Dopo la conclusione della vicenda di Eluana continua la guerra dei pasdaran del centro destra ben rinforzati dai teodem, sotto lo sguardo attento del Vaticano e le colpevoli incertezze del Pd. L’obiettivo dichiarato è la legge sul testamento biologico. Per cominciare
La tetra processione franchista attorno alle spoglie di Eluana Englaro è uno scontro decisivo con il quale l’Italia si gioca la possibilità di restare nel novero dei Paesi realmente civili. E’ sfuggito ai più che domenica scorsa, oltre a una lunga serie di prediche e sermoni di prelati vari
durante le varie messe per “evitare che uccidano Eluana“, sono venuti allo scoperto vari bei tipi che la dicono lunga sulla realtà della posta in gioco. Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara e Paola Binetti, la famosa amante del cilicio, sono tra i nomi di spicco che hanno firmato un appello urgente al presidente della Repubblica perché calpestasse le regole e la Costituzione, buttasse via se non in galera il padre di Eluana Englaro e si accodasse anche lui alla sagra nazionale vescovile per riportare indietro l’Italia di almeno due secoli. La cosa strana è che questo fronte degli ipocriti che accusano di omicidio e concorso in omicidio un po’ tutti, dal papà di Eluana fino al presidente della Repubblica, sono gli stessi che si sgolavano ad accusare di ogni ignominia a ogni passo i magistrati rei di indagare, processare e infine condannare Annamaria Franzoni, la madre di Cogne realmente assassina di un suo figlio. La “maggioranza” una volta “silenziosa” è diventata urlatrice: e agli Englaro preferisce le Franzoni. Come siamo ridotti!
LA “GUERRA CIVILE” E LA DIGNITA’ DI ELUANA – Mi chiedo inorridito cosa sarebbe successo all’Italia se Eluana la sera di lunedì 9 non se ne fosse andata via per sempre: altro che guelfi e ghibellini o Camillo e don Peppone! Il simulacro rattrappito chiamato ancora Eluana sarebbe stato sequestrato d’autorità, trasferito a sirene spiegate chissà dove, costretto a una ripresa di alimentazione forzata con il sondino nasale, con l’Italia divisa in due fronti l’un contro l’altro armati in una rissa sempre più terrificante attorno a un corpo di fatto morto già 17 anni fa. Due fronti, sì, purtroppo però entrambi abbastanza necrofori, necrofili e necrofagi. Per fortuna questa guerra civile per ora simulata ci è stata evitata: pur ridotta come era ridotta, Eluana andandosene è stata capace di più dignità, più umanità, più pietas e più intelligenza di quasi tutti i nostri rappresentanti civili, politici e religiosi messi assieme. Se per ora il colpo di mano è andato a vuoto, la presenza della Binetti nel coro degli urlatori più scalmanati ci permette di capire dove vogliono andare a parare i mestatori, di quale franchismo da sagrestia sia
no portatori e quanto sia inadeguata la lenta reazione del Partito Democratico. Partito nel quale la signora rappresenta una ben precisa anima, molto più papalina che cattolica, in degna compagnia di Francesco Rutelli, il “Cicciobello del potere” (titolo del libro della Kaos che ne racconta le gesta, o meglio la carriera), passato dall’amore per Marco Pannella a quello per il golf.
LE IDEE DI BINETTI & C. – Seguiamo dunque la pista Binetti. In Italia agisce il gruppo di “scienziati“, le virgolette sono d’obbligo, raccolto nel Comitato Scienza e Vita, coordinato da Bruno Dallapiccola e Paola Binetti. Quest’ultima fa parte anche del Campus Biomedico di Roma, una istituzione universitaria (?) nella cui Carta delle Finalità è scritto a chiare lettere quanto segue:
- articolo 7 – L’Università intende operare in piena fedeltà al Magistero della Chiesa Cattolica [le maiuscole sono nell'originale, ndr];
- articolo 8 – La formazione dottrinale e l’assistenza spirituale sono affidate alla Prelatura dell’Opus Dei;
- articolo 10 – Docenti e studenti ritengono inaccettabile l’uso della diagnostica prenatale con fini della interruzione della gravidanza e ogni pratica, ricerca o sperimentazione che implichi la produzione, manipolazione o distruzione di embrioni;
- articolo 11 – I medesimi riconoscono che la procreazione umana dipende da leggi iscritte dal Creatore nell’essere stesso dell’uomo e della donna [prima l'uomo e poi la donna, anziché magari in ordine alfabetico, ndr]. Essi considerano, pertanto, inaccettabili interventi quali la sterilizzazione diretta e la fecondazione artificiale“.
