“Se Monti fosse stato al posto di Tremonti…”
06/01/2012 - L’ex ministro Bondi racconta di quando suo nonno aveva le ruote ‘Si puo’ stabilire un paradossale rapporto fra Monti e Tremonti. Il primo e’ un autorevole economista messo alla dura prova della realta’ e del governo del Paese; il secondo
L’ex ministro Bondi racconta di quando suo nonno aveva le ruote
‘Si puo’ stabilire un paradossale rapporto fra Monti e Tremonti. Il primo e’ un autorevole economista messo alla dura prova della realta’ e del governo del Paese; il secondo e’ un brillante tributarista che avuto per molti anni importanti responsabilita’ di governo e che oggi filosofeggia con spavalda sicurezza di economia sulle colonne del Corriere della Sera. A me sembra che questo paradosso segnali l’estrema complessita’ e difficolta’ di governare l’Italia – per tutti: destra e sinistra – e soprattutto di passare dalle ricette generali alle decisioni concrete’. Inizia cosi’ l’intervento di Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl, pubblicato oggi sul ‘Giornale’.
TREMONTI INFAME - Bondi aggiunge: ‘Nel nostro Paese troppo spesso latita la coerenza e la memoria. Per quanto riguarda Tremonti la cosa e’ assai evidente e perfino clamorosa. Nel suo spinto ecumenismo e nel suo nuovo abito da filosofo dei tempi lunghi, Tremonti si spinge fino al punto di lodare la ‘grande e nobile scelta politica – di Moro, di Berlinguer e di altri – di finanziare con la spesa pubblica in deficit il costo sociale della modernizzazione’.Giustamente Francesco Forte, che ha vera profondita’ di economista e di studioso del diritto e della storia, ha osservato a questo proposito che Luigi Einaudi considererebbe impazzito l’autore di una simile frase. Come poi Tremonti possa essere considerato, con simili convincimenti, l’ideologo della Lega, rappresenta un altro mistero della politica italiana. Io credo che anche la Lega abbia le idee un po’ confuse e che l’opportunismo politico, in continuita’ con la piu’ deteriore tradizione italiana, avvolga oggi quasi completamente l’atteggiamento della Lega’.
L’INAFFIDABILITA’ DELLA POLITICA – ‘La disinvoltura con cui si passa dal governo all’opposizione, l’impudenza con cui si cambia casacca, ieri con responsabilita’ di governo, oggi con totale liberta’ accademica, e’ il principale segno dell’inaffidabilita’ della politica in Italia. Tremonti – prosegue Bondi – dovrebbe spiegare perche’, nei vertici europei, ha accettato senza fiatare e senza porre una questione politica il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 e in piu’ perche’ ha accettato la norma capestro che impone all’Italia la procedura sanzionatoria per i Paesi che non riducono di 1/20 la quota di debito pubblico in eccesso rispetto alla soglia del 60% del Pil. Spiegando inoltre quali sono le conseguenze di queste decisioni sulle decisioni che qualsiasi governo, sulla base di queste condizioni, avrebbe dovuto prendere. Come dicevo all’inizio, Monti e’ un autorevole economista che oggi deve fare i conti con la dura realta’, assumendo difficili decisioni. Ho stima e simpatia umana per il rettore della Bocconi, e credo che se fosse stato ministro del governo Berlusconi le cose sarebbero andate molto diversamente. Tuttavia anche per lui la differenza che passa tra l’essere celebrato editorialista del Corriere della Sera e l’arte del governo in un tempo di crisi come questo e’ assai evidente’.













Adesso ho capito! È una gara! Chissà chi altro è iscritto insieme a Calderoli, Cicchitto e Bondi?
con bondi? ma la bindi, solo che lei va a messa tutte le feste comandate, quindi è “buona” (non “bona”) ed è d’accordo nel ridursi gli appannaggi al max sino a 2500 euro al mese…
purtroppo è una commedia
I politici attuali sanno fare solo una cosa: prendere per il c*lo gli italiani. Prima, durante e dopo qualsiasi loro incarico. Prima promettono, durante non mantengono, dopo criticano come se non non erano loro a prendere decisioni. PATETICI!!!
Ma quant’è bravo Bondi! Con la sua faccia da finto prevosto fa una bella predica a Tremonti e alla Lega dimenticandosi di aver governato con loro per qualche lustro. Se non ricordo male, lui era il coordinatore del gruppo che deteneva il pacchetto di maggioranza, anche se la golden share era rivendicato dalla ditta Bossi&Maroni&Calderoli. Adesso che l’azienda è fallita, tutti a dirci come si doveva fare. Devo riconoscere che i miei antenati, che hanno gloriosamente contribuito a cacciare gli Austriaci al di là dello Stelvio, hanno sprecato energie e vite inutilmente!