Affinità e differenze tra il fisco europeo e noi

10/01/2012 - Un confronto tra il metodo Equitalia e quello in vigore in altri paesi europei Dal sequestro delle somme sui conti correnti della Spagna alla possibilita’ di arresto della Germania. Sono diverse le modalita’ scelte dai vari Paesi per riscuotere dai

     
 

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Un confronto tra il metodo Equitalia e quello in vigore in altri paesi europei

Dal sequestro delle somme sui conti correnti della Spagna alla possibilita’ di arresto della Germania. Sono diverse le modalita’ scelte dai vari Paesi per riscuotere dai contribuenti gli importi dovuti e non pagati. Ecco un confronto tra le regole del ‘fisco’ negli altri Stati e quelle seguite dall’Italia, oggi definite dal direttore generale delle Entrate, Attilio Befera ‘tenere rispetto agli altri’.

ITALIA, TEMPI LUNGHI E GARANZIE – Per i Primi 270 giorni non accade nulla: inviata una richiesta di pagamento ci sono 60 giorni per il saldo, poi altri 30 per l’affidamento ad Equitalia, quindi altri 180 prima di qualsiasi azione ‘esecutiva’ di recupero. Le procedure coattive sono essenzialmente due e, comunque, devono essere precedute obbligatoriamente da una serie di comunicazioni: il fermo amministrativo del veicolo (le ‘ganasce fiscali’) e l’ipoteca sugli immobili o altri beni. La scelta tra i due strumenti dipende dall’entita’ credito. Si parte dalle ‘ganasce’ per gli importi minori, si passa all’ipoteca per grandi cifre, con un limite: le ipoteche sulla prima casa e’ possibile metterle solo sopra i 20.000 euro. Esiste anche la possibilita’ di pignoramento ma deve essere motivata (ad esempio in caso di rischio di fuga) ed e’ una estrema ratio. Il debito, inoltre, puo’ essere rateizzato fino a 6 anni (72 rate) con un importo minimo di 100 euro al mese. In caso di difficolta’ si puo’ ottenere una ulteriore proroga di 6 anni.

GERMANIA, SI RISCHIA L’ARRESTO – Si va dall’esecuzione forzata mobiliare (pignoramento di beni mobili, crediti e altri diritti patrimoniali) all’ esecuzione forzata sul patrimonio immobiliare fino al sequestro dei beni e all’arresto per chi non paga. Il carcere puo’ essere ordinato dal giudice su richiesta dell’autorita’ finanziaria competente per la liquidazione dell’imposta, quando e’ necessario garantire un’esecuzione forzata del patrimonio a rischio. Se un pagamento nei confronti di una persona fisica e’ irrecuperabile, il tribunale di primo grado puo’ disporre una detenzione sostitutiva che non puo’ essere inferiore a un giorno e superiore alle due settimane.

SPAGNA, PRIMA SEQUESTRO C.CORRENTE, POI SALARIO - Il procedimento coattivo ha la stessa forza e valenza di una sentenza giudiziaria. Per questo motivo in caso di mancato pagamento e’ prevista l’immediata confisca dei beni a partire da contanti e conti correnti. Si procede poi con la confisca di salari, stipendi, pensioni, beni immobili etc. La vendita dei beni sequestrati e’ effettuata mediante asta, gara o affidamento diretto. Il procedimento esecutivo puo’ concludersi con l’assegnazione dei beni all’Amministrazione fiscale (nel caso di beni immobili o mobili di interesse per quest’ultima).

FRANCIA, PUO’ PAGARE UN TERZO – Il titolo per l’esecuzione forzata e’ rappresentato dallo stesso avviso di accertamento, nel momento in cui il contribuente non paga nei termini prescritti. In questo caso l’amministrazione finanziaria puo’ procedere con il sequestro (previsto in differenti forme: sequestro vendita, sequestro attribuzione, sequestro dei compensi o sequestro immobiliare). Dopo che e’ stato effettuato il sequestro interviene la vendita dei beni. Accanto a queste procedure, derivanti dal diritto comune, esistono poi procedure specifiche proprie del diritto tributario, tra le quali la piu’ comunemente utilizzata e’ la procedura di avviso al terzo detentore. Con questa procedura l’amministrazione puo’, su domanda, obbligare una terza persona che e’ depositaria, detentrice o debitrice dei fondi del contribuente inadempiente, a versare al fisco le somme che quest’ultimo deve pagare.

