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Expo 2015: cosa mangiare?

Expo cosa mangiare?

In un’esposizione universale dedicata al nutrimento e all’alimentazione è impossibile non parlare anche di cibo. Oltretutto una visita a Expo dura almeno una giornata intera, camminando parecchio e stando in piedi ancora di più: un dispendio di energie notevole che richiede adeguate soste per rifocillarsi e riempirsi lo stomaco. Ma Expo 2015 è anche un’occasione per provare nuovi gusti o ritrovare sapori perduti, gustando cibi mai provati provenienti da ogni parte del mondo. La domanda è: si può mangiare a Expo e spendere poco? La risposta è sì: Expo offre soluzioni mangerecce per tutte le tasche, basta avere un po’ di pazienza, non fiondarsi nel primo posto che capita e, sopratutto, leggere menù e prezzi esposti fuori dai ristoranti e dai chioschi sparsi tra Cardo e Decumano.

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EXPO: MANGIARE ECONOMICO –

Considerato il costo non proprio economicissimo del biglietto e con la prospettiva di restare tutto il giorno nel sito espositivo (facendo quindi più soste per pranzo e spuntini) una delle preoccupazioni principali di molti visitatori di Expo è quello di non spendere un capitale per mangiare e, sopratutto, non incappare nella classica “fregatura”. Mangiare economico a Expo 2015 si può, specialmente se si apprezza la cucina etnica e lo street food e se si ha un minimo di conoscenza della cucina asiatica o africana. In alternativa, si può anche optare per un gelato che, considerata la stagione estiva, rappresenta un pasto completo e rinfrescante a prezzi modici.

EXPO: MANGIARE GRATIS –

Benché Expo non sia un posto dove “si va per mangiare gratis”, non è poi così inconsueto riuscire a fare qualche degustazione senza mettere mano al portafogli. Basta avere un po’ di fortuna e capitare al posto giusto nel momento giusto. Nel terzo weekend di giugno, nel giorno dedicato alla Festa della Pizza, la Nazionale italiana pizzaioli è entrata nel Guinnes dei Primati per aver cucinato la pizza più lunga del mondo: oltre un chilometro e mezzo di pizza margherita preparata e cucinata direttamente su una fila lunghissima di tavoli sistemati lungo il Decumano. Dopo aver certificato il Record del Mondo, quella pizza è stata tagliata e distribuita gratuitamente ai visitatori. Non solo: negli stand regionali del Cardo (a pochi passi da Padiglione Italia e dall’Albero della Vita) e negli stand della Cascina Triulza non è raro trovare assaggi e degustazioni di formaggi, salumi o biscotti. E, se si è davvero fortunati, ci può scappare l’assaggio di cioccolato al padiglione del Belgio (dove si tempera il cioccolato e si preparano le famose praline davanti ai visitatori) o nei vari cluster tematici.

EXPO: MANGIARE NEI PADIGLIONI –

A Expo 2015 i ristoranti non mancano: quasi ogni padiglione ha un’area più o meno grande dove sedersi e e ordinare prelibatezze e piatti tipici del paese di cui si sono appena conosciute tutte le novità e le innovazioni sul tema del cibo e dell’alimentazione. La maggior parte dei ristoranti offre pietanze a prezzi non troppo diversi da quelli che troveremmo in un qualsiasi ristorante etnico al di fuori di Expo: una cena marocchina, cinese, messicana o thailandese costa tra i 10 e i 25 euro a persona.

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ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

EXPO: MANGIARE ETNICO –

Poiché ogni nazione ha il suo ristorante, a Expo non è difficile avventurarsi nel mondo del cibo etnico. C’è l’imbarazzo della scelta: tacos a tre euro (Padiglione Messico), Tijane di verdure o di carne a 6-8 euro (Padiglione Marocco) o anche la Majadera israeliana, un piatto a base di riso, verdure e salsa allo yogurt, che fanno di Padiglione Israele uno dei posti più frequentati dai visitatori vegetariani o vegani. Naturalmente non manca nemmeno il più classico dei kebab, in vendita nei dintorni del Padiglione Turchia. Le nazioni presenti a Expo sono 137: si può scegliere tra un’infinità di gusti, ingredienti e preparazioni: dalla cucina vietnamita a quella francese passando per quelle mediorientali e, naturalmente, quella italiana.

