Gli italiani che vorrebbe il Tg1
02/01/2012 - Benvenuti alla rubrica che ci aiuta a capire come essere il popolo che il Tg1 gradirebbe fossimo Dopo tanta critica è arrivato il momento della pietas. Oggi cercheremo di spiegarvi come dovreste comportarvi e pensare, secondo il Tg1, per essere
Benvenuti alla rubrica che ci aiuta a capire come essere il popolo che il Tg1 gradirebbe fossimo

Nella foto, Giorgino in occasione della sua partecipazione come Guest Star a una puntata di Heidi
Dopo tanta critica è arrivato il momento della pietas. Oggi cercheremo di spiegarvi come dovreste comportarvi e pensare, secondo il Tg1, per essere il popolo che dovreste essere (quanto meno nei piani). Sarà casuale lo spot patriottico di un noto dopobarba proprio prima del sommario?
GIORGINO! - Ciao Francesco, finalmente ci reincontriamo: il sommario, lettoci dalla soave voce del buon Minzo Delfino, è chiaro. Il Tg1 ci vuole impauriti ma al contempo inteneriti per la triste vicenda di Don Verzé. Svolgimento del tema. Per stimolare il terrore, niente di meglio che partire dal “tema cruciale” del giorno, il lavoro, sui cui si attende una seria riforma. Monti ha telefonato personalmente ai leader dei sindacati, uccidendoli istantaneamente per lo choc. Il nuovo Premier si conferma come il più acuto conoscitore della storia contemporanea, non c’è che dire. Molto tenero il momento cuteness, quando la giornalista, come se fosse una scolaretta, con quella nota di emozione che le spezza la voce (“Ommioddio! E’ la mia prima domanda!”) domanda ad Angeletti: “Cosa chiedete al Governo?” A questo momento mirabile segue l’altrettanto superbo servizio sulla nostra ex classe politica, finalmente vittoriosamente disoccupata e, per esserlo, lautamente (da noi) pagata. Ci lavoravano da 17 anni, ma vi assicuro che nel cambio ci guadagnamo comunque noi. I Nostri oggi si cimentano oggi nella prova della settimana, parlare della Riforma del Lavoro, tanto lo sanno che nessuno mai arriverà sgomento a chiedergli: “Ma fino a ieri? Dove stavate fino a ieri!?!?!?”. Però sarebbe una grandissima scena. Ma dicevamo che il Tg1 ci vuole terrorizzati, e quale spettro è meglio all’uopo evocare, se non uno ‘spread’ buttato là fra una riforma e una manovra contro l’evasione, di modo da far perdere di vista sia una che l’altra. Il servizio successivo è certamente tranquillizzante, ma come dalla più storica tradizione italica, non certo per tutti: lo annuncia un sottopancia che la dice lunga “Befera: non facciamo la lotta ai ricchi”. Tranquilli, continuiamo sempre a prendere in giro i poveracci. Tornando alla nostra missione primaria, ovvero essere come il Tg ci vuole, apprendiamo quindi che ai nostri amici farebbe piacere fossimo – se possibile – anche un po’ scemi e tontoloni oltre che completamente terrorizzati. Tanto, un po’ più, un po’ meno.
ECONOMIA - Vi è anche, però, un lato buono della medaglia ed è che per essere italiani Tg1 Seal of Approval dobbiamo anche saperne un sacco di economia (ovviamente anche questa Tg1 Seal of Approval). Non accadeva forse da anni di vedere 10 minuti di fila passati in compagnia di spread, fisco e costo della benzina. Potevamo dirci fortunati, qualche mese fa, ad averne a disposizione 2 schiacciati fra meteo e superenalotto. Che ci sia speranza, per la razza umana?
NO - E’ solo un barlume: dopo il cinepanettone anche i saldi potrebbero essere un flop, l’ennesimo duro colpo per la nostra economia. C’è ancora un velo di sorriso sul vostro volto? Sappiate che l’Iran è ormai pronto alla guerra. Ancora non vi siete suicidati? Ci penseratto i botti di Capodanno, che potrebbero uccidervi anche oggi! E ora che la vostra fiducia nel futuro è rigogliosa e scintillante come la fiamma dell’intelligenza nello sguardo di Gasparri, parliamo dei funerali di Don Verzé. Povera anima pia seppellita dal fango della cattiveria altrui, povero martire dell’invidia: ce lo descrive la signora che lo aveva come compagno di scuola alle elementari, ce lo raccontano i vecchini del suo paese, lo difende con passione il Vescovo. “Aveva come unici padroni i malati” ci ricorda il Vescovo “le sue colpe dovute a eccesso di amore per i malati. E salutava sempre!” Per inciso, le colpe del Don sono bellamente dimenticate dal Tg1 che non vuole evidentemente speculare in questo momento di dolore.
PIU’ TERRORE! - Sui romeni assassini invece speculare va sempre di moda, per cui anche oggi lo faremo allegramente aprendo la pagina di cronaca nera, particolarmente polposa. Pensavate fosse solo lo spread a minacciarci, ma anche uscire di casa per andare al monte dei pegni potrebbe essere PE RI CO LO SO. Il consiglio è statevene a casa, italiani: come diciamo sempre noi, “Adda passà la nuttat”. Detto questo, vediamo che succede all’estero: beati loro, che non sono vittima di bullismo da parte dello Spread. Tanto per dire quanta diversità, in America pensate che si vota. Mentre qui noi, vittime del nostro paese, siamo inerti spettatori di spettacoli ridicoli: da una classe politica che sembra avere la stessa coscienza di sé di un babbuino alla guida di una Jaguar, a un mondo del calcio dove a tutto si gioca, tranne che a calcio. Vittime però, possibilmente molto molto spaventate. Bene, ora che avete capito come dovremmo essere per piacere al Tg1, andate, e fate esattamente al contrario.













Sono anni che non vedo un tg1 e per mia fortuna non mi sono mai fatto offuscare la vista da una loschitudine servile come minchiolin