Il paese liberato dal fumo
20/12/2011 - Il Brasile è la nazione smoke-free più grande del mondo: vieta le bionde in tutti gli spazi chiusi collettivi privati e pubblici Il governo del Brasile ha promulgato una nuova legge che protegge la salute dei suoi oltre 190 milioni
Il Brasile è la nazione smoke-free più grande del mondo: vieta le bionde in tutti gli spazi chiusi collettivi privati e pubblici
Il governo del Brasile ha promulgato una nuova legge che protegge la salute dei suoi oltre 190 milioni di abitanti tramite il divieto di fumare in tutti gli spazi chiusi utilizzati dalla collettività, sia pubblici che privati. Firmata dal presidente Dilma Rousseff, la nuova legge fa del Brasile il più grande paese al mondo a dichiarare tutti i luoghi di lavoro e le zone al coperto “smoke-free” al 100%.
LA LOTTA AL FUMO - Con questa presa di posizione storica, il Brasile diventa il 14esimo paese delle Americhe a proclamarsi “libero dal fumo” dal 2005. Uruguay, Colombia, Panama, Guatemala, Barbados, Trinidad e Tobago, Argentina, Perù, Honduras, Venezuela, Ecuador e El Salvador lo hanno fatto in precedenza con leggi nazionali, mentre il Canada ha adottato alcune norme sub-nazionali che proteggono il 90% della sua popolazione. Il consumo di tabacco è la causa principale di attacchi cardiaci, ictus, tumori e altre malattie croniche che si sono trasformate in epidemia in tutto il mondo. La direttrice del PAHO – Pan American Health Organization – , la dottoressa Mirta Roses, ha commentato: “I nostri Paesi sono sempre più consapevoli che il controllo del tabacco è una questione di vita o di morte”.
LA LEGGE - La nuova legge del Brasile, oltre a imporre il divieto di fumare in tutti gli spazi chiusi utilizzati collettivamente, vieta anche la pubblicità del tabacco nei punti di vendita, aumenta le tasse sui prodotti del tabacco e impone l’aumento della dimensione delle avvertenze che devono essere incluse su entrambi i lati dei pacchetti di sigarette – per intenderci, quelli che avvisano delle cause del fumo e, in alcune nazioni, mostrano immagini che tendono a scioccare il consumatore. Più del 17% degli adulti fuma in Brasile e circa 200mila brasiliani muoiono ogni anno a causa del consumo di tabacco. L’uso del tabacco è anche associato al 45% degli attacchi di cuore letali, all’85% dei decessi a causa di enfisema polmonare e al 30% delle morti per cancro.
LA CAMPAGNA - Misure come quelle stabilite dalla nuova legislazione in Brasile rientrano nell’ambito della convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità sul controllo del tabacco (WHO FCTC), il primo trattato internazionale di salute pubblica che richiede ai suoi Stati membri di applicare una serie di politiche e misure per ridurre il consumo di tabacco e di proteggere la propria popolazione dall’esposizione al fumo passivo. Il trattato è in vigore dal 2005. La FCTC raccomanda sei misure che, dimostrato con prove scientifiche, aiutano a ridurre la domanda di tabacco: utilizzare avvertenze sanitarie grafiche che coprono gran parte dei pacchetti di sigarette o tabacco, monitorare il consumo dei prodotti del tabacco, proteggere la popolazione dall’esposizione al fumo passivo, offrire aiuto a coloro che desiderano smettere di fumare, far rispettare il divieto di pubblicità del tabacco, promozione e sponsorizzazione dello stesso e, infine, aumentare le tasse sui prodotti del tabacco.
LE MORTI - Come riporta Pharmpro, ogni anno il tabacco uccide circa 6 milioni di persone in tutto il mondo, come risultato sia del consumo diretto che dell’esposizione al fumo passivo. Almeno 1 milione di questi decessi si verifica nelle Americhe. L’uso di tabacco è un fattore di rischio per sei delle otto principali cause di morte nel mondo e il tabacco è l’unico prodotto legale che uccide da un terzo alla metà dei suoi consumatori se utilizzato esattamente come previsto dal fabbricante.













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