 

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EXPO: STREET FOOD –

Expo è anche la patria dello street food. Per chi vuole spendere poco e provare gusti nuovi senza doversi per forza sedere a tavola, può scegliere uno dei tanti furgoncini o chioschetti che offrono il cosiddetto “cibo da strada”: panini, patatine fritte, spiedini, polpette, crêpes dolci e finger food di ogni tipo che possono essere consumati mentre si continua la propria passeggiata o fermandosi un attimo in una delle aree relax di Expo. Ad esempio, il padiglione dei Paesi Bassi, organizzato come un luna park, invece che offrire un unico punto di ristoro ha strategicamente piazzato diversi chioschetti che offrono street food. Un cartoccio di patatine fritte al padiglione olandese o a quello belga – e stiamo parlando di uno spuntino decisamente sostanzioso – costa intorno ai cinque euro. Prezzi simili anche al padiglione indonesiano o a quello indiano (nel cluster del riso) ma anche al corner di Beretta, dove un tagliere di italianissimi salumi costa 10 euro.

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Laurie Dieffembacq/Belga/ZUMAPRESS.com – ANSA

EXPO: MANGIARE NEI RISTORANTI DI LUSSO –

A Expo 2015 ci sono anche ristoranti che potremmo considerare “di lusso”, dove si servono pietanze sofisticate o molto particolari, come accade ad esempio in uno dei due ristoranti del Padiglione Giappone o in ristoranti di alcuni dei paesi del Sud America che servono in prevalenza piatti a base di carne. Per questo, per evitare sorprese e alimentare inutili polemiche come quella dello scontrino da 115 euro del ristorante giapponese, è bene sempre leggere i menù e i relativi prezzi, che sono esposti ovunque in modo piuttosto chiaro. Una soluzione “intermedia” per chi non se la sente di avventurarsi in sapori troppo esotici ma preferisce comunque sedersi a mangiare con calma, è offerta dai vari ristoranti italiani che si trovano sparsi per Cardo e Decumano: i 20 ristoranti regionali di Eataly – uno per ogni regione d’Italia – oppure il lussuoso chiosco di Oldani dove si può mangiare una curiosa reinterpretazione del risotto alla milanese. Per un prezzo che si aggira intorno ai 40-50 euro per due persone.

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OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images

EXPO: MANGIARE GLI INSETTI –

Purtroppo rimane ancora insoluta una questione molto cara ai visitatori più temerari di Expo 2015: già prima dell’apertura dell’Esposizione Universale si era a lungo pubblicizzato il fatto che, all’interno del Future Food District, ci si sarebbe potuti avventurare in degustazioni di insetti. Per milioni di persone in tutto il mondo, gli insetti rappresentano la base della dieta, e per questo vengono definiti “il cibo del futuro” non solo in vista dell’aumento della popolazione del pianeta, ma anche per via del loro alto contenuto proteico. L’Europa non riconosce come cibo gli insetti, ma in molti paesi comunitari non è vietato servirli come alimento. La legge italiana invece li vieta, anche se si era parlato di concedere una deroga per gli spazi espositivi di Expo 2015. Tuttavia, nonostante sui siti di Expo e nei vari contenuti correlati si parli della possibilità di mangiare insetti a Expo 2015, questa possibilità non è ancora diventata realtà. Staremo a vedere.

CARNE DI COCCODRILLO A EXPO

Non ci saranno gli insetti ma a Expo è possibile mangiare la carne di coccodrillo: presso il Padiglione Zimbabwe, a partire dal 10 luglio, è in vendita il Crocoburger, uno speciale hamburger fatto di carne di coccodrillo. Non solo: sempre presso il padiglione dello Zimbabwe si potrà anche acquistare la Crocopizza e filetti di coda di coccodrillo sott’olio, per gli assaggiatori più temerari.

(Photocredit copertina: ANSA/DANIELE MASCOLO)

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