Non mi è piaciuta l’ipocrisia laica sulla “liberazione dal dolore”. Ma, dal mio punto di vista non specialmente qualificato, direi che non è il caso di prendere una metafisica fondata sul libero accoglimento della Grazia per farne un blocco di norme penali”
Sgombriamo subito il campo da equivoci. Il cattolicesimo liberale fino al 1919 in Italia andava per la maggiore, ora è passato di moda ma rimane un’opzione praticabile per gli appassionati di nicchie culturali. Non è stato colpito da alcuna scomunica, al limite è sommerso dalla polvere. Affermo quindi con coscienza relativamente tranquilla che sono a favore di una legge sulla fine della vita che consenta una pluralità di opzioni, non tutte compatibili con o ispirate dal magistero della Chiesa. Da credente, sono molto impressionata dalla tempistica degli eventi recenti. Mi
domando che tipo di segno sia questo, la morte che interviene proprio mentre si decide se legittimarla o meno. Data la natura del problema, una risposta certa non esiste: è un pezzo della Rivelazione, non un telegiornale. Ma non è questo, per ora, il luogo dove discutere delle cose ultime. Vorrei invece soffermarmi per qualche riga su quegli aspetti del dibattito che m’hanno fatto un po’ alzare il sopracciglio. Elemento esso stesso di una sua rilevanza, come si vedrà nel seguito.
LA VERITA’ - Prendiamo il fronte laico (ma poi prendiamo anche gli ultrà religiosi, stiano tranquilli gli amanti dell’equilibrio ovvero praticamente nessuno). Ravviso una preoccupante tendenza a non chiamare le cose con il proprio nome. Come sanno tutti coloro che hanno o hanno avuto avuto un familiare, un amico gravemente malato o disabile, non è mica facile. Che si tratti di cambiare pannolini, di guardare la bocca spalancata e lo sguardo assente della sedazione, di odorare certo lezzo di morte… i vivi e integri hanno grossi problemi, è così ovvio che non vedo lo scandalo. Tanto più se i legami sono stretti. Quante volte abbiamo sentito dire, abbiamo detto: “È meglio per lei, per lui, è stata una liberazione” di fronte alla salma della zia con l’Alzheimer, del compagno di scuola tetraplegico. Se non siamo proprio degli incoscienti all’ultimo stadio – importante: incoscienti, non per forza ipocriti – ci rendiamo perfettamente conto che parliamo sì della liberazione dal dolore del caro estinto, ma anche della nostra dall’angoscia e dal turbamento. Se capisco bene la situazione in cui versava Eluana Englaro, è improbabile che vi fosse coscienza, erano assenti patologie fisiche di rilievo e i dolori connessi con la forzata immobilità erano controllati con farmaci. Quindi perché al posto di dire “Liberate Eluana” i proponenti dello stop all’alimentazione non hanno mai detto, più realisticamente, “Liberate Beppino”? Sembra quasi si vergognassero di ammettere la sostanza del problema, ovvero: qui chi non ce la faceva più era lui; la morte della figlia ha forse restituito una parte di vita al padre; la domanda giusta da farsi, anche per il futuro, è: “Vogliamo che il nostro ordinamento consenta questo?”.
QUELLA DONNA SULLE COPERTINE - Per me non c’è nessun problema. Lo dico con partecipazione, non con riprovazione. Nessuno può essere costretto a essere un eroe; d’altronde, la condizione mortale per noialtri oscurantisti definisce sempre uno stato di non autosufficienza, non solo qualora siamo ridotti in stato vegetativo. Una legge che obblighi a confrontarsi quotidianamente con determinate implicazioni della finitezza è forse troppo; anche per questo è meglio ce ne sia una più permissiva. Si abbia tuttavia almeno il senso comune di spiegare di cosa stiamo
parlando: di necessaria legittimazione della fallibilità. Non è un trionfo e meno che mai una liberazione dei sofferenti. Peraltro, mantengo la promessa fatta in attacco: avete notato che le foto della Englaro giovane configurano un caso unico di donna con folte sopracciglia anni Ottanta sulle prime pagine dei giornali? Non che ci siano motivi per difendere l’irsutismo femminile, ma c’è qualche corto circuito la cui interpretazione rimetto al lettore. Suggerimento uno: lunedì sera il Grande Fratello ha vinto di larga misura la battaglia dell’Auditel. Suggerimento due: fate quattro domande a tema religioso agli spettatori dei reality (di alcuni concorrenti già sappiamo che non conoscono il numero né gli autori dei Vangeli). Veniamo però anche alle brigate bianche. Premessa: Ruini era ragionevolissimo quando diceva che alla degente bastavano un po’ di cibo e un po’ d’acqua, e quando sottolineava che le suore di Lecco avevano offerto di prendersene cura senza oneri economici per la famiglia. Anche il premier era ragionevolissimo, a sentire i medici, quando diceva che Eluana avrebbe potuto in teoria mettere al mondo un figlio. Erano ragionevoli perchè dicevano la verità; è bene che qualcuno la dica, fosse pure Berlusconi. C’è stato fin troppo nascondimento di prove intorno ai fatti, tanto per dire chissà dove sono le immagini della donna com’era qualche mese fa, dove sono le testimonianze di chi la vedeva.
