Bce Grecia
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Perchè la Bce dà di nuovo soldi alla Grecia

La Banca centrale europea ha aumentato  la liquidità emergenziale per le banche greche per permettere una loro il più possibile rapida riapertura ed evitare il collasso dell’economia ellenica. La Bce ha immesso liquidità per oltre 120 miliardi in Grecia, e non può permettersi di perdere una quantità così ingente di denaro, che si polverizzerebbe in caso di Grexit. Ipotesi contrastata in ogni modo da Mario Draghi per garantire irreversibilità dell’euro. Alla Germania di Angela Merkel e Wolfgang Schäuble la conferenza stampa di Mario Draghi dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce non sarà stata certo apprezzata. Il presidente della Bce ha ancora una volta illustrato la sua idea di un’Europa molto più integrata finanziariamente, e implicitamente politicamente, di quanto vorrebbe la Germania senza uno stretto controllo dei bilanci pubblici nazionali. Per Mario Draghi il posto dellla Grecia è e sarà nell’euro, perché l’unione monetaria non si può permettere una rottura. Per questo motivo il presidente della Bce ha spinto per un’intesa tra Alexis Tsipras e l’Eurogruppo, scontrandosi personalmente anche con Wolfgang Schäuble durante l’accesa riunione dei ministri finanziari in cui si è discusso per ore di Grexit, come voluto da Germania e numerosi Paesi alleati del Nord e dell’Est. La Bce, appena la Grecia ha implementato gli accordi presi al Vertice euro così come l’Eurogruppo ha dato il via libera al prestito ponte da 7 miliardi di euro, ha subito aumentato la liquidità emergenziale per le banche greche di 900 milioni di euro, e probabilmente la incrementerà ancora a inizio di settimana prossima. Senza riapertura degli istituti di credito l’economia greca subirà una flessione ancora peggiore del previsto, dopo i rilevanti danni causati in questi mesi prima dallo stallo infinito delle trattative tra governo Tsipras e creditori, e poi da restrizioni ai movimenti di capitale. In caso di collasso delle banche greche la Bce perderebbe i 90 miliardi di liquidità emergenziale immessi negli ultimi mesi, a cui si sommerebbero i circa 30 miliardi di bond greci comprati all’epoca del programma Smp. Una perdita di 120 miliardi sarebbe un durissimo colpo per la Bce, che metterebbe in pericolo l’intera strategia di Draghi. Nel 2011 e nel 2012, prima dell’accordo sul secondo piano di assistenza finanziaria, la Bce aveva erogato liquidità emergenziale alle banche greche per oltre 120 miliardi, una mole ingente di denaro restituita nel 2013 e nel 2014 grazie ai fondi erogati dai creditori. Con il nuovo programma di prestiti via Esm Mario Draghi punta a recuperare i prestiti emergenziali concessi agli istituti ellenici. Prima però le banche greche dovranno riaprire, per evitare un collasso dell’economia. In queste ultime settimane gli oltre 40 miliardi di euro ritirati da aziende e cittadini dalle banche hanno praticamente fermato gli investimenti e ridotto i consumi, aumentando così la nuova recessione che ha colpito la Grecia. La Bce, grazie alla liquidità emergenziale, spera di frenare la caduta dell’economia, la cui ripresa è essenziale per la sostenibilità del debito. In caso contrario si tornerebbe a parlare di Grexit, ipotesi ancora difesa con vigore da Wolfgang Schäuble, con cospicuo danno per la Banca centrale europea e per il suo presidente che in questi tre anni ha legato il suo mandato all’irreversibilità della moneta unica.

Photocredit: JOHN THYS/AFP/Getty Images