Berlusconi: «Renzi? Dovrebbe imparare da me»
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Tutte le grane giudiziarie di Silvio Berlusconi

Incassata l’assoluzione sul Ruby Gate, per il Cav le grane giudiziarie non sono certo finite. L’accusa che Berlusconi considerava più infamante, la prostituzione minorile, è ormai archiviata. Ma, come precisa anche “Repubblica“, gli impegni nelle aule giudiziarie per i suoi legali non mancheranno nei prossimi mesi.

L’elenco è lungo. C’è attesa per la decisione del Tribunale di Sorveglianza sulla pena del caso Mediaset (dopo la fine dei servizi sociali a Cesano Boscone l’8 marzo scorso, ndr). Dovrà decidere se dichiarare estinta la pena principale (un anno, tre sono stati già indultati, ndr), ma non la pena accessoria. Ma non solo. In agenda ci sono anche la Cassazione sul nastro Unipol, il divorzio con Veronica Lario, il processo sulla “compravendita” dei senatori a Napoli. Fino ai casi più preoccupanti per il Cav: quello sulle escort a Bari (caso Tarantini). E il filone ter del Ruby gate, nella quale è indagato per corruzione in atti giudiziari, con l’incubo di un rinvio a giudizio. Senza dimenticare come, in base alla legge Severino, al momento Berlusconi resta comunque incandidabile.

berlusconi assolto
Roberto Monaldo / LaPresse

 

BERLUSCONI ASSOLTO SUL RUBY GATE. MA LE GRANE GIUDIZIARIE NON SONO FINITE… –

In attesa di novità sull’agibilità politica, vera ossessione del Cav, Berlusocni dovrà fare i conti con i processi rimasti. Sul fronte napoletano l’ex premier non dovrebbe rischiare nulla. Il motivo? Il processo sulla presunta compravendita dei senatori, nato dopo le confessioni dell’ex senatore Idv Sergio De Gregorio e ora in primo grado, è sulla via del “tramonto”. Questo perché, in base ai calcoli sui tempi e sulla “decorrenza” della prescrizione, si prevede che questa scadrà nel prossimo autunno in modo definitivo. Anche se le norme venissero modificate, non riguarderanno i processi in corso. Maggiori ansie per il Cav derivano dal caso escort a Bari. Dove i tempi sono però più lunghi:

«L’udienza preliminare per le escort portate nella casa romana dell’ex premier dall’imprenditore sanitario di Bari Giampaolo Tarantini, detto Giampi, ricomincia in aprile e Berlusconi è imputato di induzione alla falsa testimonianza proprio nei confronti dello stesso Tarantini. Ma c’è tempo per vedere la fine», sottolinea il quotidiano “La Repubblica”. 

La prossima udienza è prevista per il 10 aprile. Al Cav è stata contestata l’accusa di induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria. Per i pm – che hanno chiesto il rinvio a giudizio – avrebbe pagato l’imprenditore barese in modo che dicesse il falso sulle escort portate nelle sue residenze estive, tra il 2008 e il 2009.

TUTTI I GUAI GIUDIZIARI, DAL RUBY TER AL CONTENZIOSO ECONOMICO CON VERONICA LARIO –

Ci sono poi altri nodi per il Cav. Sul terzo filone del Ruby gate, il leader di Forza Italia è stato iscritto nel registro degli indagati insieme ai legali Longo e Ghedini, all’avvocato Luca Giuliante e a ventuno ospiti delle “cene eleganti” di Arcore. L’ipotesi di reato? Corruzione in atti giudiziari.Per l’accusa il Cav avrebbe pagato per ottenere il silenzio di Ruby e delle “olgettine”. Il processo è anche “arrivato” in Messico, dato che è stata inviata dalla procura una rogatoria verso il Paese centroamericano per cercare di “scoprire” con quali fondi Karima El Marhoug abbia acquisito le sue proprietà.

Il 31 marzo prossimo per i legali del Cav c’è invece in calendario il processo in Cassazione per valutare il ricorso presentato dall’ex premier e dal fratello Paolo Berlusconi con il quale si rivendica la piena assoluzione per la vicenda del nastro Unipol. Il Cav ha beneficiato della prescrizione in Appello (dopo essere stato condannato a un anno in primo grado, ndr) ma i giudici gli hanno imposto di versare (insieme al fratello) un risarcimento di 80mila euro all’attuale sindaco di Torino Piero Fassino (che rappresenta la parte offesa, ndr).

Ancora in gioco anche la vicenda legata al lodo Mondadori. “Repubblica” ricorda come tra una settimana, il 18 marzo, riprenderà a Milano la nuova causa civile con cui la Cir della famiglia De Benedeti ha chiesto alla Fininvest 90 milioni circa (tra risarcimento, 30 milioni, e spese legali). Una richiesta avanzata quando la Cassazione decise di condannare in via definitiva Fininvest a versare 494 milioni all’editore gruppo Repubblica-Espresso per i danni patrimoniali, rinviando a un altro giudice la liquidazione di quelli non patrimoniali.

Infine, per il Cav c’è da affrontare le questione “private” legate al divorzio con Veronica Lario. Sciolto il matrimonio, resta il contenzioso economico. Lo scorso settembre Berlusconi ha incassato lo «sconto» deciso dalla Corte d’appello di Milano sull’assegno di mantenimento che ogni mese deve versare all’ex consorte. Come riportò il Corriere della Sera, i giudici hanno ordinato all’ex moglie di rinunciare a 36 dei 108 milioni che l’ex premier le aveva versato nei tre anni di separazione. Da mesi i legali della vecchia coppia starebbero trattando la possibilità di chiudere il contenzioso con una somma complessiva che Berlusconi verserebbe in un’unica soluzione (invece di pagare un assegno mensile a vita, ndr). Secondo le indiscrezioni riportate dai media, però, la richiesta di 540 milioni di euro fatta all’ex marito da Veronica Lario è stata giudicata eccessiva. Berlusconi non vorrebbe superare la cifra di 200 milioni, tra  proprietà e denaro. Una partita ancora aperta.