DIBATTITO – Detto questo, i militanti di strada si diano un’andreottiana calmata. I presidi davanti alla clinica, gli alti lai al megafono, la continua insistenza sulla difesa della vita anche quando è debole. Do atto a questi combattenti della fede che spesso fanno proprio quello che dicono: ad esempio decidono di avere un figlio e di crescerlo con dedizione anche se lo sanno affetto da sindrome di Down, che tipicamente non fa soffrire il portatore quanto chi gli sta intorno. Fossimo tutti così. Ma non obbligatoriamente: non può funzionare, non è quello il punto. Dal mio punto di vista non specialmente qualificato, direi che non è il caso di prendere una metafisica fondata sul libero accoglimento della Grazia per farne un blocco di norme penali. Capisco anche la preoccupazione del Vaticano, che ben spiegava anche Chesterton con riferimento al divorzio: le eccezioni diventano regole, le regole in parte fanno l’uomo, consideriamo una cosa normale due o tre volte e le nostre coscienze si addormenteranno. In questo senso sarebbero giustificate leggi restrittive. Ma questa teoria del contagio sociale e dei punti di svolta non la capisco bene, non mi convince. Inviterei a meno manifestazioni di piazza e più parole spese su argomenti come questo, intrinsecamente politici quindi appropriati a un dibattito sulle leggi.






















Da cristiana individualista (ne cattolica, ne vangelica, ne protestante) la morte di Eluana mi è parso un miracolo. Segno che Dio avrebbe voluta accoglierla in seno tanto tempo fa…. magari proprio 17 anni fa. Dico questo non perchè credo nel fato, ma perchè credo che ognuno di noi prima di nascere decida, in accordo con l’armonia divina, tempo e luogo della dipartita.
Chiaramente intendevo (ne cattolica, ne EVANGELICA, ne protestante)….. e nemmeno testimone di Geova
(commento cancellato su richiesta dell’utente)
Bè, credo che le sopracciglia modello prima Ferilli le abbiano notate tutte. Probabilmente sono l’unico punto condiviso dell’intera vicenda ambo i fronti. E ne hanno parlato tutti in fondo. Cos’era quel lungo soffermarsi e dilungarsi a descrivere i meravigliosi occhi della ragazza, se non un modo carino per (non) parlare (male) delle sue sopracciglia. Le abbiamo viste, non potendone dir niente, non potendone dir male se non ora che è morta parliamo degli occhi.
D’altronde. Io non conosco il corto circuito di cui parli, a me viene in mente la prima analogia irsutismo femmineo= trascuratezza = castità ma mi sembra improprio parlare di verginità per una che è morta perché da viva non stava ferma un attimo e s’è schiantata per troppa movida. Ecco. Magari visto il movimento un salto dall’estetista sarebbe stato d’uopo.
Seza contare che con le sopracciglia così somigliava di più al caro papà.
Non è che mi venga in mente altro.
Ah si.
Il tuo pezzo è da Zio Tom dei laicissimi.
Apprezzo moltissimi ragionamenti contenuti in quest’articolo, e non c’è nulla da aggiungere al riguardo. Dissento su un punto, e lì mi soffermo.
Questa: “ci rendiamo perfettamente conto che parliamo sì della liberazione dal dolore del caro estinto, ma anche della nostra dall’angoscia e dal turbamento…più che liberate Eluana si doveva dire Liberate Beppino”
Non è così. O meglio, forse può essere così (non per tutti, almeno) quando si parla della zia malata di Alzheimer o del compagno di scuola tetraplegico. Ma quando c’è di mezzo un figlio, credimi le cose cambiano e pure molto.
