Englaro, coscienze scatenate e parole in libertà

9 febbraio 2009

Sul caso Englaro si saranno anche smosse le coscienze, come si dice con una frase fatta in questo periodo; ma soprattutto sono all’opera a grande velocità le lingue. E siccome a noi questo non dispiace, procediamo a cogliere fior da fiore dalle dichiarazioni pubbliche dei personaggi implicati in – o che hanno voluto a tutti i costi impicciarsi di – una vicenda che già è scivolata dal tragico al comico, e che prossimamente, probabilmente, arriverà al farsesco. Silvio è sempre il migliore. Il cronista del Tg5 ieri sera da Cagliari commentava suppergiù: “secondo Berlusconi è sostanzialmente in atto una lotta tra la cultura della vita e la cultura della morte”. Che il premier l’abbia detto è sostanzialmente confermato da pressoché tutti i quotidiani italiani. Nessuno però che si sia dimostrato di memoria lunga. Intervista di Veronica Lario (la moglie di Berlusconi) al Corriere, data nel 2005: “Ho avuto un aborto terapeutico, molti anni fa. Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, che cosa potevo fare, che cosa fosse più giusto fare. Al settimo mese di gravidanza sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire“. Anche qui, sarebbe stato curioso, visto che il fatto è pubblico e non privato per scelta della protagonista, sapere cosa ne pensa, Berlusconi, del fatto che la moglie non si è dimostrata della sua stessa opinione, all’epoca. Se poi ci si aggiunge, a proposito di necessità e urgenza del decreto, che Beppino Englaro ieri ha rivelato che nel 2004 scrisse una lettera all’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiedendogli aiuto, ma quest’ultimo non gli rispose. Perché tutta quest’urgenza, oggi? Forse perché a chiedere è qualcun altro?

Da applausi è l’intervento del professor Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere, il giornale italiano più letto e più influente. Il professore prima appoggia Napolitano nella scelta di non firmare il decreto legge, poi ci va giù pesante in sostegno del merito del provvedimento del governo: “A suscitare forti dubbi è proprio il fondamento stesso della decisione finale presa dalla magistratura e cioè l’asserita volontà (ricostruita ex post su base totalmente indiziaria; ripeto: totalmente indiziaria) di Eluana“. Galli Della Loggia, uno che si dice un convinto liberale, dice infatti una cosa forse opinabile. Infatti, non c’è nessuna base indiziaria: la prova, nei processi, è stata acquisita attraverso prove testimoniali. Multiple, quindi non è vero nemmeno che ci sia solo la testimonianza del padre, in questa storia. Continua Della  Loggia: “L’altissima opinabilità di questa ricostruzione è dimostrata dal semplice fatto che in precedenza per ben due volte (Tribunale di Lecco nel 2005, Corte d’appello di Milano nel 2006) le conclusioni dei giudici erano andate in direzione opposta a quella successiva“. Anche qui, la logica secondo la quale queste decisioni sarebbero significative, appare fantasiosa: non può non sapere, il professore, che nel nostro sistema le parti presentano elementi di prova che, una volta accertati come tali dai tribunali, sono prove a tutti gli effetti. Il resto, mancia. Aggiunge il professore: “Ed è precisamente sulla base di questa direttiva emanata dai giudici supremi che la Corte d’appello di Milano cambia nel 2008 il proprio orientamento e quelli che prima erano indizi generici si tramutano in prove della personalità di Eluana «caratterizzata da un forte senso d’indipendenza, intolleranza delle regole e degli schemi, amante della libertà e della vita dinamica, molto ferma nelle sue convinzioni“. E anche questa appare un’argomentazione un po’ speciosa (nonché presupponente). E’ possibile confutarla con un argomento contrario? Poniamo il caso che Eluana invece avesse lasciato scritte le sue volontà due giorni prima di morire in un foglietto scritto da lei e firmato con il sangue, alla presenza di ben due testimoni e un notaio, sarebbe cambiato qualcosa? La risposta, sostanzialmente, è no. Perché di certo i giudici chiamati a giudicare avrebbero acquisito un elemento di prova in più, ma esso stesso sarebbe stato “indiziario”, secondo la logica di Della Loggia (allitterazione, prof. Tié). E lo sa il motivo, il professore? Il motivo è che non c’è una legge che attesti una dichiarazione del genere come prova definitiva. Adesso ci si chieda chi è che sta combattendo contro la legge sul testamento biologico, e si è appena ottenuto il prossimo editoriale “libbberale” di Galli della Loggia. “Ma guarda un po’! Torno a chiedermi: c’è o non c’è motivo di qualche perplessità, forse anzi più d’una?“, si domanda a un certo punto Galli della Loggia del Corriere della Sera. E la replica non può essere che una, ci viene da dire: dipende da come si espongono le cose. Se lo si fa correttamente, forse la risposta può essere più no che sì.

