“Giovanna D’Arco era un travestito”
06/01/2012 - La santa patrona di Francia potrebbe in realtà essere stata un lui, ma non biologicamente. La tesi di un’attivista transgender La tesi di alcuni storici secondo cui sarebbe stata un uomo o, come affermato più recentemente, un transgender, crea indignazione
La santa patrona di Francia potrebbe in realtà essere stata un lui, ma non biologicamente. La tesi di un’attivista transgender
La tesi di alcuni storici secondo cui sarebbe stata un uomo o, come affermato più recentemente, un transgender, crea indignazione e occasione di dibattito nel giorno del seicentesimo anniversario della sua nascita. Ne parla diffusamente oggi la Bild.
LA PUCELLE D’ORLEANS- Giovanna d’Arco nasce a Domrémy, in Lorena, nel 1412. Sin dall’infanzia sente la voce dell’Arcangelo Michele, di Santa Margherita e Santa Caterina e assiste anche ad alcune apparizioni. I santi le confessano la missione che Dio le ha dato da compiere: liberare la Francia dagli inglesi e mettere sul trono Carlo (VII). Da adolescente si unisce all’esercito francese impegnato nella guerra dei cent’anni. Pur non avendo alcuna carica militare diventa ben presto una figura centrale e carismatica e molti volontari si uniscono alla sua missione, partecipa in ruoli chiave a diverse battaglie e in particolare all’assedio di Orléans, che si conclude con la vittoria delle truppe francesi. Grazie a questa e ad altre imprese vittoriose i francesi riescono a scacciare gli inglesi dalla Francia e a incoronare Carlo VII come loro re. Nel corso di altre campagne militari Giovanna cade prigioniera dei Borgognoni, alleati degli inglesi, ai quali viene poi venduta in quanto prigioniera di guerra. Viene in seguito processata per eresia e stregoneria e arsa viva nella piazza del mercato di Rouen. Già dopo alcuni anni la Chiesa dichiara nulle le accuse mosse contro la ragazza, nel 1897 papa Leone XIII dà inizio al processo di beatificazione, nel 1920 viene canonizzata da Benedetto XV e proclamata santa patrona di Francia.
IL SESTO CENTENARIO DALLA NASCITA- Oggi in Francia iniziano i festeggiamenti per i seicento anni dalla nascita di Giovanna d’Arco. A Orléans si tiene una celebrazione nella cattedrale, a Vaucouleurs, in Lorena, il 26 febbraio ci sarà una rappresentazione in costume della partenza di Giovanna con l’esercito, mentre a Rouen, città dove la pulzella è stata arsa viva, il 2 giugno ci sarà una festa cittadina in suo onore.
UN UOMO, UNA DONNA O UN TRANSGENDER MEDIEVALE?- Mentre diversi storici e studiosi, tra cui Walter Rost, portano avanti da tempo la tesi che la patrona di Francia sarebbe in realtà un lui, ultimamente altri sostengono che Giovanna fosse una transgender (ne parla la Suddeutsche Zeitung): biologicamente donna ma con l’identità sessuale di un uomo, vista la fermezza della ragazza nel vestire abiti maschili fino alla sua morte. Questa è la tesi che sostengono Leslie Feinberg, attivista e autrice transgender, e Joan Roughgarden, biologa statunitense nata Jonathan e diventata Joan, nel suo libro Evolution’s Rainbow. Del sesso biologico di Giovanna d’Arco si è praticamente sicuri al 100%, viste le numerose testimonianze dei soldati durante il processo e il gesto del boia di scoprire il suo corpo e mostrare a tutti che era una donna. Lo storico ed esperto di Giovanna d’Arco Gerd Krumeich controbatte dicendo che portava vestiti maschili per potersi inserire nell’esercito senza risaltare in quanto donna.
UN SIMBOLO CHE METTE TUTTI D’ACCORDO- Nonostante il dibattito sulla sua sessualità, Giovanna d’Arco rimane un simbolo patriottico, festeggiata da tutte le correnti politiche francesi: la sinistra la celebra come protettrice dei poveri e dei più deboli, i conservatori per aver dato vita al sentimento di coscienza nazionale, per l’estrema destra del Front National è il simbolo della lotta all’immigrazione. In lei si identificano coloro che si impegnano per i diritti delle donne, i cristiani, i combattenti della Résistance francese e in ultimo gli attivisti impegnati nel superamento dei confini dell’identità sessuale. La sua sessualità femminile e i suoi atteggiamenti maschili, mostrati in particolare sul campo di battaglia, hanno contribuito in egual maniera a renderla il mito, il simbolo, l’emblema che è diventata e che è destinata a rimanere.












