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Regionali Toscana: la Lega e quelle voci sul passo indietro di Borghi

La candidatura del leghista Claudio Borghi come governatore per le Regionali di fine maggio in Toscana? Potrebbe non essere del tutto “blindata”. Secondo fonti di Forza Italia e del Carroccio, consultate da Giornalettismo, dalle parti di via Bellerio c’è chi starebbe riflettendo sull’idea di un possibile passo indietro del responsabile economico della Lega Nord.

Al momento si tratta soltanto di indiscrezioni. Niente di ufficiale o deciso, con Salvini che ha da settimane sbandierato la candidatura di Borghi. Eppure, con le alleanze ancora da definire all’interno di un centrodestra diviso tra veti incrociati, c’è chi ritiene non sia da escludere che alla fine la Lega preferisca non bruciare il “guru no euro”, già bocciato alle ultime Europee (quando si candidò come indipendente, non andando oltre le 13mila preferenze). Lasciando al partito di Berlusconi, nel caso venga siglato in modo definitivo l’accordo Lega-Forza Italia, la possibilità di esprimere un candidato presidente.

Lega Borghi Salvini

 

REGIONALI TOSCANA, LEGA NORD: QUELLE INDISCREZIONI SUL POSSIBILE PASSO INDIETRO DI BORGHI –

Al momento Borghi continua il suo tour in giro per la Toscana. Ma non è un mistero che all’interno di Forza Italia (e in tutto il centrodestra) non siano certo esaltati dallo scenario di appoggiare il responsabile economico della Lega Nord come candidato governatore. Tra Borghi e l’entourage forzista toscano si è arrivati anche allo scontro verbale, dopo alcune dichiarazioni recenti del guru sull’Isis e sull’hacheraggio del sito del Pd regionale, poco gradite in casa azzurra. Senza dimenticare come, dentro Fi, in Toscana sia ancora Denis Verdini a “controllare”  il partito locale, insieme al coordinatore Massimo Parisi, fedelissimo del senatore toscano.

In un partito a dir poco balcanizzato, dove l’anima verdiniana che vorrebbe resuscitare il “Nazareno” è sempre più in rotta con il Cav e il suo cerchio magico, una decisione sulle Regionali non è ancora stata presa. Potrebbe essere ufficializzata in settimana. Ma è chiaro che Verdini non vorrebbe “abdicare” a quello che considera un feudo personale. Si cerca così un compromesso, sia dentro Fi, che nei rapporti tra Lega Nord e Forza Italia. Per evitare lo scenario di un centrodestra diviso alle Regionali.

CENTRODESTRA, IL GIOCO A SCACCHI DELLE ALLEANZE PER LE REGIONALI –

Per questo voci interne evocano pressioni nei confronti del segretario federale del Carroccio e dei vertici locali per acconsentire a un passo indietro di Borghi. E, nel gioco a scacchi e degli incastri delle alleanze per le Regionali, lo stesso Salvini potrebbe alla fine lasciarsi “tentare”.

Il motivo? Dentro il Carroccio sono consapevoli di come la partita contro Enrico Rossi (confermato dal Pd) sia di fatto quasi impossibile in Toscana. «A questo punto, in ottica di alleanze, meglio incassare l’appoggio di FI a Edoardo Rixi – riportano alcune fonti – come candidato dell’intera coalizione in Liguria». Altro nome sul quale Berlusconi non ha ancora dato il via libera. Dovrebbe invece essere più certo l’appoggio a Luca Zaia in Veneto, in una terra dove Salvini adesso rischia, dopo lo strappo con Tosi e la possibile candidatura del sindaco di Verona. 

FORZA ITALIA, CRESCONO LE QUOTAZIONI DI GIORGIO SILLI –

Riportano fonti interne, poi, come in Toscana ci sarebbe anche qualche problema nella composizione delle liste all’interno del Carroccio. Alla fine, secondo alcune fonti, la Lega potrebbe così scegliere di “congelare” la carta Borghi. Evitando di bruciare un nome “tecnico” che potrebbe rivelarsi più utile in futuro. Magari, considerata l’Opa lanciata da Salvini sull’intero centrodestra, in ottica nazionale.

In questo caso toccherebbe a Forza Italia esprimere un candidato comune. E sarebbero in aumento le quotazioni del pratese Giorgio Silli, tra i volti nuovi di un partito, Fi, ormai in pieno sgretolamento. Certo, nemmeno Silli sembra convincere tutti, osteggiato – si dice – anche da esponenti di peso del “cerchio magico” berlusconiano. Eppure per molti potrebbe essere il responsabile nazionale immigrazione del partito e presidente provinciale il nome scelto da Fi per correre contro Rossi. Un 37enne perfetto nell’ottica del rinnovamento inseguito da Berlusconi, così come «un nome di compromesso», spiegano fonti interne, in caso di possibile faida tra Verdini e il Cav.