Come cambierà la Rai

10/01/2012 - I piani del governo e le proteste dei partiti Sono bastate quattro parole da Fabio Fazio per stimolare il dibattito, come dicono quelli bravi. In realtà, la poderosa rosicata del PdL alle affermazioni del presidente del Consiglio su Viale Mazzini

     
 

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I piani del governo e le proteste dei partiti

Sono bastate quattro parole da Fabio Fazio per stimolare il dibattito, come dicono quelli bravi. In realtà, la poderosa rosicata del PdL alle affermazioni del presidente del Consiglio su Viale Mazzini sono la spia di un nervo scoperto. E i progetti di Monti dovranno scontrarsi proprio con questo, come spiega il Corriere della Sera:

E il conduttore non ha avuto torto, anche perché Monti parlava non solo da presidente del Consiglio ma anche, anzi soprattutto, da ministro dell’Economia: dopo la fine dell’Iri è quel dicastero l’azionista della Tv pubblica. Da tempo si sa che vedrebbe di buon occhio un cambiamento della governance della Rai, affidandola a un manager slegato dalla politica e dotato di ampi poteri, supportato da un Consiglio più agile: senza escludere, in questo quadro, un’ipotesi di parziale privatizzazione. Interviene il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà parlando a «Porta a porta»: «Credo che il presidenteMonti voglia distinguere le materie di stretta competenza parlamentare, come il servizio pubblico e la privatizzazione di uno o più canali, da alcune misure di efficientamento, come pensare ad esempio a una governance diversa e una riforma del canone per pagare meno ma pagare tutti. Sono misure che sono certamente nella competenza del governo». E ancora: «Staccare la Rai dalla politica magari è una mission impossibile, ma forse è possibile darle una governance che non abbia tanti cappi politici e che sia effettivamente manageriale ».

Ma poi precisa, dopo le reazioni negative del Pdl:

«Sulla Rai a “Porta a Porta” ho parlato solo di ipotesi allo studio, anche in forma dubitativa su chi, tra governo e Parlamento, dovrà avere la competenza ad affrontare queste materie». Il Pdl è compatto e durissimo. Maurizio Gasparri risponde proprio a Catricalà: «Ricordo al sottosegretario che numerose sentenze della Corte Costituzionale pongono chiari limiti al governo in materia di Rai e affidano al Parlamento le decisioni sui vertici. Tanto è vero che la legge che presentai nel 2002 non conteneva norme sulla designazione dei vertici Rai, che emersero esclusivamente dal dibattito parlamentare. Catricalà troverà nei testi e nelle sentenze gli argomenti per evitare affermazioni non esatte e non opportune». Fabrizio Cicchitto: «La questione Rai non è un problema del governo, dopo la riforma del 1975 il rapporto è con il Parlamento, non credo se ne debbano occupare i tecnici». In sostanza il Pdl sa che a marzo scadrà l’attuale Consiglio e che, in assenza di riforme, toccherà di nuovo al centrodestra esprimere una maggioranza a viale Mazzini. Il Pd invece si schiera col capo del governo. Pier Luigi Bersani a «Otto e mezzo»: «È una cosa tipica da Pdl dire che il governo non deve occuparsi di Rai… Un Governo non deve occuparsi di un’azienda pubblica che rischia di andare contro un muro? Il governo non si è occupato di Alitalia, di Finmeccanica? Il governo deve occuparsi di Rai. O si cambia la governance, o il Pd non intende partecipare… questa governance può solo mandare nei guai l’azienda ».

Ed ecco le idee:

Fin qui il dibattito politico che ha come sfondo la scadenza del 28marzo, quando il Consiglio presieduto da Paolo Garimberti concluderà il suo mandato. Ma tra pochissimi giorni questo stesso Cda dovrà affrontare un nodo di grande peso politico, la nomina del nuovo direttore del Tg1 dopo l’esonero di Augusto Minzolini e la nomina di Alberto Maccari a direttore ad interim fino al 31 gennaio. Entro quella data dovrebbe essere adottata una decisione. Primo Cda in vista, mercoledì 18 gennaio. Il centrodestra come si comporterà? Punterà su un candidato «di area»?

     
 

3 Commenti

  1. berck scrive:

    l’unica medicina per la rai è la privatizzazione, in linea a tanti servizi già privatizzati in questo paese. Una privatizzazione che elimini del tutto il canone, ormai solo un balzello vergognosamente pagato quale “tassa” di proprietà dell’apparecchio RAI-TV, in un mondo che ormai stà di fatto superando, nella comunicazione, proprio il concetto di TV.

    • ERAGACAAVAM scrive:

      Il canone, il canone, tutto qui il problema? C’è gente che pagherebbe il doppio per avere una vera TV pubblica che renda concreto il diritto all’informazione sancito dalla Costituzione. La TV spazzatura, i reality, le soap, la finzione sono ormai superate, non la domanda di programmi che istruiscano e informino la gente su cosa accade davvero nel mondo. L’unica medicina è che i consigli di amministrazione della TV pubblica non vedano più l’ingerenza dei partiti, ma che ci sia la guida di gente che ha ben presente il ruolo della TV pubblica in un paese e nel quadro della sua informazione.

  2. giulia scrive:

    poverina ma una foto migliore non l’avete rimediata, …mete un po’ paura o è fatto appositamente

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