Vai avanti tu che mi vien da ridere
08/01/2012
Il PdL è stato chiarissimo: “Ok liberalizzazioni, si cominci dai servizi pubblici locali”. E scommettiamo che sarà il nuovo mantra del centrodestra al governopposizione di Monti: “Certo, iniziamo a lavorare. Ma da qualcos’altro però”. Mentre il piano dell’esecutivo prevedere di intervenire sulle professioni, quelli che hanno difeso ogni possibile lobby – comprese quelle delle quote lotte – continua imperterrito nel suo programma di sgoverno.
Che prevede, se non era chiaro, di intervenire su servizi dove si è espresso un referendum, creando così le condizioni per una serie di ricorsi, controricorsi e via cantando che rallenterà ogni piano di lavoro. Ma in questo modo si salvano gli amici degli amici, che è quello che conta.
Se il PdL tiene tanto alla liberalizzazione dei servizi pubblici, perché i suoi esponenti non si sono spesi nella difesa della legge sull’acqua durante il referendum? Forse perché temevano di rischiare la batosta? Non si sa, ma oggi abbiamo scoperto l’elenco delle priorità per il paese secondo il centro destra: vai avanti tu che mi vien da ridere.












