La vita da pacchia del prete in Brasile

21/12/2011 - La foto di Oggi con Don Verzé e Mario Cal. E le “ragazzine” di Report Don Verzé, poverino, era un prete d’affari. E quindi è il minimo che si sia dato da fare tanto, e si sia anche rilassato tanto

     
 

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La foto di Oggi con Don Verzé e Mario Cal. E le “ragazzine” di Report

Don Verzé, poverino, era un prete d’affari. E quindi è il minimo che si sia dato da fare tanto, e si sia anche rilassato tanto nella sua vita tutta spesa a favore dei bisognosi. Le foto del settimanale Oggi pubblicate oggi anche da Libero testimoniano quindi dei suoi momenti di relax in Brasile.

Una vitaccia, insomma. E Libero ce la racconta:

Momenti di relax in piscina e a pranzo, prima del quale, stando alla ricostruzione del settimanale, gli ospiti facevano il segno della croce, seguendo le regole del sacerdote. Le foto ritraggono anche un vip, l’attore Renato Pozzetto, a tavola con il fondatore del san Raffaele e i suoi collaboratori. Don Verzè è ritratto anche mentre gioca a carte. Con lui un sorridente e rilassato Mario Cal, il cui suicidio, avvenuto nel luglio scorso, ha poi fatto partire l’intera inchiesta. È risultato immediatamente evidente che dietro il buco dell’ospedale, considerato una delle eccellenze in Italia, si nascondevano problemi di altissima gravità. Il semplice dissesto finanziario era sembrato fin dall’inizio una motivazione fragile per spongere il braccio destro di dion Verzè a togliersi la vita. Secondo Oggi la compagnia di Verzè e Cal spesso raggiungeva la fazenda, affacciata sull’Oceano Atlantico, in elicottero. In tal modo evitavano per evitare le cinque ore in Suv nero cilindrata 3 mila da Salvador de Bahia a Conde.

Lì trovavano due piscine (in un’altra fazenda, invece, campi da tennis, pony, gabbie con scimmie):

Gli ospiti in Brasile alloggiavano nei bungalow. Alle 8 della domenica mattina don Verzè celebrava messa. Già nelle settimane scorse la trasmissione Report di Milena Gabbianelli aveva messo sotto nuova luce le ragioni dell’investimento del San Raffaele in Brasile ementendo la natura filantropica dell’ospedale di Salvador de Bahia. Andrea Garziera, per sei anni direttore generale della struttura, conferma: «Hanno sempre evitato di pagare le tasse (com’è consentito in Brasile agli enti filantropici) senza averne i meriti». Il padre di Andrea Garziera, Luigi, ex distributore di alcolici del Veneto, è socio d’affari di don Verzé. È con lui che – come mostra il tour tra le fazendas del gruppo – il prete manager si lancia nei business alternativi delle coltivazioni dell’uva. Uno dei soci occulti, secondo Report, è Pierino Zammarchi, che ha realizzato molte delle opere edilizione del San Raffaele, indagato a Milano con don Verzé e altri per bancarotta. Dove ci sono investimenti nelle strutture cliniche spesso vengono costruite anche maestose ville. Una fra le tante, frequentata dal fondatore del San Raffaele e dai fedelissimi, sulle sponde del fiume San Francisco in Brasile. Luigi Garziera, tra le diverse rivelazioni, ha raccontato a Report le «scorribande» sessuali assieme a Mario Cal con ragazzine di appena 13-14 anni.

     
 

58 Commenti

  1. Paquito scrive:

    @ luca: don Verzè non è mai stato scomunicato. Nel 1973 fu “sospeso a divinis” (cioè gli fu proibito di celebrare la messa e gli altri sacramenti, pur mantenendo la dignità sacerdotale) dalla Curia di Milano, limitatamente all’ambito territoriale dell’archidiocesi milanese. Ma don Verzè è sacerdote della diocesi di Verona, e quella Curia non gli ha mai inflitto provvedimenti del genere, e lo ritiene abilitato alla celebrazione del culto.

    • LinkUlata scrive:

      Finalmente qualcuno con un pò di cervello! Come si può fare confusione tra “scomunicato” e “sospeso a divinis”? Carino come quel coglione di luca dice “basta informarsi per non dire cavolate”, quando lui è il primo a dire bestialità come “scomunicato a divinis”. Ci vorrebbe un modo per escludere i tredicenni da internet…

  2. "Una voce poco fa" scrive:

    Mettiamola come volete! Resta il fatto che don verze’( il minuscolo e’ di necessita e di principio!) e’ un grande lestofante! Non ci sono validi motivi , per ” capirlo” ! Ma non ci scordiamo che disse che il Berlus-tappo, era un dono di Dio !!

  3. "Non capisco.. ma mi adeguo" scrive:

    Leggendo i vostri interessanti post, alcuni mi lasciano basiti! Anzi solo quelli del difensore ad oltranza di Don Luri.. do! (era meglio Don Lurio! grande ballerino americano della nostra Rai ,in bianco- nero) ; Ma come si possono avere quelle idee! quando la realtà e’ tutt’altra cosa!Mi ricorda -@Luca, lo straquadanio del don verze’!! Ma prima di ripetere , come una sorta di mantra, don verze,’ e’ stato scomunicato a divinis, tra l’altro o e’ vera una
    Cosa , o l altra !! informati meglio!! Come certamente ha fatto la grande Gabanelli! prima di mandare in onda , il servizio di Report!! -@Luca: datte na carmata , (stai calmo) dicheno a Roma!!…

  4. guido scrive:

    @ Giancarlo, scusa Giancarlo, se il fatto di non essere condannati significa essere innocenti, mi devi dire quando e quale tribunale abbia condannato Stalin, pol-pot, o Castro, se non il tribunale degli uomini giusti e onesti, e poi perchè difendere l’indifendibile, che don Verzè abbia commesso gravi reati economici lo dice la realtà dei debiti della fondazione,che abbia anche quelli sessuali non lo so, ma quello che si sà basta e avanza; in quanto a Luca sono persone come don verzè che fanno perdere fiducia in istituzioni come la chiesa e i preti, quelli che si fanno in quattro per gli altri e ce ne sono, dovreste essere i primi a cacciarle persone come don verzé,gia che non vale solo la condanna giudiziale, ma più spesso è la condanna morale che viene chiesta e negata dalle gerarchie;ti chiedi dove fossero i giudici negli ultimi 40 anni, e io ti chiedo, e dove erano i cattolici negli ultimi 40 anni?

  5. angy scrive:

    Ke schifo…

  6. Messaggero scrive:

    non ho capito in che anno fu scuminacato..

  7. aurelio scrive:

    Hoo Sig Luca, hai detto 30 volte che e’ stato scomunicato! ma stai zitto un attimo bigotto!

  8. fabio scrive:

    lasciamolo in pace……. se fosse stato un vero prete avrebbe solo raccolto i fondi per qualche ambulanza……nella grande macchina da soldi qual’e’ la sanita’ se non si diventa lupi e’ facile fare la fine della nonna di capuccetto rosso……

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