Per quello che riguarda la mia esperienza in materia la liberazione che si cerca è DAVVERO quella per il prorpio figlio, imprigionato in una non vita (che poi ci sia sofferenza fisica nel senso di dolore non lo so e non mi sembra rilevante) come capita ai malati terminali o a quelli in condizioni tipo quelle delle povera Eluana .
A parte questo punto specifico, complimenti per il pezzo.
C.
a ricchiù, certo che non ti sta bbbene gnente, eh?
@ laura: grazie per la testimonianza
ho l’impressione che lei fraintenda il nocciolo del problema. La questione della scelta di poter morire sulla base di un principio di autodeterminazione assegnato al singolo oltre che ai popoli, non verte solo sulla questione del limite del dolore, ma sul livello della qualità della vita. Ora uno potrebbe trovarsi nella condizione di dover dipendere dagli altri per le sue funzioni vitali(bere, mangiare, defecare)pur non avvertendo alcun dolore, ma di giudicare quella vita non degna di essere vissuta, allora perchè mai quest’uomo non può scegliere di volersene andare, perchè devono essere altri a decidere qual è il livello di sopportabilità? Per questo il suo discorso sull’angoscia del padre non regge.
e credo sia importante porre un limite alle sofferenze dei malati e dei parenti
ma con questo non mi reputo portatore della verità assoluta perchè ho capacità di mediazione tra opposte credenze
io posso essere un cattivo credente, un imbecille nè carne. nè pesce e pertanto sbagliare sia nei confronti della mia presunta religione di appartenenza che nei confronti dei \”laici\”
e mai come oggi comincio a dubitare di tutto
juppes
umh..”Il cattolicesimo liberale fino al 1919 in Italia andava per la maggiore, ora è passato di moda ma rimane un’opzione praticabile per gli appassionati di nicchie culturali. Non è stato colpito da alcuna scomunica, al limite è sommerso dalla polvere.”
riprendo questo passo per interrogarmi sulla “reductio ad CL” del pensiero cattolico di inizio XXI secolo… Quello che fa più impressione ad un laico con una leggera infarinatura di storia recente è l’annichilimento delle voci non prone a quella prevalente all’interno della Chiesa (intesa come comunità di fedeli e non solo come gerarchia).Chissà, forse molti pensano che sia inutile contestare l’autorità visto che la cosa più in crisi della dottrina romana è la sua pretesa universalità.
Liberation ha centrato in pieno il mio ragionamento. E comunque, aldilà dell’orientamento religioso di chiunque, esistono dei misteri che nè Il Papa, nè il Rabbino Capo di Israele, nè il Dalai Lama etc… possono esplorare. Le religioni dovrebbero servire per dare degli orientamenti morali ai propri adepti (quindi per un Non cattolico le indicazioni della chiesa non dovrebbero essere “dogmatiche”), ma capire il Mistero della vita e della morte…beh scusate mi sembra un’assurdità. Anche perchè, fino a prova contraria, nessuno è mai tornato dalla Morte… a Parte Gesù ma quello dovrebbe fare eccezione e comunque nemmeno lui ha raccontato granchè. Se non mi credete leggete i Vangeli. Ciò che dovrebbe valere è la volontà individuale espressa circa il fatto di non desiderare terapie in caso di…etc… Non c’entra nulla l’Eutanasia, perchè l’Eutanasia è un processo (classico esempio della siringa di Morfina) che accelera la morte naturale.In questi caso, beh, mi sembra che la morte naturale sia ampiamente ritardata o addirittura impedita. Tornando a quanto detto su e ribadendo la necessità di un TESTAMENTO BIOLOGICO, pregherei coloro che non sanno di astenersi dal fare dichiarazioni su quanto è bello essere invalidi gravi o addirittura in Stato Vegetativo… visto che non sanno di cosa parlano
Per carità, il pezzo è ammirevole ma respingibile proprio per ciò che lo rende “equilibrato” ossia l’essere profondamente terzo. Troppo. Quand’è troppo, si parla di astrattezze, si dice “loro parlavano di scelta di Eluana mentre invece difendevano la umana rottura di coglioni del padre, gli altri invece dovrebbero militare ma meno, la soluzione mediana sarebbe stata un solo bicchiere d’acqua e via”. Mica è andata così. Alla fine che abbiamo, un invito all’onestà intellettuale ai laici e alla non militanza ai cattolici ? Di che stiamo parlando. E che ci resta poi ?
