Cultura

Autobiografia di un picchiatore fascista

LA REPRESSIONE E’ IL NOSTRO VACCINO - Se negli Stati Uniti è stato elaborato il neoconservatorismo ed in Francia il gollismo, in Italia c’è stato il vuoto: la destra (MSI/AN), liberandosi a parole dell’identità fascista, è rimasta completamente priva di ogni punto di riferimento dottrinale e culturale. Il neofascismo non è un residuo nostalgico/inquietante/eversivo del passato. E’, al contrario, uno dei fattori oppressivi con cui la classe dominante reprime chiunque cerchi di affrancarsi dal sistema, in un modo o nell’altro. Compresi gli stessi fascisti, come lo era l’autore all’epoca. La destra in Italia non avrà mai credenziali anti-sistema, semplicemente perchè è totalmente organica ad esso.

Come fascista, mi ero illuso di essere fuori dal sistema, mentre c’ero dentro fino al collo. Io e gli altri attivisti, compiendo attentati e aggredendo i rossi, eravamo persuasi di agire nell’interesse della nazione; invece difendevamo il profitto di pochi. [...] Ciò a cui l’assetto di potere mirava non era colpire e punire il fascismo, ma una certa immagine di fascismo.

E mentre il potere puniva una certa immagine di fascismo, contemporaneamente ne portava avanti un’altra, molto più subdola e strisciante. Creava un mito, ed un mito non per forza dev’essere giusto, bello, morale o vero: basta che colpisca, sia verosimile e convincente – ovviamente non sul piano razionale, ma su quello emotivo e inconscio. Allora lo si faceva con i depistaggi, con gli opposti estremismi/terrorismi e con la destabilizzazione stabilizzante (o meglio: teoria della sopravvivenza). Ora quest’immagine viene pubblicizzata attraverso il linguaggio televisivo per essere poi veicolata come pensiero unico -  un’omologazione narcotizzante che scintilla sulle canne dei fucili dei soldati in piazza Duomo, che ristagna in una pozza di sangue a Genova e che proietta il suo riflesso sul mare che avvolge Lampedusa come una placenta.

5 commenti a Autobiografia di un picchiatore fascista

  1. Intanto, benevenuto su queste sponde. Nel merito, mi sorprendo della sorpresa: estrema sinistra ed estrema destra (che poi si somigliano talmente tanto che collocarli ad un finto opposto mi sembra grottesco) non saranno mai “anti-sistema”, almeno non in Italia. In un paese tenacemente socialista come questo, si possono ben considerare due figlioli un tantino vivavci della stessa madre. Sulla quale, per pudore, mi taccio. :-)

  2. ricchiuti

    Questo è uno dei libri che hanno segnato la mia adolescenza. O almeno. Uno dei pochi di cui ricordo. Il libro, tra i sedici e i diciassette.
    Salierno, gran generoso, troppo, da leggere solo quando si ha non per convincimento ma per anagrafe un po’ del fuoco suo.
    Saluti al nuovo autore, che, va da sè, offre lui.

  3. @mthrandir: te lo meriti proprio alberto sordi

  4. italiano

    e si sentirono soli

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