Una vita violenta da fuggitivo invisibile

13/02/2009 - EROE INVISIBILE – Piazza della Repubblica brucia. L’unico refrigero proviene dalla fontana che sprizza acqua. Il vento porta con sé alcuni schizzi, ma il sollievo è solo momentaneo. L’aria è calda, caldissima, siamo al 23 luglio ma sembra di stare

     
 

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EROE INVISIBILE – Piazza della Repubblica brucia. L’unico refrigero proviene dalla fontana che sprizza acqua. Il vento porta con sé alcuni schizzi, ma il sollievo è solo momentaneo. L’aria è calda, caldissima, siamo al 23 luglio ma sembra di stare a Ferragosto. Per i due carabinieri non deve essere affatto semplice star lì, sotto il sole, con le divise sudate addosso a cercare un fantasma. Forse il caldo avrà dato loro alla testa, forse è solo un miraggio, ma il fantasma appare. Un berretto, occhiali scuri, e lo sguardo che si muove furtivo in cerca del cacciatore. Basta poco ad invertire le parti. Il revolver spunta da sotto il giornale e spara. Una, due volte. Non è una preda, è un lupo. I due carabinieri fanno appena in tempo a rifugiarsi sotto le colonne del portico che lui è già sparito. Mescolato alla folla che urla, scappa e chiede aiuto. Scappa ancora, le sirene sono sempre più vicine, sempre accanto. Arrivano da tutte le parti. Centinaia di poliziotti lo stanno cercando. Non corre. Cammina tranquillo, prende la metro. Apre il giornale e ancora una volta è un perfetto sconosciuto. Un invisibile come tanti. Solo un po’ più sporco. Solo è solo, ma lo è sempre stato. Non si preoccupa di questo. E forse adesso lo è meno che in passato. Tutti i giornali riportano le sue gesta. A suo modo è diventato un eroe. Uno che riesce a mettere così in scacco le forze dell’ordine si riveste di un alone magico. Ma non è Jules Bonnot. Non è un grande rapinatore lui, e non è nemmeno anarchico. Chi lo inneggia oggi, chi esalta le sue gesta sui muri delle città adesso, domani si sarà scordato di lui. Lo sa. È solo. Come è sempre stato. Adesso deve solo trovare il modo di andare via da qua.

BRACCATO – Le strade del centro sono stracolme. Non importa se è il 27 luglio. Non importa se fa più di trenta gradi. Stasera suonano Simon e Garfunkel. Due grandi. In molti già si preparano all’evento. Luciana c’è venuta apposta da Cavriago. Fino da Reggio Emilia per vederli. Chissà dove ha già visto quella faccia. Sarà quella classica “persona fuori contesto”, quella che si è abituati a vedere in un posto e una volta presente in un altro luogo non si riesce a inquadrarla, a dargli un nome. Magari potrebbe essere il barista di un bar o il commesso di un negozio. Certo, così, tutto trasandato è difficile. Chissà dove avrà già visto quell’uomo. Il lampo però fa presto ad accendersi: in televisione certo. Magari era un conduttore. No frena, un attimo, quello è … oddio! Qualcuno bisogna chiamare qualcuno. Solo due vigili sono lì vicino. Lo vedono anche loro adesso. E lo seguono. Piano. Senza dare nell’occhio. Oramai dove vuole scappare. I carabinieri stanno già arrivando. Adesso sa di essere in trappola. Sarà quale sarà la sua fine. Prova a fare un ultimo disperato tentativo. Prende una donna francese insieme a i propri figli. È circondato. Spara. Una volta, due, tre, quattro. Niente, non colpisce nessuno. Non ci vede bene. Il caldo, forse. E loro lì, sempre lì. Il proiettile stavolta percorre un percorso inverso. Dal braccio del carabiniere arriva perfettamente al centro della sua testa. Cade. Si dimena. Prova a scappare ancora. Ma non c’è più nulla da fare. La fuga è finita. La vita è scivolata via. Il Lupo è stato ucciso, i cacciatori hanno vinto. Le scritte sui muri, «Un mercoledì da Liboni», «Luciano Liboni, il padre che non ho mai avuto», col tempo si cancelleranno.

     
 

4 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    Il solito grande pezzo di Igor, su una storia (quella di Liboni) che ricordo bene. Pensa, il tg locale consigliava a tutti di chiudersi in casa, all’epoca…

    Un sorriso dalla provincia un po’ sonnacchiosa (e anche un po’ spazzata dal gelido vento dell’appennino)

    C.

  2. loska scrive:

    concordo, igor è il mio preferito!! :)

  3. cordapazza scrive:

    Igor è bravissimo, sì: mi piace come usa la paratassi e l’indiretto libero; come toglie toglie toglie per far parlare e rendere “visive” le cose (le sequenze del pezzo, tra i suoi migliori, sono già virtualmente pronte per una sceneggiatura). Senza compiacimenti o abbellimenti inutili. Un’essenzialità che cattura.

  4. SigPae scrive:

    Mi domando se le forze dell’ordine siano addestrate a sufficienaza per riuscire a difendersi non rimettendoci la pelle…. Mi ricordo le parole del Presidente della Repubblica che, se non sbaglio, gioì all’uccisione del killer, ma, non dimentichiamoci che era un uomo, con un trascorso difficile alle spalle. Igor ha colto appieno questo aspetto. All’epoca se ne fece un gran parlare, per molti era divenuto un idolo…. Rimantgo sempre perplessa sull’uso che si fa delle forse di polizia…..

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