degli altri e non mi lascio tosare come una pecora d’agosto (magari con forbici non affilate) per contribuire a mantenere frotte di parassiti che infestano l’Italia dalle Alpi Aurine all’isola di Lampedusa.
        Sarei, ovviamente, d’accordo se incontrassi un Torquemada, essendo io profondamente cattolico, o in subordine un Eichmann che era preciso ed efficiente.
        Beria? No, Beria no. Odio i comunisti, non hanno il senso dell’ironia e morirei con tristezza!

      • evasore (non pentito) scrive:

        Assolutamente d’accordo. Ci mancherebbe altro di essere “ghigliottinato” solo perché sono più furbo e intelligente degli altri e non mi faccio tosare come una pecora d’agosto (magari con forbici non affilate). Potrei accettare un Torquemada, io sono profondamente cattolico, o in subordine un Eichmann. Beria? No, Beria no! Non mi piacciono i comunisti:non hanno il senso dell’ironia e morirei senza allegria!

      • pietro scrive:

        la cosa che più disturba il caro Zamarion è che Catricalà era un fedelissimo difensore degli interessi economici del SIlvio, e deve TUTTA la sua carriera ai suoi interventi in difesa di Mediaset.

  2. franco37 scrive:

    Forse la stagione delle cacce non si dovrebbe mai aprire , perchè non dovrebbero esserci prede.
    Con l’evasione che c’è in Italia sono contento che ogni travet di piccolo, medio e grosso calibro alzi la voce “indignato”. Ma forse qualcuno con qualche problema di udito , non sta sentendo le grida di chi ha sempre pagato le tasse, di chi si trova decurtata la pensione , di chi si scandalizza che uno possieda una Ferrari, vada in alberghi da 500 euro a notte e denunci meno di 20 mila euro all’anno.
    Ben vengano gli “spari a zero” e mi auguro che la situazione non peggiori , perchè se no la caccia ai cinghiali che evadono diventerebbe ben più cruenta.

  3. liberalizzare le farmacie e i notariati scrive:

    Liberalizzare completamente le farmacie. Due farmacisti si possono aprire una farmacia in qualsiasi punto della città. Come per le botteghe. In effetti perchè la farmacia non deve essere considerata una bottega.
    I notariati devono essere cancellati: un avvocato deve potere redigere qualsiasi atto notarile, come in tutti i paesi del mondo.
    Catricalà, finiamola con la massoneria delle farmacie e dei notai!

  4. Gli eroi di Zamarion scrive:

    -BERRUTI Massimo Maria (PDL) – Dopo aver condotto un’ispezione presso la Fininvest come membro della guardia di finanza si recò personalmente in visita da Silvio Berlusconi. In seguito a questi eventi si aprirono delle inchieste su tangenti alla Guardia di Finanza ad opera della Fininvest e Berruti venne accusato di favoreggiamento, in particolare di aver tentato di depistare le indagini cercando di non far parlare i finanzieri arrestati sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo uscì con inflitta una condanna a 10 mesi in primo grado, successivamente ridotta e venendo quindi ad una condanna definitiva di 8 mesi di carcere per favoreggiamento.
    SCIASCIA Salvatore (PDL) – Prima di entrare in politica, è stato ufficiale della guardia di finanza poi direttore dei servizi fiscali del gruppo Fininvest. (Tu guarda i casi della vita..) È stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per la corruzione di membri della Guardia di Finanza. (altro caso, ovviamente). Sciascia ha confessato di aver personalmente fatto pervenire ad alcuni finanzieri quattro tangenti da 100 milioni di Lire l’una, che dovevano servire ad assicurare delle verifiche fiscali più blande alle società Fininvest, Mediolanum, Mondadori, Edilnord e Telepiù. Continua a sedere tranquillamente in Parlamento

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