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Buona scuola, ecco cosa cambia

Più educazione musicale, arte, diritto ed economia alle superiori, maggiore autonomia dei presidi, premi al 5% degli insegnanti meritevoli di ogni scuola. Sono alcune delle novità previste dal disegno di legge ‘Buona scuola‘ approvato ieri in Consiglio dei Ministri e che dovrà ora essere discusso in Parlamento? Sul Corriere della Sera ne parlano Valentina Santarpia e Claudia Voltattorni.

 

Daniele Leone / LaPresse
Daniele Leone / LaPresse

 

Innanzitutto sono previste 100mila assunzioni dal primo settembre 2015:

Un piano straordinario di «oltre 100 mila assunzioni per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia»: saranno stabilizzati dal primo settembre 2015. Per tutti gli altri, dal 2016 torna il concorso e solo così si potrà accedere all’assunzione. Saranno scelti dalle graduatorie a esaurimento (Gae) che però non coprono l’intero fabbisogno dei posti: alcune classi di concorso restano vuote, come la matematica. Per queste materie, le assunzioni vengono fatte dalle graduatorie d’istituto. Tutti gli altri, dal 2016, dovranno fare il concorso.

Premi ai docenti più bravi, valutati dai dirigenti:

Duecento milioni all’anno, a partire dal 2016, distribuiti ai presidi per premiare il 5% degli insegnanti meritevoli di ogni scuola. Dopo le polemiche per la prima versione della Buona scuola, che prevedeva gli scatti di merito per i docenti, la formula compromesso trovata nel disegno di legge appena varato lascia intatti gli scatti di anzianità e destina nuove risorse alle capacità degli insegnanti: risorse che non dovranno essere trovate attraverso coperture, ma che sono già previste nei tre miliardi della riforma a regime.

Potenziamento di materie come arte, musica, diritto ed economia:

Il ddl prevede il potenziamento di arte, musica, diritto, economia alle superiori. Dalle elementari verranno incrementati l’inglese, «che deve essere parlato in maniera perfetta», e l’educazione motoria, che «non deve essere un’ora di svago», come ha sottolineato Renzi. Nella Buona scuola viene dato più spazio anche all’educazione ai corretti stili di vita e alle competenze digitali.

 

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Delega al governo per legiferare sulla valutazione degli insegnanti:

Il disegno di legge approvato ieri sera in Consiglio dei ministri non esaurisce tutti i temi della Buona scuola ma assegna la delega al governo per legiferare sulla valutazione degli insegnanti, la riforma dell’abilitazione all’insegnamento, del diritto allo studio, del sostegno e degli organi collegiali e sulla creazione di un sistema integrato di educazione e istruzione per la fascia d’età da zero a sei anni.

Maggiore autonomia per i presidi. Spiegano ancora Santarpia e Voltattorni sul Corriere:

Con la Buona scuola, i presidi diventano «gli allenatori di una squadra» dice Renzi. Il loro potere cresce grazie all’autonomia: potranno scegliere i docenti di cui hanno bisogno per la formazione dell’organico funzionale alla propria scuola all’interno di albi territoriali formati dagli uffici scolastici regionali. I curricula saranno tutti pubblici e online. E si metterà fine così anche al fenomeno delle «classi pollaio»: usando l’organico in modo flessibile, il dirigente scolastico potrà decidere l’assegnazione dei suoi docenti in base alle necessità. Il preside potrà scegliersi poi fino a 3 vicepresidi e sarà lui a valutare il lavoro degli insegnanti premiandoli con il bonus annuale (200 milioni di euro complessivi da dividere tra tutte le scuole).

Infine, i bonus alle scuole paritarie:

Confermata la detraibilità delle rette per le famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo (elementari e medie incluse). Restano escluse dagli sgravi fiscali le scuole superiori. Una norma che costerà 800 milioni per il 2016 e poi a regime 400, da aggiungere ai 700 milioni circa di contributi che già arrivano ogni anno in diverse forme alle scuole paritarie.

(Foto di copertina di Federico Ferramola da archivio LaPresse)