Il trionfo dell’ipocrisia
09/01/2012
‘Per noi Joy e’ una bimba romana e non la dimenticheremo’.
(Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
dalla collezione Baci Perugina 2012)
Con queste parole il primo cittadino della Capitale si è accomiatato oggi al termine dell’incontro con la comunita’ cinese e con l’ambasciatore Ding Wei, in seguito al brutale duplice omicidio che nelle scorse ore ha scosso la Capitale. ‘Dietro l’omicidio c’e’ illegalita’ e non certo intolleranza” ci ha tenuto a ricordare il sindaco eletto per la sicurezza, che a distanza di qualche anno però la chiede al Governo. Peraltro molto coraggiosamente, con un manifesto.
“Per questo la richiesta e’ quella di ‘investimenti sulla sicurezza, in particolare nel quartiere Esquilino. Per questo – ha precisato sempre Alemanno – mi sono fatto carico di promuovere una riunione con la questura e le forze dell’ordine per vedere cosa e’ necessario fare anche negli altri quartieri definiti a rischio”. Dopo soli 5 anni se n’è ricordato. Mò piano piano c’arriva, pure al resto. Dicevamo, al termine dell’incontro con la comunita’ cinese e con l’ambasciatore Ding Wei, il sindaco di Roma Alemanno ha riassunto i temi trattati dai presenti al tavolo. Temi che, ovviamente, giravano tutti attorno al duplice a Tor Pignattara. Tra parentesi, Tor Pignattara è un quartiere diverso dall’Esquilino, parte di Roma meglio conosciuta negli ambienti ‘in’ come China Town: un sospetto malevolo sopravviene.
Trattasi di lapsus freudiano? Abbandoniamo questi pensieri cattivi, e continuiamo la cronaca di un incontro che, ha raccontato il sindaco ‘si e’ svolto in un clima di grande commozione e disponibilita’ reciproca’, forti del fatto che ‘il percorso di integrazione tra la citta’ di Roma e la comunita’ cinese sta andando avanti positivamente’. Ma per quanto riguarda la manifestazione prevista domani, beh, un momento. Secondo Gianni quella “e’ delle comunita’ immigrate e tale deve rimanere e quindi saremo presenti il giorno del capodanno cinese ma questa manifestazione deve rimanere loro”. Il sindaco quindi domani non prendera’ parte al corteo. Ma capitelo, va bene tutto, dire che la piccina era romana, dire che siamo solidali, amici, integrati, etc etc. Chiedere addirittura maggior sicurezza, lui che cinque anni fa se ne proclamava spacciatore. Va bene tutto, dicevamo, ma quando diceva “vicini”, faceva per dire.













Solidarietà e salvaguardia concreta per una bambina cinese no, non ci riusciamo proprio: abbiamo bisogno di dire che per noi è romana, allora sì: se per noi è romana allora non la dimenticheremo, perchè da cinese non mi viene proprio.
‘Per noi Joy e’ una bimba romana e non la dimenticheremo’ è la dimostrazione plastica dell’incapacità atavica di rispettare la diversità. Alemanno senza speranza, anche come pupazzo mediatico animato da Luigi Crespi.
Alemanno sembrava un cretino, ora ha dimostrato di esserlo.
“Per noi” (noi chi?)
“era una bimba romana” (fosse stata altoatesina o nigeriana?)
Caro Gianni, lo so che dal fascismo non si guarisce, ma almeno potevi dissimulare con maggiore eleganza. Chi cazzo è che ti scrive i testi?