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Unioni Civili Roma, le prime venti coppie iscritte nel Celebration Day

Unioni Civili Roma, il Celebration Day vede le prime venti coppie etero e omosessuali di Roma Capitale essere iscritte nel registro delle Unioni Civili del comune di Roma dopo l’approvazione della delibera che lo istituisce, la prima votata dall’assemblea dell’Aula Giulio Cesare nel 2015 e sostenuta dall’impegno di alcune consigliere di maggioranza e opposizione: Valeria Baglio, presidentessa d’Aula, Giulia Tempesta per il Pd, Imma Battaglia e Gemma Azuni per Sel, Virginia Raggi per il Movimento Cinque Stelle. Sono state proprio loro, insieme ad altri consiglieri di Roma Capitale e dei municipi della città ad officiare le unioni civili nella Protomoteca del Campidoglio.

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UNIONI CIVILI, LE PRIME VENTI COPPIE ISCRITTE NEL CELEBRATION DAY

Un’evento iniziato sulle scale della sala cerimoniale del palazzo del Comune, sulle quali le coppie che intendevano contrarre il patto civile hanno iniziato ad avvicinarsi intorno alle due del pomeriggio: non solo coppie omosessuali, ma anche eterosessuali, fra cui una sposa vestita in completo abito bianco. Loretta e Pierfrancesca stanno insieme da 13 anni, ad esempio, e dicono ai cronisti presenti “grazie al sindaco Marino“, perché “le porte si aprono piano piano, e questo è un primo passo importante sopratutto per nostro figlio“, che hanno scelto di portare in carrozzina mentre vengono a pronunciare pubblicamente il loro impegno: “Le nostre famiglie sono tutte qui, gli amici, ci sostengono l’hanno sempre fatto“.

 

Dario e Andrea sono una coppia storica del movimento omosessuale capitolino: “Stiamo insieme da 29 anni“, dicono, “ci siamo sposati in Canada da 6 e abbiamo già trascritto il loro matrimonio quando il sindaco Ignazio Marino ha provveduto alle trascrizioni degli atti esteri“, continuano: “Ma la trascrizione non dava nessun effetto, visto che il nostro matrimonio non è riconosciuto in Italia. Con il registro delle unioni civili ci vengono riconosciuti dei diritti, sebbene limitati al territorio del comune. E questo è importante, sopratutto per i nostri figli“: ne hanno tre. Una bambina più grande e due più piccoli. Sono molti i bambini, i parenti, gli amici che sono intervenuti nella sala della Protomoteca in Campidoglio, gremita per l’occasione.

UNIONI CIVILI ROMA, LE CONTESTAZIONI E LE POLEMICHE

Spiccano i colori delle coppie, sopratutto i due uomini che scelgono di unirsi con un vistoso cilindro giallo, o gli esponenti storici del movimento omossessuale romano che portano con sé un vistoso ventaglio color arcobaleno; o i colori viola di Paola e Stella, militanti femministe, che raccontano dei loro “31 anni di convivenza insieme”; Barbara e Daniela dicono ai cronisti che “essere qui è un simbolo”. Poco prima dell’inizio della cerimonia, la contestazione: un cittadino anonimo che non si qualifica come militante politico, ma che racconta di essere stato accusato più volte di essere “di estrema destra” (anche se dice di sentirsi sopratutto “un cittadino romano”), aggredisce le coppie che attendono l’entrata in Protomoteca: “Queste cose fatele in privato, non in pubblico. Roma non vi vuole, andatevene“. Momenti di tensione mentre una coppia di donne cerca di fermare la rabbia del contestatore, dalla Protomoteca escono consiglieri comunali ed esponenti politici a placare gli animi: “Non accettiamo provocazioni oggi. La festa è dentro la sala“, dice Giulia Tempesta, del Partito Democratico, uscendo di corsa dalla stanza cerimoniale.

Un incidente di percorso, secondo i consiglieri comunali presenti, che non causa ritardi nella tabella di marcia: non ci sono altri incidenti da parte delle forze sull’altro lato della barricata rispetto alla giunta di Ignazio Marino, né d’altronde l’opposizione in Campidoglio sembra particolarmente intenzionata a mettersi di traverso riguardo il giorno delle Unioni Civili – Sveva Belviso, ex assessore di Gianni Alemanno, ha anche votato a favore della delibera. Nessuna contestazione organizzata dalla destra in Campidoglio, dicevamo, l’unico a prendere posizione è il consigliere di destra di Noi Con Matteo Salvini, Marco Pomarici.

