padiglioni expo 2015
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Expo 2015: le 15 cose da non perdere

Siamo tornati a Expo 2015 a una settimana dalla sua inaugurazione: dopo la cerimonia di apertura del 1 maggio alla presenza di autorità e vip, in questi giorni i viali e i padiglioni dello spazio espositivo di Rho-Fiera sono letteralmente “invasi” da decine di scolaresche arrivate da ogni parte d’Italia – ma anche dall’estero – per visitare l’Esposizione Universale. prima della chiusura delle scuole.

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Un gruppo di ragazzi sulla rete del Padiglione Brasile – Photocredit: Giornalettismo

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EXPO 2015: COSA VEDERE –

La nostra esplorazione di Expo si è concentrata sopratutto all’interno dei padiglioni, per cercare di capire “cosa ci sia dentro” e vedere come i vari paesi abbiano scelto di declinare il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Moltissimi padiglioni  – come Germania, Belgio e Azerbaigian solo per citarne alcuni – giocano la carta dell’edutainment e propongono percorsi tematici che permettono di conoscere i processi produttivi di determinati alimenti attraverso infografiche, schermi interattivi, ricostruzione di ecosistemi con piante e fiori. Si tratta di una scelta particolarmente apprezzata dai più giovani, ma che piace anche agli adulti una volta che si smaltisce un po’ “l’ubriacatura da design” che investe il visitatore non appena si entra. Design che la fa da padrone in tutti i padiglioni, tra architetture futuristiche e riproduzioni di edifici tradizionali, specialmente per quanto riguarda i paesi del Medio Oriente. Passare in rassegna tutti i padiglioni sarebbe stato piuttosto complicato: abbiamo selezionato una serie di punti di interesse “da non perdere” che si snodano lungo l’itinerario più classico, percorrendo il Decumano da Ovest a Est.

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1. PADIGLIONE ZERO –

È il primo padiglione che si incontra entrando nel sito espositivo dagli ingressi Ovest (cioè venendo dalla stazione della metropolitana di Rho-Fiera). Attraversando le sale del padiglione si rivive la storia dell’uomo: la nascita dell’agricoltura, dell’allevamento, l’urbanizzazione, la globalizzazione e, purtroppo, anche le disuguaglianze economiche che dividono le popolazioni, e gli sprechi alimentari. Il viaggio si conclude tornando all’esterno, con un enorme albero attorno a cui è stato costruito il padiglione stesso.

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2. PADIGLIONE BELGIO: SISTEMA IDROPONICO –

All’interno del padiglione belga si impara cos’è la coltura idroponica e come funziona. In breve: i pesci all’interno della vasca producono nutrimento per le piante (che, in questo caso, sono piantine di basilico e insalata). A loro volta le piante, attraverso il processo di fotosintesi, filtrano e puliscono l’acqua e la ri-ossigenano, in modo che possa tornare ai pesci senza che se ne sprechi neanche una goccia.

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Photocredit: Giornalettismo

3. PADIGLIONE BRASILE: LA RETE INTERATTIVA –

Una delle attrazioni più gettonate di Expo 2015, sopratutto da parte dei più giovani, si trova nel padiglione del Brasile: una rete elastica “da scalare” che porta direttamente all’ingresso dell’area espositiva. Camminandoci sopra si può interagire con l’ambiente circostante, modificando i suoni della Foresta Amazzonica che si sentono in sottofondo.

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Photocredit: Giornalettismo

4. PADIGLIONE BIELORUSSIA –

Una chicca assolutamente da vedere per chi ama il design: la ruota di un mulino ad acqua montata all’interno di una collina verde, piena di fiori.

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Photocredit: Giornalettismo

5. PADIGLIONE MALAYSIA –

Altro gioiello di design: il padiglione della Malesia si compone di quattro strutture di legno a forma di seme. È particolarmente bello da fotografare (e infatti lungo il percorso esterno ci sono le indicazioni dei migliori punti panoramici).

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Photocredit: Giornalettismo

6. PADIGLIONE CINA: IL TETTO DI BAMBÙ –

Il padiglione cinese è forse uno dei più grandi (e dei più visitati) e si sviluppa attorno al tema del rapporto tra l’uomo e la natura. Il tetto ondulato della struttura la rende riconoscibilissima anche da lontano: al suo interno si può notare come non ci sia nessuna colonna a sorreggere il tetto di bambù, anche se ad attirare l’attenzione è sopratutto l’installazione di LED colorati che si può ammirare dalla terrazza panoramica. Una serie di pannelli racconta il ciclo produttivo del tofu e del riso ibrido, che permette di aumentare di molto i volumi di produzione di questo cereale: per ogni ettaro coltivato, si ricavano 800 chili di riso. Un’innovazione volta – si legge all’interno del padiglione – a sfamare sempre più persone in tutto il mondo, cinesi e non.

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Photocredit: Giornalettismo

7. PADIGLIONE AZERBAIJAN: LE TRE BIOSFERE MADE IN ITALY –

Si trova più o meno a metà del Decumano ed è sicuramente uno dei padiglioni più belli di Expo 2015. Il concetto è quello di rappresentare tre biosfere in altrettante sfere costruite in vetro e legno, che riproducono le aree climatiche e le diversità paesaggistiche del paese. Il padiglione si sviluppa su tre piani, e all’ultimo piano una serie di pannelli interattivi permettono di scoprire i segreti dei prodotti tipici dell’Azerbaijan, dal miele alle mele passando per il grano. Una curiosità: il padiglione azero è stato progettato e realizzato da un team di architetti napoletani, e gli addetti ai lavori di Expo 2015 l’hanno già ribattezzato The Jewel, Il Gioiello.

