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Naoto Matsumura, il guardiano degli animali di Fukushima

Naoto Matsumura ha 55 anni ed è l’unico giapponese rimasto all’interno della zona d’esclusione attorno alla centrale nucleare di Fukushima.

Matsumura riceve messaggi e contributi da tutto il mondo
Matsumura riceve messaggi e contributi da tutto il mondo

LA FUGA E IL RITORNO – Naoto Matsumura ha 55 anni, fuma parecchio e non è preoccupato del pericolo posto dalle radiazioni perché gli han detto che potrebbe star male tra 30 o 40 anni e di questo dice che non gli importa. Era fuggito insieme alla famiglia quando i reattori della centrale di Fukushima hanno cominciato a saltare come popcorn, ma poi a casa della sorella la sua famiglia era stata respinta, per paura che fosse contaminata e anche nei rifugi non era riuscita a trovare posto, così Matsumura ha pensato di ritornare per dar da mangiare ai suoi animali. Ex lavoratore dell’edilizia in pensione aveva infatti una piccola fattoria e diversi animali.

LA NUOVA MISSIONE – Il ritorno gli ha fatto aprire gli occhi sulla sorte degli animali abbandonati, tutti votati alla morte senza l’assistenza umana, così ha deciso di lasciare la famiglia sfollata e di rimanere a dispetto dei divieti e di un ordine del governo poi spiccato ad personam. Da allora è diventato per tutti «il guardiano degli animali di Fukushima» e  gli è stato dedicato un sito, una pagina Facebook e ha trovato il sostegno di decine di persone che da tutto il mondo gli inviano pensieri e contributi per la sua meritori opera.

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IL GUARDIANO DEGLI ANIMALI DI FUKUSHIMA – Matsumura ha liberato buona parte degli animali domestici, lasciandoli liberi di cercare di che nutrirsi, ma si è anche organizzato per curare quelli che allo stato brado non sopravviverebbero, come gli struzzi, e alimentare il migliaio di esemplari sopravvissuti (qui una galleria fotografica). Per fortuna non manca il foraggio, i campi radioattivi sono stati abbandonati, ma continuano a produrre, l’unica cautela che adotta Matsumura è quella di non ingerire cibi e liquidi prelevati localmente, si nutre e si disseta solo con prodotti importati dall’esterno della zona d’esclusione. Matsumura si presta anche all’opera di sensibilizzazione sui pericoli del nucleare, le sue testimonianze di unico residente nell’area devastata sono arrivate fino in Europa e la sua storia è stata raccontata in diversi documentari e in una grande mole di servizi giornalistici e televisivi.