E non era meglio il penitenziagite à la Nino Bixio di Nicotri che almeno aveva un senso da vae victis, da codice militare di guerra ?
Se tu pur di trovare ragioni in tutti cominci a parlare di cose che non esistono e che non esisteranno mai, t’inganni.
C’è una guerra tra due posizioni insanabili. Ci sono i fratacchoni grassi e accoglienti contro i magri e disidratanti anticristi. Ci sono quelli che non accettano una volontà desunta per via logico ipotetica e quelli che non credendo a dio non solo credono al resto ma se possono barare lo fanno con notevole compiacimento. Ed è giusto ci siano vincitori e vinti.
A noi piace la pugna e non è un caso se le migliori eccitazioni della nostra vita le abbiamo in questi momenti.Fare i pompieri imbellettando la realtà con le nostre fantasie a che serve.
A staccarci il sondino della passione ?
Per essere liberi, dice. Si, come Eluana. Liberi di aspettare solo di tornare concime.
Roncolare, roncolare, roncolare perché tutto il resto è noia.
nun te preoccupa’, ricchiù: quando tocca a te, te la stacco io la spina! Pure si nun vuoi!
“Mi domando che tipo di segno sia questo, la morte che interviene proprio mentre si decide se legittimarla o meno” ……
Questa è mistificazione, in realtà è vero il contrario: 17 anni e una stucchevole (mi perdoni Eluana e suo padre) storia politico-mediatica non erano sufficienti per decidersi ad affrontare il problema? E quindi perché proprio adesso? Chiaro, per cavalcare la tigre, l’ondata di emozione, raccogliere consensi facili (da una certa parte dell’opinione pubblica). Questo è il vero segno.Per adesso chi ha montato tutto questo schifo ha bisogno della “Chiesa”, ma quando sarà abbastanza forte e non ne avrà più bisogno? (cfr Zagrebelky, molto, ma molto saggio) Dio ci scampi da quel momento!(ne abbiamo già abbastanza di questo)
Ma chi siamo noi per poter giudicare gli altri? Ho consigliato e continuo a consigliare di leggere la scara Bibbia, e cioè il libro “Siracide” paragrafo 30, verso 17 che recitano “meglio la morte che una vita amara, meglio il riposo eterno che una malattia cronica”. Leggere anche quello che è stato scritto nel medio evo, in latino, nell’arco dell’abside della cattedrale di Cefalù vi trascrivo la traduzione: Fatto uomo Io fattore dell’uomo e dell’uomo che ho fatto io Redentore + (da) Incarnato giudico la carne (da) Dio (giudico) i cuori. Verrà giudicato da Dio e solo da Lui il cuore di un padre che non vuole che la figlia soffra. Tutti i recitanti di rosari la conoscono la Bibbia? E se si perchè non mettono in atto quello che c’è scritto? Non giudicate e non sarete giudicati
Una cosa: ma perché quando si tratta di difendere la vita o scegliere cosa farci, la Chiesa rompe tanto i coglioni sulla tecnologia o sulla medicina come armi di distruzioni o manipolazioni di essa (aborto, fecondazione assistita, feto essere/umano ecc.) e invece queste stesse DEVONO impedire ad una persona che è un vegetale di morire? In questo caso non si manipola la sacra vita?
Altra cosa: basta scriverci su.
Io invece non ho nulla contro o a favore di quello che è un punto di vista meditato.
Per quel che mi riguarda credo che Beppino Englaro non sia stato affatto liberato. Vorrei crederlo, seriamente. Ma non lo penso. Io non voglio neanche pensare a quale livello di sofferenza si deve arrivare come padre in una lotta in cui comunque non vince. Dove comunque lui soffre.
Lui la battaglia non l’ha combattuta, a mio modo di vedere le cose, per sè. L’ha fatto per la figlia, e questo deve aver provocato altro dolore su dolore.
Ma, esattamente come ho cominciato, trovo che una riflessione personale non debba essere nè per foza condivisibile nè per forza attaccabile.
Forse – arrivati ad un punto come questo in cui si è detto tanto troppo troppo e troppo – dovremmo semplicemente far anche nostro il silenzio dei genitori.
