Il mercato dell’auto

03/01/2012

     
 

di

Che va a picco e ritorna ai livelli del 1996. E ben gli sta! La tua macchinetta andava benone ma tu dovevi cambiarla per forza. A forza di incentivi. E per la salvezza del pianeta! Per l’occupazione! Per l’industria! Per distinguerti! Per omologarti! Sennò passavi per un brigante, per un boicottatore dello sviluppo! Solo perché i tuoi sudati soldi li risparmiavi! O li impiegavi con più buon senso! Ed erano tutti d’accordo come perfetti imbecilli, in questo stupro di gruppo del «libero mercato», costruttori, governi, partiti, sindacati, giornali, banche: quelli che oggi ci chiedono «sacrifici». Sono i miracoli della «coesione».

     
 

10 Commenti

  1. Ma come? scrive:

    Ma come? Non era l’unica idea economica sostenuta dal suo leaderino amatissimo?
    Si mette pure lei, oggi, ad esaltare l’austerità, il pauperismo…

  2. Paolo Fanello scrive:

    Ed era d’accordo soprattutto la FIAT che ha riempito il Paese di carriole a quattro ruote (compresa la mia vecchia punto)

  3. pietro scrive:

    E no caro Zamax non è vero che erano tutti d’accordo, che gli incentivi di stato fossero una politica idiota i tanto disprezzati sostenitori del libero mercato l’hanno sempre detto, ma in Italia è sempre così, chi critica le stronzate fatte dai politici nel momento in cui hanno il vento in poppa viene deriso dali lacchè del padrone, che però poi quando il vento cambia cercano di rifarsi una verginità come lo Zamax.
    Ma si sa se gli incentivi erano un miliardi di euro buttati nel cesso per tenerer in piedi le imprese decotte del Capo come quei soldi spesi per incentivare la televisione digitale terrestre il militonti come Zamax negavano con grande sprezzo del ridicolo.
    In pratica in questo articolo Zamax si è dato dell’imbecille, ma la sua memoria soffre di gravi lacune in questi casi.

    • Agostino scrive:

      Non so se Zamax soffre di scarsa memoria, ma ho capito che partecipa al “teatrino della non-politica” inaugurato dal suo idolo e, purtroppo, con grande successo fino a qualche settimana fa!

      • Pietro scrive:

        Dato che sul suo blog l’avevo martellato a dovere sull’argomento se fa finta di non ricordare è un buffone, ma si sa, chi sognava il trionfo del silvio non può risvegliarsi troppo bruscamente, le sue scarse sinapsi potrebbero rimanere offese…

  4. Zamax scrive:

    Il mercato dell’auto non sta crollando solo per la disastrosa congiuntura economica, ma anche per cause strutturali. Ossia, l’interventismo dei governi e la pressione di lobbies potenti, che grazie [sic] alla politica degli incentivi hanno convogliato innaturalmente la spesa delle famiglie verso l’acquisto di automobili, preferendolo – spesso immotivatamente – all’acquisto di altri beni durevoli, o di consumo, o al sempre benedetto risparmio. Si chiama distorsione del mercato. La politica degli incentivi non è altro che un surrogato imbellettato dello statalismo, condito di considerazioni politicamente corrette. Un altro giro di incentivi, un’altra “bolla” automobilistica (con l’eccezione dei paesi emergenti), e fra qualche tempo saremo punto a capo. E’ vero che vi sono dei costi per la collettività: l’inquinamento e la sicurezza. Ma questi si risolveranno, o si ridurranno, da soli col tempo, com’è sempre avvenuto, grazie ai miglioramenti tecnologici e al cambiamento impercettibile ma continuo dei costumi della gente. La tentazione di forzare le cose con la politica degli incentivi, oltre al rischio di dirottare risorse da investimenti più razionali in altri settori dell’economia, potrebbe essere pagata dal dover sostenere – prima o poi – i costi sociali degli esuberi di una forza lavoro tenuta artificiosamente alta. Inoltre faccio notare come la stessa mentalità sottilmente etico-dirigistica che informa queste iniziative, potrebbe benissimo spingere a sfornare dei provvedimenti di senso contrario, annullando del tutto il già illusorio beneficio delle prime; provvedimenti del tipo delle “tasse esternalità”, come l’ecopass o come kaiser si chiama, intese a punire l’uso “scriteriato” o “egoistico” dell’auto, nei casi dove, a giudizio dell’onnisciente legislatore o dell’amministratore, i vantaggi del singolo utente siano sproporzionati agli svantaggi causati alla collettività. Insomma, tutti vorremmo auto eco-bio-democratiche condotte da gente con eco-bio-democratica consapevolezza. L’interventismo va solo a ingarbugliare, con un sovrappiù di effetti collaterali negativi, un processo naturale che necessita solo di pazienza.

    http://zamax.wordpress.com/2008/12/26/de-scheorum-natura/

    • pietro scrive:

      Mentre ovviamente buttare nel cesso un miliardo di euro dal 2002 al 2006 per incentivare la televisione digitale terrestre beccandosi una condanna per illeciti aiuti di stato non ha distorto nulla, si sa benissimo che la trasmissione a pagamento di 22 imbecilli in mutande che corrono dietro ad una palla è MOLTO più utile delle reti di comunicazione tra aziende che ne permettono la gestione grazie ai più sofisticati ERP velocizzando la gestione degli ordini e delle scorte e migliorando la PRODUTTIVITA’ ( che durante la gloriosa era di governo berlusconiana ha perso 20 punti percentuali dalla Germania ).
      Insomma è veramente da idioti non capire che il tanto adorato SIlvio è stato un campione dell’interventismo statale più dannoso.

      • Agostino scrive:

        Tempo perso: come può capire come funziona il mercato uno che ritiene Berlusconi, monopolista della TV italiana, grazie a leggi ad aziendam (l’ultima il regalo di frequenze per merito di … duopolio con la RAI, finta concorrente) l’unico politico liberale, degno di questo nome? Probabilmente è uno di quelli che, ai tempi gloriosi della Milano da bere, riteneva Craxi il più grande dei socialisti apparsi sulla terra italiana.
        Però non disperiamo: mi pare che anche la televisione stia diventando satura e chissà se Berlusconi riuscirà a trovare un “Marchionne” in grado almeno di salvare la baracca!

    • Ape scrive:

      *”E’ vero che vi sono dei costi per la collettività: l’inquinamento e la sicurezza. Ma questi si risolveranno, o si ridurranno, da soli col tempo, com’è sempre avvenuto, grazie ai miglioramenti tecnologici e al cambiamento impercettibile ma continuo dei costumi della gente.”

      Ma quando mai? L’inquinamento col piffero che si riduce! Non c’è modo di ridurlo, non siamo nemmeno in grado di ridurre le emissioni! E ridurre le emissioni non significa ridurre l’inquinamento, ma diminuirne l’incremento! Sono 50 anni che se ne parla, ma la gente non ha ancora capito la differenza tra le due cose, l’unico modo per ridurre l’inquinamento è smettere di inquinare, e nel giro di centinaia di anni le foreste (forse) avranno depurato l’aria, e nel giro di migliaia (se non milioni) di anni forse saranno depurate anche le enormi discariche che facciamo nei paesi non industrializzati. Forse.

  5. marco scrive:

    Salve io e’ da due mesi che giro per comprare una macchina sportiva usata di grossa cilindrata e mi sento rispondere un no secco alle mie offerte e allora credo che non siamo ancora in crisi credo che questi nostri concessionari devono saltare per aria o mangiarsi le loro macchine.

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