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Photocredit: Giornalettismo

8. PADIGLIONE PAESI BASSI: LE PATATE SALATE –

È costruito come un vero e proprio luna park: a differenza degli altri padiglioni non ci sono strutture “fisse” ma una serie di tendoni che ospitano i pannelli informativi, una ruota panoramica, giochi per i più piccoli e diversi furgoncini e chioschi dove si possono acquistare patatine fritte, polpette e formaggi. Ma al di là dell’aspetto ludico del padiglione neerlandese si scopre presto che il tema che sviluppa è l’innovazione in campo alimentare: all’interno dei tendoni si impara a conoscere il cibo hi-tech che potrebbe diventare il cibo del futuro, come le “patate salate”. Queste ultime, in particolare, non sono frutto della bioingegneria, ma sono il risultato di Madre Natura: partendo dal principio che l’acqua dolce per irrigare i campi è un bene prezioso e che la salinità delle acque di fiumi e laghi continua ad aumentare, i biotecnologi olandesi hanno scoperto che un particolare tipo di patata, anche se coltivata in terreni ricchi di sale, riesce a produrre naturalmente più zucchero restando quindi commestibile.

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9. PADIGLIONE REGNO UNITO: L’ALVEARE –

Il padiglione britannico è un enorme alveare: vi si accede attraversando un giardino pieno di erbe e fiori, circondato da pareti piene di buchi dove si può “spiare” alla ricerca di video e infografiche che raccontano il ciclo produttivo del miele. Una volta entrati nell’alveare, una simulazione riproduce le vibrazioni create dalle api per comunicare tra loro.

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Photocredit: Giornalettismo

10. PADIGLIONE FRANCIA –

Il padiglione francese è costruito a mo’ di grotta, a cui si accede da un labirinto-giardino che mostra il cibo non solo come fonte di vita, ma anche come piacere: una serie di sfere profumate raccontano i prodotti tipici della Francia, dai formaggi ai vini.

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Photocredit: Giornalettismo

11. PADIGLIONE GERMANIA: LA SEED CARD –

Un altro gioiello di Expo: all’ingresso del padiglione tedesco ogni visitatore riceve un cartoncino bianco che, una volta all’interno del sito espositivo, serve per “leggere” le informazioni semplicemente avvicinandolo alle installazioni. Il tema del padiglione tedesco è “Fields of Ideas”, (Campi di idee) e invita al rispetto della Natura e alla bio-sostenibilità. Al piano superiore è stato costruito un giardino di piante aromatiche: la visita si conclude con un “volo” sulla Germania proiettato su centinaia di schermi (e visto dalla prospettiva delle api che sorvolano idealmente il paese).

Guarda il video: 

 

12. PADIGLIONE GIAPPONE –

Vale la pena di arrivare fino in fondo al Decumano solo per dare un’occhiata ai diciassettemila pezzi di legno incastrati l’uno con l’altro che formano la struttura del padiglione giapponese che, al suo interno, propone la dieta tradizionale giapponese come modello di alimentazione equilibrata, in antitesi al problema dell’obesità che caratterizza i cittadini di diversi paesi occidentali.

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Photocredit: Giornalettismo

13. PIAZZA DELLA BIODIVERSITÀ –

Si trova alla fine del Decumano (quindi dal lato opposto rispetto al Padiglione Zero), accanto alla Collina Mediterranea. È un vero e proprio orto realizzato da Slow Food: una zona silenziosa e tranquilla e particolarmente adatta per i bambini. All’interno delle strutture in legno si possono seguire diversi percorsi di edutainment come, ad esempio, riconoscere gli odori delle erbe aromatiche o dei semi nascosti all’interno di scatole chiuse.

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Photocredit: Giornalettismo

14. PADIGLIONE ESTONIA: LE ALTALENE  –

Si trovano all’inizio del padiglione estone: una serie di altalene di legno, i kiik, sulle quali basta dondolarsi per produrre energia elettrica. La quantità di energia prodotta è visibile su uno schermo sistemato sopra il kiik stesso.

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Photocredit: Giornalettismo

15. L’ALBERO DELLA VITA –

Il simbolo di Expo 2015, si trova esattamente di fronte a Padiglione Italia e al centro della Lake Arena, con i suoi giochi d’acqua. Allo scoccare di ogni ora, per tutta la durata di Expo 2015, l’Albero della Vita si anima in uno spettacolo di luci, suoni e colori. E dal tronco spuntano dei fiori colorati.

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Photocredit: Giornalettismo

BONUS. IL CROCOBURGER –

È possibile mangiare la carne di coccodrillo a Expo: presso il Padiglione Zimbabwe, a partire dal 10 luglio, è in vendita il Crocoburger, uno speciale hamburger fatto di carne di coccodrillo. Non solo: sempre presso il padiglione dello Zimbabwe si potrà anche acquistare la Crocopizza e filetti di coda di coccodrillo sott’olio, per gli assaggiatori più temerari.

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(Scritto da Valentina Spotti e Maghdi Abo Abia – Photocredit copertina: Giornalettismo)