… e comunque non è certo un evento insolito che la morte sopraggiunga dopo 3 giorni di disidratazione in un corpo di circa 40 kg
Io ritengo che non è affare della chiesa e dello stato decidere se debba vivere o morire.
Nessuno ha chiesto di venire al mondo e dunque se vuole andarsene può farlo senza starnazzamenti ipocriti di laici e religiosi.
@Ricchiuti. Ma abbi pazienza. Io mica ti dico che non devi essere cattolico come pare a te (invitavo alla calma politica i movimentisti, che é diverso). Peró tu non essere piú realista del re, il cattolicesimo non é solo la tua declinazione, e se pensi questo non sei granché ortodosso. Dici che mi invento cose che non esistono, che puó anche essere, ma secondo me invece sono i pasdaran che si dimenticano qualche pezzo importante, ad esempio la vicinanza all’altro incarnato e non teorico. Anyway, a ognuno il suo, nessuno di noi ha posizioni che lo portano al di fuori della Chiesa. Il che ci dimostra che essa é piú furba di noi messi insieme.
E pensare che io trovo abominevole persino i trapianti. Del resto anche questo è un modo artificiale di allungare la propria vita, in più sulla morte di un’altra. Chi ci ha mai pensato??
Per Laura: io credo che tua sorella, come del resto mia mamma (con un’altra patologia), hanno bisogno di persone che le stiano molto vicine. Perchè se fosse vero che vorrebbero morire, si sarebbero già suicidate. Quello che invece continuano a reclamare è l’attenzione di tutti sul loro problema. Tanti auguri anche a te!
Guarda, data la mia larghezza sia di vedute che di giro vita non potrei stare fuori dalla Chiesa nemmeno volessi.
Poi mica volevo toglierti la maglietta, quella liberale dico.
Solo che se l’incarnato è Peppone, bisogna fare Don Camillo. O almeno che qualcuno questo sporco lavoro lo faccia sennò dovremo cambiare genere e perchè mai se stiamo tanto bene così.
L’ipocrisia è l’unico vizio autoreferenziale. Commenti laici per la liberazione *della famiglia* dal dramma esistono a bizzeffe; comunque, non sono preponderanti: la maggior parte dei commenti fa appello alla libertà di SCELTA, ed è di *questa* liberazione che parlano i laici. Se c’è qualcuno che esce a pezzi da questa storia è la Chiesa cattolica, che adesso, prese per valide le sue motivazioni, fa i conti con un’Onnipotenza che ha dimostrato di volere diversamente: come la mettiamo, signori preti, con Dio?
Mi spiace per questa Dellerio, ma la sua è una posizione per niente originale, nonostante lei cerchi di darsi un tono con uno stile letterario cinico e un pò sprezzante, ma tant’è; questo è ciò che circola per la maggiore, e lo web non fa eccezione.
Impressionante la quantità dei sedicenti cattolici, di cui fa parte la Nostra.
Secondo il catechismo (chissà se qualcuno lo legge ancora)cattolico è colui che aderisce alla Fede in Cristo, al suo Vangelo, alla Chiesa che è sua Sposa, di cui il Papa è capo.
La chiesa cattolica ha una sua dottrina e tradizione millenarie, e c’era prima e ci sarà dopo che le migliaia di Dellerio saranno scomparse.
Se uno è cattolico a ciò deve conformarsi, altrimenti siamo di fronte all’ennesimo esempio di “cattolico secondo me”.
Un “cattolico secondo me” può dire tutto quello che gli pare, ignorando (o facendo finta di ignorare) che in materia di valori etici la Chiesa non può e non vuole imporre niente a nessuno, ma semplicemente proporre l’assoluto valore della vita umana, che è un dono e quindi non disponibile, e che è alla base della dignità e quindi della libertà di ogni uomo.
Tolta la dignità della vita umana, che è sempre un mistero ai nostri occhi miopi, togliamo la dignità all’uomo stesso.
Quello che, come Gioele Dix, mi fa profondamente ink…zzare è che non riesco a non abbinare il concetto aprioristico di “sacralità” della vita al concetto di espiazione di una “colpa” insito nel Cattolicesimo.