REGNO UNITO, GOGNA E VENDITE ALL’INCANTO – Dopo l’accertamento fiscale non pagato si passa alla fase di recupero coattivo che prevede la notifica al contribuente dell’atto, l’accesso al suo domicilio da parte dell’ufficiale giudiziario per l’individuazione e il sequestro dei beni suscettibili di pignoramento e, qualora il debito non venga saldato entro 5 giorni, la vendita all’incanto. E’ prevista inoltre la pubblicizzazione del nominativo del contribuente infedele, una sorta di moderna ‘gogna’ fiscale. Per quanto riguarda i tributi locali si arriva fino alla pena detentiva (da un minimo di 90 giorni a un massimo di 6 mesi) se il contribuente non paga o i beni sono insufficienti a ripagare il debito. (ANSA)

     
 

5 Commenti

  1. luca scrive:

    continuate pure a lamentarvi di Equitalia….evasori cialtroni e ladri! solo in Italia si da contro a chi recupera le tasse e non a chi le evade. Ma non avete vergogna ad aver creato una gigantesca bufala come le vessazioni quando sono milioni i cittadini che non pagano e vivono a sbaffo degli altri e per settimane vi siete preoccupati di dire quanto è brutta Equitalia e non quanto sono delinquenti gli evasori…fate pena!!!!!!!! Non capite che dietro a pochi casi (deplorevoli senz’altro) ripetuti come un disco rotto si nascondono migliaia di persone che fottono l’intera comunità? ma la volete piantare e far funzionare quei due neuroni????

  2. ro scrive:

    condivido! confermo che nel movimento anti equitalia ci sono moltissimi che non hanno pagato le tasse, non adesso che c’è la crisi, ma anni fa, quando, all’arrivo dell’euro, hanno raddoppiato i prezzi ignorando le difficoltà di chi aveva un reddito fisso.Le cartelle che arrivano ora, se sono raddoppiate per la mora, è xchè si riferiscono a vari anni fa…..quando la crisi per le partite iva non c’era e i furbi non pagavano ugualmente….impariamo a distinguere gli onesti dai furbi e a non seguire l’onda della protesta senza prima far funzionare i neuroni…. come giustamente dice luca !

  3. Luca scrive:

    Anzi, adesso che mi avete fatto incazzare vi spiego io un paio di cose visto che voi non siete in grado di fare 1 più 1.
    I maggiori avversari di Equitalia:
    1. I pastori Sardi: hanno preso i soldi di tutti noi grazie a finanziamenti nazionali e regionali per il ripristino delle zone agricole della sardegna e dell’ovicoltura e cultura sarda. Si sono presi i soldi, si sono fatti agriturismi, alberghi e altro. Quando si è chiesta la restituzione apriti cielo e tutti in piazza … e voi a difenderli.
    2. Malato di Genova: indagati funzionari di Equitalia per vendita dell’immobile. La procedura di vendita era stata depositata e approvata dal Giudice dal Tribunale di Genova. La commissione Tributaria aveva respinto TOTALMENTE il ricorso del contribuente per ben due gradi di giudizio. I funzionari sono stati assolti con formula piena.
    3. Alberto Goffi: UDC regione Piemonte (massimo esponente del movimento anti-equitalia). Figlio, peer sua stessa ammissione, di genitori con problemi con Equitalia. Avvocato guarda caso fornisce assistenza legale ai “poveri vessati” di Equitalia. Provate a chiedergli se il fatturato, grazie a queste buone opere, è aumentato e di quanto oppure se è uguale a prima.
    Si potrebbe andare avanti all’infinito, mò capiamo se siete in buona fede oppure seguite il gregge….

    • Alberto Goffi scrive:

      Per informazione di Luca e di chiunque avesse dei dubbi al riguardo, da quando ho intrapreso la mia denuncia pubblica contro gli errori e i metodi di riscossione di Equitalia non ho mai accettato alcun incarico o consulenza a titolo oneroso da parte di contribuenti o vittime dell’ente.
      Quello che Luca ha riportato al punto3 del suo commento è una cattiveria gratuita, tanto quanto il servizio che ho prestato ai cittadini in questi ultimi tre anni.
      Per quanto riguarda il mio reddito, essendo persona trasparente, ne ho sempre autorizzato la pubblicazione e, come potrà constatare, il reddito derivante dalla mia professione di avvocato si è ridotto del 70% da quando svolgo attività politica.
      Spero di aver chiarito le sue perplessità e concludo dicendo a chi avesse ancora dubbi di non esitare a presentare richieste di verifiche e controlli sul mio conto in ogni sede comprese quelle giudiziarie.

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