Virginia Tech, un incubo lungo cinque anni

09/12/2011 - Testimonianze e racconti il giorno dopo la nuova sparatoria E’ di nuovo lutto, è di nuovo apprensione al Virginia Polytechnic Istitute, colloquialmente noto come Virginia Tech, per la morte dell’agente di polizia Deriek W. Crouse, membro del dipartimento di sicurezza

     
 

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Testimonianze e racconti il giorno dopo la nuova sparatoria

E’ di nuovo lutto, è di nuovo apprensione al Virginia Polytechnic Istitute, colloquialmente noto come Virginia Tech, per la morte dell’agente di polizia Deriek W. Crouse, membro del dipartimento di sicurezza del campus presso Blacksburg e ucciso in circostanze tutte da chiarire durante un “controllo di routine” in un parcheggio del Campus: ad ucciderlo sarebbe stato un ragazzo trovato poco dopo, e poco più in la, morto con una ferita d’arma da fuoco.

TORNA LA PAURA – Ancora una sparatoria dunque dopo i fatti del 2007 in cui uno studente squilibrato di origine asiatica, Seung-Hui Cho, aveva ucciso 32 persone e ne aveva ferite altre 5. Ora a morire, come abbiamo detto è stato uno dei membri della security del Campus, che dopo le uccisioni di quattro anni fa avrebbe sensibilmente migliorato il proprio dispositivo di sicurezza in termini di capacità di allerta generale. Le indagini continuano mentre il campus si veste a lutto: “I nostri cuori sono di nuovo spezzati”, ha detto il presidente dell’Istituto politecnico. Si terrà a breve una veglia funebre in memoria dell’uomo ucciso, ma gli studenti si sono già dati appuntamento presso il memoriale delle vittime del 2007 per un primo ritrovo. La nuova tragedia ha colpito l’istituto politecnico proprio il giorno prima dell’inizio degli esami, che dovevano iniziare oggi e che sono stati invece posposti alla prossima settimana: la vicinanza del periodo delle valutazioni spiega anche perché il campus fosse pieno di persone, “quasi 20mila studenti su 30mila iscritti totali”. I sopravvissuti alla strage del 2007, chi era lì e c’è ancora oggi, non nega di essere impaurito: “E’ spaventoso e per noi che eravamo lì allora, ci riporta un’emozione tremenda. Era tipo, oh, Signore, non di nuovo”, dice il professor Denton, che accetta di raccontare al Guardian il suo stato d’animo: “Non ti abitui mai a cose del genere. Hai paura, adrenalina e tutto. Il mio staff che corre per la stanza…ti riporta tutto alla memoria. Denton racconta della rapidità e dell’efficacia del dispositivo di sicurezza: “Ci sono stati allerta multipli, non solo sirene: entro 30 secondi dall’aver ricevuto l’allerta sui nostri computer abbiamo iniziato ad entrare negli uffici e il mio telefono di casa ha iniziato a squillare, e il mio telefonino. Ovviamente”, continua, “fuori c’erano gli altoparlanti che ci davano istruzioni sul rimanere chiusi dentro”.

La foto del poliziotto morto

I RACCONTI - Le indagini continuano: la prima delle necessità è il capire se l’uomo che è stato trovato morto nel piccolo parcheggio poco distante dal luogo del delitto sia effettivamente il killer: tutto sembra confermarlo, visto anche il ritrovamento di una pistola in quella zona: ma la conferma ufficiale ancora non c’è: “Le forze dell’ordine hanno rifiutato di dire che l’uomo deceduto fosse il killer, ma un’arma è stata trovata nell’area e gli allerta su un assassino in libertà sono stati ritirati”, racconta il Richmond Times – Dispatch, quotidiano della capitale della Virginia, mentre il Collegiate Times, organo della comunità studentesca, raccoglie le parole dell’ufficiale che coordina le indagini: “So che mancano degli elementi, mi dispiace. Appena li avremo, li avrete anche voi”. Ieri raccontavamo l’evolversi della vicenda, dalle agenzie di stampa, quando ancora non era chiaro che la seconda vittima era probabilmente proprio l’attentatore.

Il nuovo massacro all’universita’ Virginia Tech sarebbe iniziato nel corso di un controllo di routine di un agente dell’ateneo che ha fermato un’auto al parcheggio del Coliseum. Durante le operazione di verifica dell’indentita’ dell ‘uomo alla guida questi avrebbe a sorpresa aperto il fuoco contro l’agente, moto poco dopo. A quel punto l’aggressore, un uomo bianco con felpa marrone pantaloni grigi, si sarebbe allontanato a piedi verso un secondo parcheggio, dove e’ stata poi ritrovata la seconda vittima. L’aggressore e’ ancora libero e continua la caccia all’uomo.

Successive notizie hanno precisato ulteriormente il fatto che l’uomo a sparare non fosse proprio quello che l’agente aveva fermato per il controllo, ma un ulteriore avventore. “Questo campus è scosso, traumatizzato e vittima di una vera tragedia a causa delle armi. Posso solo dire che le parole non descrivono i nostri sentimenti e non sono adeguate a questo punto della situazione”, ha continuato il presidente. “Un sacco di gente, specialmente all’inizio, era spaventata”, ha detto una matricola; “è successo di nuovo. Quando abbiamo sentito che c’era un poliziotto morto abbiamo pensato: è successo di nuovo” ha detto invece una studentessa ben più anziana. “Ottima la risposta della polizia”, secondo un’assistente psicologa al campus. Su Usa Today una mappa interattiva che combina le immagini da Google Earth con le testimonianze della sparatoria, le immagini e i video a disposizione.

     
 

1 Commento

  1. Lorenzo scrive:

    Credo sia il quarto articolo che leggo relativo alla vicenda ed il numero di morti e feriti nel racconto dell’attentato del 2007 cambia ogni volta. Il numero di morti varia da 30 a 32, mentre i feriti prima erano 20, poi erano saliti a 22, poi ancora a 25, mentre ora sono solo 5.

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