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Pensioni, domani i rimborsi. Ecco gli importi e a chi spettano

Pensioni, per domani sabato 1 agosto, l’Inps ha disposto di mettere a pagamento il rimborso di “una tantum” di parte dei soldi tolti con il congelamento delle rivalutazioni degli assegni. Come ricorda il quotidiano “La Repubblica“, i rimborsi sono un parziale risarcimento dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazioni degli assegni pensionistici decisa nel 2011 dal governo Monti per gli assegni di importo superiore a tre volte il minimo Inps.

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(ANSA)

PENSIONI, DOMANI I RIMBORSI –

In base ai calcoli della Uil, i pensionati che ricevono un assegno tra 3 e 6 volte il minimo avranno un risarcimento tra poco più di 400 euro e poco meno di 1000 euro. Certo, si tratta di cifre molto più basse rispetto a quelle che lo Stato avrebbe dovuto versare nel caso si fosse scelto di rimborsare per intero le somme. Opzione evitata per non aprire un buco nei conti pubblici.  “Repubblica” fornisce qualche numero:

«Nella simulazione dell’Istituto, si tratta di una tantum da quasi 800 euro per un pensionato che ha un assegno da 1.500 euro (lordi) al mese e, dal prossimo anno, una maggiorazione di quasi 42 euro al mese. Il recupero dei denari congelati è esteso agli eredi dei pensionati interessati, che devono presentare una domanda apposita: spettano, dice l’Inps, anche alle pensioni “che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione”»

PENSIONI, GLI IMPORTI DEI RIMBORSI –

Secondo la Uil, alla fine, lo Stato rimborserà soltanto una quota compresa tra il 10,82% e il 32,27%, in base all’ammontare delle pensioni. Lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio aveva precisato come la restituzione fosse pari al 12% di quanto non ricevuto. Gli assegni con rimborsi maggiori? Quelli compresi tra 1.500 e 1.800 euro al mese: per loro è previsto un indennizzo tra 796 e i 955 euro. Se il rimborso fosse stato completo avrebbero incassato tra i 2.467 e oltre 2.960 euro. Chi gode di pensioni più “ricche” (2800 euro) dovrà consolarsi con 471 euro, rispetto ai 4.360 dovuti.

Uil ha così denunciato come gli adeguamenti saranno irrisori o fortemenente penalizzanti. Si legge sul quotidiano diretto da Ezio Mauro:

 «A partire da agosto 2015, si spiega, un trattamento da 1.800 euro lorde nel 2011 dovrebbe avere – con la sola applicazione delle riduzioni introdotte dal Governo Letta ed un pieno recupero dell’indicizzazione per il 2012-2013 – 92 euro lorde mensili in più di adesso (1.823 euro lorde), mentre da agosto l’adeguamento previsto dal decreto porterà il trattamento a 1.832,32 euro. Un misero aumento di 8,33 euro lordi mensili (circa il 9% del recupero pieno). Anche da gennaio, denuncia infine il sindacato, con il successivo adeguamento si prenderà un quarto di quanto spetterebbe con un pieno recupero del 2012 e del 2013 ed applicando solo le riduzioni introdotte dal governo Letta»