Per esperienza vissuta di un’ agonia protratta oltre ogni decenza, relativa ad una persona cara, e largamente esondante il concetto di accanimento terapeutico ( visto l’ interesse e la rarità del caso clinico ), il ricordo più terrificante è l’ aver sentito pronunciare da una religiosa la seguente frase : “più soffre ora, più gioirà dopo”.
Con tante scuse a Scalfaro, lo imito : io non ci sto.
Non ci sto a lasciare che una malsana ed immonda mentalità, che connette al semplice concetto ontologico dell’ esistenza un radicato senso di colpa, si impadronisca del mio DIRITTO di assumere decisioni.
Aver sentito l’ ayatollah nonchè sottosegretaria Roccella evocare l’ attribuzione dell’ ultima ratio al medico, a dispetto di qualsiasi intenzione debitamente manifestata e preregistrata, mi fa solo chiedere se da oggi sia stata istituita la sanzione della condanna a vivere.
o almeno lo dovrei fare in ambito matrimoniale
ma definirmi cattolico fa tanto fino, mi fa sentire parte di una globalità potente di individui
ho una identità
però fotto anche prima del matrimonio, perchè sono moderno
poi figlio o potenzialmente la mia compagnuccia dovrebbe figliare
no, non si può, non ho fatto l\’ analisi e non ciò l\’ elmetto
però so\’ cattolico
e ammazzatemi pure i deboli, abbasso gli imbecilli che portano pane ed acqua sotto la clinica….sia maledetto berlisk e gasparroni
ma io so\’ intellittuale cattolico
e fotto a dx e a sx
“in materia di valori etici la Chiesa non può e non vuole imporre niente a nessuno”
Questa me la segna Massimo che è la migliore barzelletta che ho sentito da qualche anno a questa parte.
@Massimo:
1) sappi che ogni volta che scrivi “un pò” con l’accento Gesù piange e bestemmia in aramaico.
2) Non ti smentisco io, ci sono continue dichiarazioni di uomini di chiesa che affermano la superiorità della parola di Dio sulle leggi degli uomini, in tema di etica e morale. E chi è che interpreta – o per meglio dire produce a proprio uso e consumo – la parola del SignUore? Sempre loro.
Esattamente. E su questo punto molti cattolici tendono fare gli gnorri in modo insopportabile.
Per l’eutanasia, per il divorzio, per l’aborto, per la contraccezione, per il trombare quanto ci pare e con chi ci pare senza che ci sia un cacchio di pretino a dirci che è peccato.
Amici cattolici, a voi piacciono le cucciolate numerose e l’Ogino Knaus? Vorreste restare sposati a vita con un coniuge che odiate mortalmente? Vorreste vivere per quarant’anni attaccati ad un sondino, pupazzi inanimati nelle mani di suore coi baffi?
FATE PURE
Nessuno ve lo vuole impedire. A noi laici-atei-agnostici-rastamanni-quelchevipare la vostra sorte proprio non interessa, né ci urta la vostra passione sfrenata per le sofferenze inutili. Davvero!
Be free!!!
Il pezzo di Topinamburs-Dellerio ha un destino cane.
Pur essendo ambizioso e senza nasconderlo e quindi con il grosso merito di tenerti sveglio con finalmente un po’ di deliziosa arroganza pop (non m’hai fregato, Dellerio, sul “cortocircuito”, quello delle sopracciglia era solo un mezzo che giustifica il fine stilistico), alla fine si rivela un grosso assist ai laici particolarmente sgradito ai cattolici.
Perché ? Perchè poggia su di una accettazione sostanziale del cinismo, del realismo, dell’egoismo, del solipsismo, del t’ucciderò per il tuo bene, del ti lascio morire così mi libero.
In fondo, il succo della Dellerio (ops) è questo: l’incarnato, l’uomo, l’Englaro è quello che è e così fan tutti amen. Tanto vale.
La Dellerio dice la verità su tante cose, svela i trucchi dei laici sulla libera scelta mai espressa ma difesa astrattamente, ma poi si perde nella politicheria. Dice ai militanti non a caso, andreottianamente aspettate. Il problema della Dellerio sta nella scelta di campo iniziale, ovvero sposare i valori correnti, la cinica way of life, e sposare la Chiesa, ovvero una scelta di campo che alla fine non sceglie se non creando laici pensosi di comodo e cattolici rassegnati.
