E’ ora di dire basta alle calunnie contro i poveri politici italiani. Calunnie come le statistiche sulla loro presenza e produttività al parlamento europeo, che li dipingono assenteisti e fannulloni. Spezziamo una lancia in loro favore

Dicono che gli europarlamentari italiani siano dei fannulloni ma non è vero. I nostri politici sono sempre molto impegnati, non hanno mai un minuto di tempo. Invece i loro colleghi inglesi, francesi e tedeschi (per non parlare di quegli sfaticati perditempo dei finlandesi che partecipano al 90% delle sedute), non avendo nulla da fare, si divertono dentro l’aula di Strasburgo, perdendosi in inutili discussioni sui dossier europei su energia, commercio, coesione economia, aiuti alle imprese, ricerca scientifica e discriminazione etnica, dossier che hanno l’unico effetto di stabilire quali saranno le future scelte dell’Europa su queste bazzecole.
I nostri 78 europarlamentari invece non hanno tempo da perdere e quindi disertano le sedute del parlamento europeo. Devono occuparsi di questioni più importanti: organizzare una cena elettorale a Casalpusterlengo, conquistare un posto a Montecitorio o la presidenza di una Regione alle prossime elezioni, fare il sindaco o l’assessore in qualche comune dell’Umbria o del Molise. Perché la legge italiana è l’unica a permettere a sindaci (come l’illustre Adriana Poli Bortone) e presidenti di provincia di fare anche il parlamentare a Bruxelles. I più indaffarati sono persino costretti a partecipare ad una fondamentale trasmissione televisiva con Pippo Franco e Valeria Marini sul tema della chirurgia estetica.



Mi vengono in mente anche altre cosine da potergli dare in testa…. se si pensa che tanta gente che invece lavora davvero si ritroverà a casa per far quadrare i conti pubblici che questi fanno saltare già solo con la loro sfacciataggine…
(
Che schifoooooooooooooooooooooo.
Scusate ma in questi giorni dei politicanti italioti ne ho fin sopra i capelli…
@lisa72.
Ma una lancia non è mica tanto leggera…:-D
Siamo non violenti, noi…
Un sorriso…guarito(?)