Quelli che corrono con la moto nel parco
09/01/2012
Un reportage pubblicato su Youtube contro le scorribande delle motocross negli Euganei ha innescato un dialogo acceso nella rete. Sulla questione è intervenuto anche Luca Callegaro, sindaco di Arquà e membro del direttivo Parco Colli. «Mi sono trovato a parlare di questo problema con chi in barba a leggi e divieti scorrazza con la moto – spiega Callegaro – creando non solo problemi di deturpazione dei sentieri, ma anche di incolumità pubblica». La riflessione poi continua: «Forse il vero errore è stato non prevedere, nella legge istitutiva del Parco del 1989, un’area per quest’attività. Sappiamo benissimo che il proibizionismo ha i suoi lati negativi e questo può esserne un esempio lampante. Parlando con loro, i motocrossisti mi confermano che, se avessero un’area dove praticare, sarebbe giusto castigare in maniera esemplare chi viene trovato altrove. Visto che la Regione sta affrontando la riforma della legge dei parchi del Veneto, perché non valutare tale ipotesi, trovando un’area adatta da dare in concessione a una associazione di motociclisti? Un’ex cava potrebbe essere ideale». I commenti sulla rete sono i più vari. C’è chi denuncia senza pietà l’atteggiamento permissivo del corpo forestale, chi chiede di inasprire le pene verso i motocrossisti (tra le ipotesi più “gettonate”, l’immediato sequestro del mezzo), chi invece segnala come in provincianonesistano piste e sia quasi inevitabile finire sugli Euganei.