Il problema della Dellerio è che la Chiesa, una Chiesa che voglia distinguersi e voglia avere un senso, si ferma a “quello che è”. Così fan tutti, e dunque così va il mondo, tanto vale legalizzare, è passaggio da radicali. Da mondani chetati. Non da una istituzione che vuole essere speranza del mondo per colmare il vuoto. Con una speranza vera o fasulla, paradiso o inferno che importa.Ma che poggia su un umano per provare almeno ad andarvi oltre.
Il cinismo è sopravvalutato. In fondo piangiamo tutti per le stesse stronzate.
(commento cancellato su richiesta dell’utente)
Cattolico liberale alla fine è come una donna col pisello. Hai una donna in più, ma non ti fa entrare dalla parte che dà vita.
@Massimo (e gli altri). Ma chi ha mai negato l’indisponibilità della vita o qualsiasi altro precetto ecclesiastico. Se volete sapere come mi rapporto a cose simili quando devo fare una scelta, andatevi a vedere il mio blog e buon divertimento. Mi limito a dire che imporre per legge la condotta eticamente buona non ha terribilmente senso, tutto lì.
Laura evidentemente io scrivo arabo. Comunque va bene così, io mia mamma so come “sollevarla di peso”, speravo che la mia esperienza (dato che siamo stati seguiti da un’equipe di psicologi messi a disposizione dall’Istituto europeo oncologico) potesse ad aiutare altre persone. Ma evidentemente per voi è più importante andare a ballare o andare a scuola a prendere il bambino. Scusami tanto perchè evidentemente, nonostante i miei 40 anni, non devo ancora avere ben capito il significato della vita!
> Quindi perché al posto di dire “Liberate Eluana” i proponenti dello stop all’alimentazione non hanno mai detto, più realisticamente, “Liberate Beppino”?
che prove hai per quello che affermi? il peso di beppino, per quanto ne sappiamo, era che il volere della figlia non fosse rispettato. il resto sono tue inferenze, e a dire il vero anche parecchio infamanti.
scopro ora che l\’articolista è la famigerata topinanbus con cui ho già avuto modo altrove di fare fuoco e fiamme. incredibelmente le persone che mi irritano sono sempre le stesse. non ho ancora ricevuto risposta tuttavia alla mia domanda. cosa ne sa l\’articolista di quello che passava per la mente del sign. englaro al di là di quello che lui stesso aveva affermato?
Stefania Dellerio ha scritto:
“Quindi perché al posto di dire “Liberate Eluana” i proponenti dello stop all’alimentazione non hanno mai detto, più realisticamente, “Liberate Beppino”?”
Semplice: perché è stato appurato che Eluana non avrebbe voluto essere artificialmente tenuta in vita in quelle condizioni. Oltre alle testimonianze del padre e della madre, ci sono quelle delle sue amiche:
http://mildareveno.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2166418
Sono molto contento di avere trovato un sito di giornalismo pluralista.
Dopo aver letto qualche articolo, di cui questo è quello su cui mi sono un po’ perso, sono contento di leggere delle affermazioni forti e di contenuto da parte di una cattolica.
Concordo con Topinambur sul amoralità dell’imposizione di una scelta morale (spero di non aver travisato)
Con Liberation sull’importanza del concetto di QUALITA’ DELLA VITA
Su Serio e Just sul riportare al centro della questione la libertà di SCEGLIERE
Un po’ con tutti nel notare come lo show politico faccia leva su facili sollecitazioni emotive.
E a questo proposito, se mi si perdona il qualunquismo, ho la sensazione che da sempre le autorità politico-religiose tirino le leve di deliri collettivi (o ideologie e superstizioni?) e trovino masse malleabili.
Ma se io sono un uomo-massa, come faccio a immunizzarmi?
Qui leggo voci di credenti, di atei, forse anche di giornalisti di entrambi i poli. Ed è impossibile non ritrovare intellettuali onesti e ragionevoli trasversalmente, anche arrivando fuori dalla democrazia, fra un fascista, un comunista, uno sciita integralista.
Eppure siamo tutti così simili, sia nelle nostre belluine voglie di supremazia che nella nostra inestinguibile empatia.
Vorrei tanto che qualcuno mi aiuti a trovare, dentro di me e nei miei amici di diverso credo, un sistema di riflessione che mi aiuti a capire quando sto ragionando seriamente e quando sto, invece, paranoiando (si dice?) cioé investendo il mondo di mie proiezioni interne, facilmente manipolabili dalle retoriche delle autorità?