Previdenza, l’aiuto ai nati nel 1952

Allo studio modifiche alla riforma delle pensioni Si tratta dell’ultima modifica possibile. Arriva a causa delle proteste veementi dei nati...

Allo studio modifiche alla riforma delle pensioni

Si tratta dell’ultima modifica possibile. Arriva a causa delle proteste veementi dei nati nel 1952, che hanno visto allontanarsi il momento del loro ritiro all’ultimo momento, e solo quando è stata presentata la riforma della Fornero. Fabrizio Caccia sul Corriere spiega le circostanze:

La classe del ’52 è furibonda. Vediamo perché. Col nuovo sistema, le pensioni di anzianità sono state di fatto abolite e anche le quote (la somma di età anagrafica ed anni di contributi) non esistono più. Così, dal 2012, l’età minima per la pensione di vecchiaia delle dipendenti private sale subito da 60 a 62 anni e arriverà a 66 nel 2018 (per le dipendenti pubbliche il minimo invece era già stato portato a 65, come per gli uomini). Ecco allora che una donna lavoratrice, nata nel ’52, che aveva programmato di andare in pensione l’anno prossimo, dovrà restare al lavoro fino al 2015. E gli uomini? Per un uomo che compirà 60 anni nel 2012 non ci sarà più la quota 96 per poter andare in pensione di anzianità. Dovrà attendere, perciò, almeno altri 5 anni e uscirà nel 2018, al compimento dei 66. Ma attenzione: donne e uomini potrebbero anche andare via prima, grazie ai requisiti del «pensionamento anticipato», com’è stato battezzato dalla riforma Fornero.

Quali sono questi requisiti?

E i punti:

Per gli uomini sono richiesti 42 anni e un mese di contribuzione; per le donne 41 anni e un mese. Fino al 2014 i requisiti saliranno, per poi attestarsi rispettivamente a 42 anni e tre mesi per gli uomini e a 41 anni e tre mesi per le donne. Dunque, uno che avesse cominciato a lavorare a 18 anni, per esempio, potrebbe beneficiare del pensionamento anticipato anche a 60 anni nel 2012, ma la riforma prevede comunque una penalizzazione. Per chi lascia il lavoro prima di avere compiuto i 62 anni, infatti, per ogni anno di anticipo ci sarà una decurtazione dell’assegno pari al 2 per cento. La pensione sarà piena solo dopo aver compiuto 62 anni. Nei primi 10mesi di quest’anno sono andati in pensione di anzianità 136 mila lavoratori. È probabile che un numero molto vicino a quello delle uscite del 2011 sarà bloccato l’anno prossimo a causa dell’inasprimento delle regole. Nel 2012 comunque uscirà grazie alle finestre chi ha maturato i requisiti nel 2011. Così, ecco uno dei tanti paradossi: una lavoratrice privata nata nel 1951 andrà in pensione di vecchiaia nel 2012, una volta raggiunti i 60 anni di età e decorsi i 12 mesi di finestra mobile. Mentre la sua collega nata nel 1952 andrà in pensione, come detto, nel 2015: 3 anni in più rispetto a prima. Aspetta e spera