 Quella che sta andando in scena in Campidoglio è la celebrazione delle unioni “incivili”.La delibera su cui si fonda l’iniziativa è “incivile” perché non regolamentata dall’unico organo deputato competente: il Parlamento. Pertanto non ha alcuna efficacia giuridica poiché non rientra nell’autonomia regolamentare degli enti locali la potestà di disciplinare situazioni di diritto familiare. I Comuni, lo ricordo, non hanno competenza per creare un nuovo “status” personale dei loro cittadini, perché la Costituzione riserva esclusivamente alla legge statale la materia “stato civile e anagrafi”. La sinistra romana, con la delibera di oggi, ha voluto, ancora una volta, dare sponda a chi si batte per il matrimonio e le adozioni gay. La decisione ci rammarica ma non ci stupisce

Questa la nota di Pomarici, affidata alle agenzie.

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UNIONI CIVILI ROMA, “E’ UN AMORE POLITICO”

Intorno alle 3 inizia la cerimonia di registrazione con i saluti di Alessandra Cattoi, assessore delegata alle Pari Opportunità che apre la cerimonia in sostituzione del sindaco Ignazio Marino impegnato a Palazzo Chigi in un incontro con il governo di Matteo Renzi. Ad iniziare è una coppia eterosessuale, due volti noti del mondo dello spettacolo: Michela Andreozzi e Massimiliano Vado. “Noi siamo qui come atto politico“, dicono, “facciamo politica per quello che possiamo, in questo modo, cercando di dare il nostro contributo. Avevamo deciso che non avremmo fatto questo passo fino a che non l’avrebbero potuto fare tutti, viviamo nel mondo dello spettacolo e abbiamo tantissimi amici omosessuali.  Quando Imma Battaglia ci ha chiesto se volevamo essere i primi a celebrare questa unione, noi abbiamo detto subito sì“. E infatti la coppia di attori sarà la prima ad essere iscritta nel registro proprio dalla consigliera di Sinistra, Ecologia e Libertà, Imma Battaglia, che rivendica con il discorso di apertura la propria storia politica personale.

Questo che celebriamo oggi è un amore politico. Oggi voglio farvi piangere e condividere con voi la gioia; è vero che questo non è un matrimonio, ma è comunque un’unione importante, perché l’amore pubblico è diverso da quello clandestino, perché c’è un registro in cui voi siete registrati come coppia davanti agli altri, e questo significa che anche noi siamo impegnati con voi.

“Benvenuti a casa vostra”, scandisce Giulia Tempesta mentre registra l’iscrizione della prima coppia di fatto omosessuale nei registri di Roma Capitale.

Seguono gli altri consiglieri comunali e municipali: Fabrizio Panecaldo, capogruppo Pd in Consiglio, Gianluca Peciola, capogruppo di SeL, e vari consiglieri municipali.

UNIONI CIVILI ROMA, OCCHI PUNTATI VERSO RENZI

Per la maggioranza che sostiene Ignazio Marino è un giorno di festa, sopratutto per l’ala sinistra della coalizione, Sinistra Ecologia e Libertà che più di una volta ha mostrato di avere una posizione dialettica nei confronti del primo cittadino, e che oggi però si prende visibilmente un giorno di pausa dai conflitti politici dell’aula Giulio Cesare per ritrovare la coesione sui diritti civili. Gianluca Peciola dedica la sua celebrazione allo scrittore Erri de Luca, sotto processo per i fatti della Tav.

Questa è una giornata storica perché afferma la centralità di Roma nella lotta per i diritti per tutte e per tutti. Per la Capitale è una festa, è un segnale per la politica nazionale, anche se questa si dimostra spesso sonnolenta. Roma manda oggi un segnale in controtendenza sui diritti civili a livello nazionale, proprio mentre il diritto alla libertà di espressione è messo in discussione come nel caso di Erri de Luca a cui va la nostra dedica

Così Peciola, capogruppo di Sel in Aula Giulio Cesare.

Posted by Gianluca Peciola on Giovedì 21 maggio 2015>

Per tutte le coppie, dicono ai cronisti i protagonisti della giornata fra la Protomoteca e le scale, questo è un primo passo, “un primo momento importante nella lotta per l’uguaglianza“. Gli occhi di tutti sono puntati su Palazzo Chigi, su Matteo Renzi: Ora aspettiamo che cambi il paese“, dicono dal microfono le coppie sposate: “Aspettiamo di vedere come finirà il ddl promosso da Monica Cirinnà sul riconoscimento delle unioni civili a livello nazionale“.

Tutte le foto: Tommaso Caldarelli / Giornalettismo