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Internidi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 16 febbraio 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

La festa di San Valentino. Un’occasione per dire a qualcuno  ti voglio bene. Diciamolo a Marrazzo, presidente del Lazio, congratulandoci per la geniale trovata della festa offerta ai dipendenti della Regione a spese del contribuente

Marrazzo San Valentino Il Marrazzo di San Valentino

 

Roma la città eterna. Roma, la città che fa innamorare, raccontata da scrittori, registi, pittori e artisti di tutto il mondo, quella dei lucchetti di Ponte Milvio e de l’innamorati pe’ Lungotevere a rubasse li baci a mille là sotto l’arberi. No, nun So’ ricordi der tempo bello che nun c’è più. Perché a Roma per questo San Valentino, c’è stata una grande festa. E non si è proprio badato a spese.

Si è distinta tra gli altri la Regione Lazio, che ha organizzato un magnifico concerto di S. Valentino: “Roma, l’amore, le serenate…“. Un magnifico regalo che il Presidente [[Piero Marrazzo]] ha voluto offrire alla città. Bè, non proprio a tutta la città: sono tempi di ristrettezze economiche, e Marrazzo, il famoso moralizzatore di Mi manda Rai tre, ha dovuto fare i conti con l’oste e frenare la sua generosità. Così, mentre [[Nicola Zingaretti]], Presidente della Provincia di Roma ha organizzato al Palalottomatica  “l’ Amore non ha età“, un mega concerto di Massimo Ranieri per 13 mila anziani, il governatore del Lazio ha dovuto ripiegare su un più modesto concerto di Franco Califano, regalato ai dipendenti di Giunta e Consiglio: circa 3.500 persone.

Ma Marrazzo, uomo tutto di un pezzo, non sperperare i soldi degli onesti contribuenti della Regione Lazio, che pagano una delle addizionali Irpef più alte d’Italia. E allora ha appositamente scelto l’Auditorium della Conciliazione, un posto a due passi da Piazza San Pietro, di proprietà del Vaticano (precisamente, dell’Apsa, Amministrazione del patrimonio della Sede pontificia). Bello, funzionale, ma un po’ piccolo: ci entrano soltanto 1.763 persone.

La selezione dei 1.763 dipendenti invitati è stata rigorosissima: dovevano andare alla biglietteria appositamente istituita presso la sede dell’Assessore al personale e indovinare la parola d’ordine. Davano diritto al premio le risposte “Mi manda Marrazzo” oppure “Mi Manda [[Roberto Morassut]]”, il potente segretario regionale del Pd che ha amorevolmente suggerito (scatenando la gioia irrefrenabile di mezzo Pd)  all’incorruttibile Governatore la cacciata dell’assessore al Personale Marco Di Stefano sostituito con il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, amico di Morassut ma soprattutto prossimo alla scadenza di mandato e quindi rimasto senza lavoro. I dipendenti ignari che – non avvertiti della sostituzione –  incautamente rispondevano con un “Mi manda Di Stefano” venivano mandati in esilio a Gaeta.

Scremati così i partecipanti all’evento, la festa ha avuto inizio. La Regione Lazio, che ha molto a cuore i suoi dipendenti, non ha badato a spese: locandine, inviti spediti via email, un piccolo regalo di San Valentino per tutte le signore in sala, oltre all’onore di assistere al grande concerto de “Er califfo”. Il presiedente della società “I Borghi” che gestisce l’Auditorium, Francesco Carducci Artenisio, ex assessore al Turismo della giunta Rutelli e molto vicino al Vaticano, si aggirava gongolando tra i tavoli dei commensali. Soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa e soprattutto per il rinnovo della convenzione con la Regione, per la modica cifra di 1 milione di euro l’anno e con l’incarico di “intensificare la comunicazione istituzionale con manifestazioni idonee ad ampliare la conoscenza del ruolo della Regione Lazio e la diffusione della sua immagine nel mondo“.

Eventi speciali, numerosi e di grande impatto comunicativo. Come la Festa della Fiction (10 giorni), il Concerto della Pace (1 giorno), il Concerto di Natale (1 giorno).  E naturalmente questo splendido concerto per la festa degli innamorati. Manifestazioni che, naturalmente, la Regione paga a parte: la splendida serata di San Valentino è  costata alle casse della Regione appena 72 mila euro. Una sciocchezza, e poi cos’è il vile denaro rispetto alla gioia di immaginare i 1.763 dipendenti della Regione Lazio che con gli occhi lucidi accendono candele, si sbaciucchiano cantando in coro “Tutto il resto è noia“?

Infatti molti cittadini di Roma e del Lazio hanno accolto con soddisfazione questa straordinaria manifestazione. Quelli che protestavano arrabbiati per il ridimensionamento o la chiusura delle strutture sanitarie nei loro comuni, forse contagiati dal clima della festa degli innamorati, hanno subito iniziato a festeggiare al coro di “Grazie Marrazzo c’hai proprio rotto er …“. E i pazienti rimasti 4 giorni ricoverati nelle barelle del pronto soccorso di diversi ospedali romani  erano così felici e grati al presidente della Regione che cantavano in coro “Anvedi che c’è Marrazzo er presidente testa de….. ” E i felicissimi automobilisti che fanno quotidiani zig zag tra le voragini disseminate per le strade del Lazio  saltellavano gioiosi “Chi non salta è un Marrazzo“.

La popolarità del presidente della Regione insomma è alle stelle. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Tutti gli abitanti del Lazio, contagiati dalla festa dell’amore, vorrebbero dimostrargli stima e ammirazione partecipando ad una festa a loro spese (tanto una più, una meno) e cantargli tutti in coro la canzoncina portata al successo da Alberto Sordi tanti anni fa: “Te c’hanno mai mannato a quer paese

Buon tutto!

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