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L’Antartide si scioglie più in fretta delle peggiori previsioni

Una nuova campagna di rilevazioni alimenta uno studio allarmante, che denuncia come i più importanti ghiacciai dell’Antartide stiano sciogliendosi a velocità inattesa e preoccupante.

La geologia dell'Antartide, le terre emerse sotto la calotta polare
La geologia dell’Antartide, le terre emerse sotto la calotta polare (Fonte Wikipedia)

I NUOVI DATI – I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature Geoscience, i rilevamenti e gli studi sono stati condotti da una squadra di scienziati statunitensi, britannici, francesi e australiani, che si sono avvalsi di strumenti all’avanguardia per condurre diverse misurazioni del ghiaccio antartico, misure gravitazionali, radar e rilevamento laser dell’altimetria.

SEI METRI IN PIÙ – Quello che hanno scoperto è che due massicci ghiacciai dell’Antartide, uno a Est e uno a Ovest, si stanno sciogliendo a una velocità superiore alle attese e che ciascuno continue abbastanza acqua da far aumentare il livello dei mari di 3 metri, oltre sei tra tutti e due. Ora gli scienziati hanno scoperto che al di sotto di questi ghiacciai si stanno insinuando le acque calde dell’Oceano, che hanno aperto al di sotto della superficie marina veri e propri canyon nel ghiaccio. Aperture attraverso le quali l’acqua (più) calda dell’oceano sta sciogliendo il ghiaccio al riparo della vista a una velocità inattesa e finora imprevista.

Fonte: Nature Geoscience
Fonte: Nature Geoscience

LA NUOVA MINACCIA – Del ghiacciaio a Est si sapeva, ora anche quello a Ovest, il Totten, appare interessato dallo stesso fenomeno, che qualora si completi avrebbe conseguenze enormi, soprattutto sull’emisfero Nord, perché sciogliendosi il ghiaccio determina anche una ridistribuzione del peso sulla superficie terrestre, cambiandone anche l’assetto gravitazionale. All’aumento medio dovuto allo scioglimento dei ghiacci quindi s’aggiungerebbe quello derivante dal mancato effetto attrattivo della massa di ghiaccio, il che si risolverebbe in un aumento di circa il 25% dell’innalzamento della acque nell’emisfero Nord. Sciogliendosi, la coltre di ghiaccio che ricopre il Polo Sud, raggiungendo in alcuni punti i 500 metri, contribuisce all’innalzamento della acque molto di più dell’analogo fenomeno al Polo Nord, perché il ghiaccio al Sud è appoggiato sul continente e non galleggia sul mare come al Nord, dove sciogliendosi non andrebbe ad influire pesantemente sul livello delle acque.