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Roma, il Comune vende le partecipate. Ignazio Marino esulta «Risultato storico»

L’Assemblea Capitolina ha approvato la delibera che prevede la vendita di tutte le partecipazioni comunali in aziende che non forniscono servizi pubblici ai cittadini. Un risultato che le amministrazioni degli ultimi vent’anni avevano provato a portare a casa senza successo e che fa esultare Ignazio Marino: «un risultato storico» dice il sindaco che è riuscito a tagliare «vecchie abitudini e strutture oggi davvero dispendiose e non utili alla città».

IL RIORDINO – «La capitale ha compiuto la scelta di concentrare tutto il suo impegno sui servizi ai cittadini e di uscire dalle partecipate non strategiche. Non si tratta solo di ridurre dei costi, ma anche di rendere più efficace e puntuale il lavoro dell’amministrazione». Di pari passo con la vendita delle aziende è previsto anche il riordino degli organici: nelle società comunali il rapporto tra dirigenti e dipendenti non dovrà superare quello del comune. La stretta anti-Parentopoli partirà da Ama e Atac con il blocco di tutte le assunzioni e il pensionamento anticipato degli esuberi. «Siamo il primo Comune a fare un simile passo» ha affermato Ignazio Marino pensando alle 27 società liquidate tra cui Multiservizi, Aeroporti di Roma, Investimenti Spa e Centrale del Latte, per un risparmio di 150 milioni.

FARMACAP – Farmacap seguirà un percorso diverso e verrà trasformata in società per azioni. Un commissario liquidatore dovrà predisporre “entro il 31 maggio 2015 un piano volto a garantire la continuità” dell’Azienda Speciale Farmasociosanitaria capitolina. Il progetto prevede “la trasformazione da azienda speciale in spa a maggioranza pubblica, la compartecipazione dei dipendenti alla gestione e la valorizzazione degli asset patrimoniali e industriali“.

EUR SPA – Anche Eur Spa sarà venduta, ma non subito. La liquidazione dell’ente sarà condizionata da alcuni risultati che l’azienda dovrà garantire, come il completamento delle opere in cantiere.