E’ poi bellissimo che il vescovo emerito di Isernia, monsignor Andrea Gemma, abbia l’ardire di dichiarare la seguente verità: “Il tragico destino di Eluana Englaro che da questa mattina non viene piu’ alimentata in attesa che muoia ricorda il martirio di San Massimiliano Kolbe ad Aushwitz“. Ecco, magari al monsignore bisognerebbe anche ricordare che sulla storiella di Aushwitz, almeno ultimamente, nella Chiesa c’è dibattito. Da annoverare tra i classici del trash poi questo pezzo di Valeria Mottola: “Il volto sul cuscino, gli occhi grandi e scuri, i denti bianchi, come nelle foto. Quello che resta di Eluana: l’immagine sbiadita della bruna stupenda dalle ciglia allungate dal rimmel e il sorriso che tutte vorrebbero. La malattia l’ha cambiata, ma i lineamenti sono gli stessi. Delicati, più lievi, i suoi tratti hanno ancora qualcosa di bello. È lì, nel suo letto d’ospedale, dove l’ho vista per l’ultima volta lo scorso 11 ottobre. Capelli neri alla nuca, la fronte spaziosa, le guance più chiare del solito. Fa tenerezza“. Ecco, nemmeno Tim Burton con la Sposa Cadavere era riuscito a scendere tanto nel grottesco.

Ma in tutto ciò, la nota più bella è questa, che è davvero clamorosa. Andreotti: “Il governo non doveva impicciarsi“. Come deve regolarsi un cattolico praticante come lei? “Credo che sia un problema che ognuno debba risolversi come crede. Non esiste una regola generale. Mi sembra un modo troppo sbrigativo quello di rifarsi a pronunciamenti esterni alla coscienza. Tanto più che se la Chiesa non fissa espressamente una norma nel proprio magistero, noi cattolici non siamo esposti né tenuti a conformarci. Quindi, fissare il limite di ciò che è o non è vita, è una questione che ognuno di noi deve affrontare nel proprio io“. Chapeau, Belzebù. Non avrei mai pensato di doverlo dire.

(vignetta di Diderot; grazie a Chiara Lalli, Alessandro Guerani e Maria Teresa Mura per segnalazioni e/o consulenze)

7 commenti a Englaro, coscienze scatenate e parole in libertà

  1. Fabio

    Silvio sta strumentalizzando la storia di Eluana solo per visibilità mediatica unica csa che gli riesce in quanto alla chiesa ha talmente tante cose da nascondere e non solo del passato che cavalcare l’onda di perbenismo morale è l’unica osa che può fare. Tutta la fccenda è rivoltante

  2. Lo schifo più grande è proprio lì: come si fa a decidere della vita e della morte di una persona (una? di milioni di noi!!) con un dl prima e un ddl d’urgenza ora? È uno schifo.

  3. Il problema è che la si sta buttanto in “caciara” con questa storia della “coscienza”. Stanno impedendo in tutti i modi di far valere un diritto sancito dalla corte costituzionale. Punto.

    Tutto il resto è insabbiamento. Quel che c’è è il tentativo dello Stato, con minacce e soprusi, di impedire il godimento di un diritto certificato dopo anni di sentenze e battaglie legali.

    Quando lo Stato rifiuta il diritto e si arroga di cambiarlo in corso d’opera con una legge ad personam, da un punto strettamente tecnico, non si è più in democrazia.

  4. cordapazza

    A me fa specie, perché è chiaramente strumentale, l’uso, sui giornali e nelle aperture dei tg, del termine “cibo” per indicare la nutrizione di Eluana: sarà che sono sensibile alle parole; sarà che la parola cibo richiama, in questo caso impropriamente, idee di vivande, pietanze, cottura:idee di solidità insomma.
    Cito Marino su Rep di sabato scors, che a sua volta citava il presidente della società europea di nutrizione clinica e metabolismo:”la nutrizione artificiale è terapia medica a tutti gli effetti: utilizza nutrienti (E NON ALIMENTI) preparati con procedure farmaceutiche somministrati per via artificiale (…); la nutrizione artificiale richiede il consenso informato del paziente”
    p.s. si scrive auschwitz:-)

  5. cordapazza

    infatti, è in atto un cambiamento materiale e neanche tanto sotterraneo della democrazia e della divisione dei poteri, mentre si gioca sulla dabbenaggine della gente che fa le fiaccolate sotto la clinica di Udine: sembra un film di terry gilliam

  6. “una vicenda che già è scivolata dal tragico al comico, e che prossimamente, probabilmente, arriverà al farsesco”
    Sono d’accordo!
    …e che dire della probabilità di un provvedimento di sequestro della stanza di Eluana?

  7. Oliver

    Fino ad ieri il caso di Eluana era un ottimo pasto per attirare le folle e l’opinione pubblica e farsi autopropaganda…. giocare sul falso moralismo di perbenismo fatto unicamente di ipocrisie e speculazioni.

    Ora le cose sono cambiate, Eluana oggi ha vinto!!! finalmente è libera… libera!!! una parola che da fastidio a molti…. tutti quei moralisti che pretendevano che fosse tenuta in vita…. ma tenuta in vita per quale motivo? forse per lavarsi le coscienze? o cosa?

    Pochi hanno capito veramente il dramma di Eluana e della sua famiglia…. sarebbe il caso che molti pensassero prima di parlare….

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