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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 8 aprile 2008 alle 09:32 dallo stesso autore - torna alla home

Numeri da campagna elettorale sui giornali italiani. Berlusconi dice che è inutile che Bossi parli di fucili da armare, perché tanto è malato. Al che, Raffaele Lombardo gli replica dicendo che le armi dei siciliani sono caricate a salve, ma potrebbero metterci proiettili veri da un momento all’altro. Charles Bronson ringrazia. Intanto Verderami ci fa sapere che nel PdL ci si vuole bene: “Qualche sera fa a Barge, paesino della provincia di Cuneo, durante un comizio si è sfiorata la rissa tra alleati. Era accaduto che il segretario piemontese della 2398319392 d766b3c78c o Fucili a nord, lupara al sud. Siamo circondati.Lega, Cota, avesse arringato la piccola folla in questo modo: «Votate il Carroccio perché così il Carroccio terrà in riga Berlusconi». Crosetto, responsabile regionale azzurro, era rimasto esterrefatto. E visto che l’alleato non la smetteva, è salito sul palco e gli ha risposto a muso duro: «L’unico problema è mettere in riga Cota. Se la Lega tornerà al governo e potrà rilanciare le riforme federaliste che ci stanno a cuore, dovrà dire grazie a Berlusconi»“. E la nota di Massimo Franco spiega che nel centrodestra è sempre più acceso il duello tra Lega e Silvio per guidare il popolo del nord. E che il Carroccio sta rubando una marea di voti a Berlusconi. Meravigliosa lettera di Cossiga a La Stampa: “Parlando da cattolico infante, non credo proprio che nel PD i cattolici potranno far valere il principio del primato della coscienza. [...] E io sono quasi un teocon. E’ ancora permesso, o secondo i principi della laicità mi sarà proibito?“. Sempre sulla Stampa, Fabio Martini ci racconta gli ultimi momenti di Prodi a Palazzo Chigi: “Cena tra ricordi e chitarra: mi hanno fregato poteri forti e sinistra. Dai, Silvio (Sircana, ndr), facci The Sound of Silence e Blowin’in the wind“. Hello darkness, my old friend…

Ultime dal Manicomio Alitalia: su Repubblica, Roberto Mania intervista Raffaele Bonanni, il segretario di quel sindacato (la Cisl) che ha abbandonato la trattativa con Air France quasi subito: “Dopo le elezioni si può firmare con i francesi“. Solo io ci vedo un comportamento da ricovero coatto in questa dichiarazione d’intenti? Come ci fa sapere Falkenberg, l’editoriale dell’Economist della scorsa settimana spiega, meglio di Giornalettismo, come mai regolamentare il settore finanziario non aiuta. Molto bello anche il pezzo di Francesco Forte sul Foglio: “Perché a McCain non piace la mano pubblica anti-subprime. Gli aiuti statali premiano chi non ha seguito comportamenti assennati e non scoraggiano manager fuori mercato”. On line il pezzo non è disponibile, ma attraverso Phastidio ne potete leggere una felice sintesi degli argomenti.

Intanto, non è sui giornali ma vale la pena lo stesso di dare una notizia di quelle che forse creeranno big discussion: AudiWeb, società che rappresenta tutti i più importanti editori che operano su internet e le principali associazioni di pubblicitari, inaugura il nuovo “auditel” di internet. Il nuovo sistema di rilevazione dell’audience della rete sarà presentato oggi a Milano da Enrico Gasperini, presidente Audiweb. Per attuarlo, saranno incrociati i dati di una ricerca Doxa e le rilevazioni effettuate dalla società Nielsen online “Il nuovo Audiweb – spiega una nota- concilierà i dati provenienti dalle fonti oggi utilizzate (gli accessi ai siti coi browser e il panel Nielsen online) fornendo indicatori unici e aggiornati quotidianamente sui contatti, pagine viste e tempo speso sui siti”. Per gli operatori del Web rappresenta una novità di rilievo, che migliora gli strumenti a cui si affidano gli inserzionisti pubblicitari e le aziende per pianificare le spese on line. Il settore della Pubblicità su internet vale oggi a livello mondiale 600 milioni di euro. Il suo ritmo di crescita si attesta sul 40% l’anno. Nel nostro Paese, vale ancora il 3% del mercato totale“. Speriamo che sia più attendibile dell’Auditel

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