LE FOLLIE DELLA LEGGE 40 – A parte l’evidente disonestà del mettere sullo stesso piano la sterilizzazione e la fecondazione artificiale, cose tra loro diametralmente opposte, il grave è che questa strana istituzione di chiaro stampo fr
anchista non solo gode dello statuto di Università, ma anche della considerazione da parte di istituzioni ufficialmente laiche e democratiche che l’hanno imprudentemente avallata. Nel 2003, in occasione del decennale della sua nascita, l’ha omaggiata di una visita ufficiale perfino l’allora presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi. E la famigerata legge 40 ha fatto proprie le pretese e le finalità del Comitato e della sua emanazione Campus Biomedico. L’articolo 1.1 di questa disgraziata legge infatti “assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito“, equiparando così l’embrione fin dallo stato di ovulo appena fecondato a una persona adulta: vale a dire, equiparando i suoi diritti a quelli della madre! Un modo ipocrita, tortuoso e meschino, in tutto degno degli ayatollah, di rimettere la donna sotto il tallone clericale. L’articolo 4.1 limita il ricorso alla procreazione assistita ai soli casi di “infertilità o sterilità” e lo impedisce quindi a chi è sì fertile, ma rischia di generare figli mostruosi, gravemente malati o menomati fin dalla nascita. Così è assicurata la lunga vita alle istituzioni cattoliche o clericali come i Cottolengo, dove “vivono” gli esseri umani più vittime della impietosità della natura e della distrazione del Creatore. Le follie di questa disgraziata legge sono tali e tante che Chiara Lalli ha scritto un libro, Libertà procreativa (edito nel 2004 da Liguori Editore), dove mostra anche come tale legge confligga quella sull’aborto, la 194, che privilegia invece i diritti della madre rispetto l’ovulo fecondato e il feto che si porta dentro.






















l’embrione,comunque la vuole girare, è un futuro essere umano completo
e tu in futuro sarai concime per la terra, come tutti noi. Che facciamo, cominciamo a comportarci da adesso per come sarai il più tardi possibile?
L’embrione è un *futuro* essere umano, la madre è un essere umano tout court. Quindi non sono soggetti alla pari, comunque la vuol girare come dici tu.
Il sazio, non crede il digiuno.Quando avverrà che gli ospedali saranno stracolmi di persone ammalate come Eluana, magari qualcuno cambierà idea, e faranno un testamento biologico vero.
oppure faranno un indulto…
Il tuo (s)ragionamento mi ricorda i tempi del processo contro il giornalino La Zanzara del liceo Parini di Milano, reo di avere parlato della pillola anticoncezionale. Con in testa il procuratore capo della Repubblica dottor De Peppo, che amava esibire le sue lunghissime unghie da mandarino, il coro dei precursori degli ululatori “amici della vita” si stracciava le vesti preconizzando un’Italia”dove le ragazze andranno in giro col materasso a spalla per far sesso ovunque”. La solita brava feccia italiota, con o senza unghie da mandarino.
Ma perché vi dite cristiani se del genere umano avete una visione così bestiale? C’è già Ahmadinejad, perché volete fargli concorrenza?
Forse dimentichi che avete riempito le camere a gas e i forni crematori di qualche milione di persone già nate, molte delle quali incinta, cioè con i famosi feti ancora dentro il grembo, più le altre decine di milioni di persone fatte fuori qua e là per la “vera religione” e la “vera civiltà”. Altro che montare in cattedra!
pino nicotri il Fet(o)ente
Il commento di CORDAPAZZA è il mio.
@giovanni:
girala come ti pare ma scientificamente un embrione è la promessa di un futuro essere umano in quanto molto dipende dallo stadio del suo sviluppo. di quale stadio parliamo? Questo fatto è appurato dalla Scienza che non è atto di fede, poi, ovvio, ognuno deve essere libero di decidere come meglio gli pare.
Vogliamo tornare indietro di appena qualche decennio, quando davanti ad un parto difficile era il padre che decideva chi doveva vivere, la madre o il bambino?
E con buon pace della chiesa cattolica, paladina della vita, anche nella sua forma primordiale.