“La politica deve rispondere ai giovani”
09/12/2011 - Il monito di Ignazio Visco Sintetizzarla come ‘Ignazio Visco vs il Parlamento’ sarebbe esagerato. Ma non troppo lontano da quello che e’ andato in scena sul ‘ring’ della sala del Mappamondo. Governatore della Banca d’Italia da 40 giorni, Visco si
Il monito di Ignazio Visco
Sintetizzarla come ‘Ignazio Visco vs il Parlamento’ sarebbe esagerato. Ma non troppo lontano da quello che e’ andato in scena sul ‘ring’ della sala del Mappamondo. Governatore della Banca d’Italia da 40 giorni, Visco si presenta a Montecitorio per un’audizione di fronte alle commissioni congiunte di Camera e Senato. Dopo la sua relazione, ascolta le domande dei parlamentari e poi replica. Con toni ficcanti, schietti, in alcuni passaggi al limite del politically correct.
LE RISPOSTE - “I giovani- dice in un passaggio- chiedono risposte sul mercato del lavoro, sull’istruzione, sul futuro: siete voi a dover dare le risposte, non io”. Sollecitato da alcune domande piuttosto ‘pepate’, Visco non si tira indietro. Parla, e molto, delle “generazioni future”. Lancia l’allarme sull’istruzione dei giovani italiani (“I tassi di abbandono scolastici sono indecenti”). Esorta la politica, finora inerme, a dare risposte. A tutti, “indignati” compresi. Insiste sul fatto che per uscire dalla crisi “non serve meno Europa, ma piu’ Europa” e esorta tutti: “Dobbiamo fare delle scelte, difficili, ma dobbiamo farle”. Visco, da parte sua, ha ben presente quali siano le priorita’: “La lotta alla corruzione, per esempio. E’ evidente che e’ costosa, perche’ ci sono delle rendite di posizione e delle abitudini da cambiare, ma va fatta”. Non solo: “Si deve far studiare i giovani, perche’ i tassi di abbandono scolastico in Italia sono indecenti: la politica, e la famiglia, devono fare qualcosa”.
GLI INDIGNADOS – Visco pensa, e parla, anche dei tanti giovani scesi in piazza in questi mesi. Gli indignados, gli indignati, tutti gli ‘occupanti’ in giro per il mondo. “Gli indignati non hanno una visione del mondo sbagliato- spiega- pensano di essere le prime vittime di questa crisi. A loro manca una risposta e chi la deve dare? La politica. Ma se la risposta e’ ‘facciamo default e andiamo a casa’ e’ una risposta perdente, perche’ chi paga sono i piu’ poveri. Alla fine vorrebbe dire avere in Italia la crisi che c’e’ stata in Argentina”.
IL CASO BANKITALIA – Anche quando parla di Bankitalia e’ tranchant. Sulla paternita’ di alcuni errori e ritardi, non ha dubbi: “La legge sul risparmio non e’ andata avanti per colpa vostra- sottolinea di fronte a deputati e senatori- per colpa dei politici. C’era da fare un regolamento…”. Qualche commissario, nel corso delle domande, ha avanzato perplessita’ su presunti privilegi di palazzo Koch. Visco non ci sta: “La Banca d’Italia non e’ una casta, non e’ un organo costituzionale. Sulle pensioni rispettiamo tutte le regole dell’Inps ed e’ uno dei pochi posti dove non ci sono le raccomandazioni”. Qui, qualcuno in sala lo contesta, ironizza. Visco non si scompone: “Quelli che entrano superano concorsi difficili, quelli che li vincono sono bravi.
Pure qui? Questo non lo, io parlo per la Banca d’Italia”.













GRANDE IGNAZIO!
Finalmente un governatore che non gliela manda a dire a ‘sta massa di papponi… pensavano di averci messo uno studioso buono come una pecora, mi sa che hanno sbagliato i conti