I blogger vanno in montagna
28/07/2008 - La colonia estiva di Condor guidata da Luca Sofri domina tutta la blogosfera che conta. Un evento un po’ confuso, tra giornalisti, blogstar e semplici comparse. Ecco a voi la rubrica che fa da “tappo” all’ormai imperante e infinita sindrome
La colonia estiva di Condor guidata da Luca Sofri domina tutta la blogosfera che conta. Un evento un po’ confuso, tra giornalisti, blogstar e semplici comparse.
Ecco a voi la rubrica che fa da “tappo” all’ormai imperante e infinita sindrome premestruale che affligge la blogosfera italica: O.B.I., ovvero Osservatorio Blogosfera Italica
Benvenuti nella Net Monitor de’ no’antri. Una ricognizione ai piani alti della blogosfera, zeppa di link e farcita di post da snob come tante altre. Questa è stata una settimana movimentata, è proprio il caso di dirlo. Mantellini, appena il numero due della classifica dei blog di Blogbabel, è in questi giorni al Kinder. Come tanti altri peggio messi in classifica, d’altronde. Cos’è il Kinder? Inutile cercare sul sito apposito perché i link,
appositi anche loro, non funzionano. Vi basti sapere che il Kinder, lungi dall’essere quel quadratino di cioccolato che comprate al bar, è quel quadratino di blogosfera comprata dallo sponsor. Di preciso, nessuno, anche se si è giunti al secondo anno, sa cosa sia.
COSA DOVREBBE ESSERE - Dovrebbe essere una colonia estiva, in una “Val D’Aosta che chi l’ha vista mai”, con presenze d’eccezione come il figlio di Floris o il marito della Bignardi, il primo in veste di maestro ed il secondo in qualità d’allievo e non viceversa: riesce difficile pensare, certo, di colonizzare qualche valligiano (o qualcuno in generale) con Beppe Severgnini. Deve essere per questo, e non (come si malignerebbe) per autostima, che si sono arrampicati così in alto: per non averne la prova. Il paesaggio resta comunque significativo. Trovereste al tavolaccio rustico all’aperto magari non la blog class (in) action che munge una mucca. Ma Zoro che scrive la sua rubrica per il Riformista. Neri che si vergogna pensoso per l’iPhone differente da quello degli altri. O Suzukimaruti venuto alla montagna (puro) come Maometto, senza link, macchia ed invito probabilmente, per protestare di persona (e non nei commenti, come un ladro) al Mantellini stesso la sua innocenza.
ALTRE STAR - Il suo, di iPhone, è un regalo, si. Ma non personale (ché sporcarsi per cinquecento euro non è da lui). Semmai aziendale. A cadeau donato non si guarda in bocca. Daje. Considerato che i due non
si linkano, un incontro quasi contro natura (del mezzo). Lasciamo Mantellini che guarda Zoro che ce l’ha fatta. Bordone, l’uomo che vorrebbe parlare ai cavalli e non si pettina “perché vuole crescere”, uno che in realtà sembra il portato di un frontale tra Cundari e Giuli del Foglio, quasi non ci crede di star lì e cerca di non lasciar tracce, evitando di aggiornare il blog. Alla bisogna, sia per lo stupore che per una nobile ritirata, fa brodo il titolo del suo ultimo parto: “Mi sono sognato tutto, anziché no”. Di Zoro abbiam detto: sta lì, ma alla romana. Ognun per sé e nel caso chi vi ha visto mai. Come a Cortina, ma con l’Aò inside. L’Aò inside, d’altronde, contro il se-ghé dilagante.
IL PRESENTATORE - Mare-monti-mare-monti e l’immancabile, diuturno, “ma che cazzo ci faccio qui” o il sempreverde, specie la mattina presto, “ma io e voi che cazzo avemo da disse”. La politica come arma per tenerli a distanza. Nel caso non ci riuscisse, una politica oramai morta, di cui è meglio non parlare. Di fondo, vuole solo tornare a casa sua. Starà contando, e trascrivendo, i quarti d’ora. E chiedendo, tra la solita reunion di giovani marcato cinquantenni, chi pagherà il conto. Quello che non ne ha una, di casa, cui tornare (perché ne avrà almeno due) è il Pippobaudo della manifestazione. C’è, nella vita, chi scrive e chi presenta: Luca Sofri, nella Tre giorni del Condor, presenta. Stranamente, nonostante abbia avuto tempo e connessione per occuparsi di Barack Obama (che non sarebbe una notizia), non dice una virgola ancora sull’happening che lo vede sincero democratico, democraticamente spalmato tra la gente e gli scrittori. Starà aspettando anche lui qualcosa da dire o l’aria che tira nel dopo. Nel frattempo s’è parato le spalle col più cattivo di tutti, a proposito del Condor, si, ma dell’anno prima (hai visto mai).
WEEKLYPEDIA? - La citazione benevolentiae di Zambardino, sulla sedia elettrica da un euro, è stranamente uguale a quella di
Mantellini. Ma stranamente mica tanto, vista la comune esperienza di sofferenza in spiccioli in colonia. Con la differenza della corrente che va e viene e di qualche zero in più che è rimasto. La sua Sofri-pedia, al momento, un avanzo di D’Avanzo a parte, langue. Forse perché ha sbagliato nel far notare al compagno-che-sbaglia direttore, un lingua madre francese come Tabucchi ben sa, il francesissimo coque. Ma probabilmente, ritornando alla Kinder, il problema sta a monte (ops). Presentata, sul Foglio (quello punto it s’intende, mica quello vero), la “sua Weeklypedia” come “un pezzo dove, con la complicità della rete, Gesù e Carla Bruni saranno assieme”, non è stato a tutt’oggi possibile dirimere il nodo gordiano. Se cioè il nostro si creda il primo o anche la seconda. Confidiamo, il Kinder terminava ieri, nella imminente discesa a valle. Slavine permettendo.













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Mi domando perché non sia stato invitato il neo segretario del Prc, ci sarebbe stato bene, non fosse altro per il cognome.
In montagna. Come nuovi partigiani.
Armati di notebook e iphone per liberare l’Italia dal digital divide, veniamo da lontano blogghiamo da lontano.
ammè me mettono tristezza
chiara