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Controreplica de L’Espresso a Briatore: «Non ha ancora chiarito, si compra la verità»

Continua la battaglia a distanza tra l’Espresso e Flavio Briatore. L’imprenditore, tirato in mezzo con la sua cuoca nel caso della lista Falciani ossia l’elenco dei facoltosi correntisti della Hsbc di Ginevra, nei giorni scorsi ha comprato alcune pagine di pubblicità dei principali quotidiani per smentire il coinvolgimento e raccontare la sua versione dei fatti tramite una lettera della stessa banca. «La disinformazione oltraggia la verità» si legge; a ciò Briatore ha poi aggiunto in un’intervista a Il Giornale che la cuoca, Barbara F., sarebbe titolare solo di «una carta di credito con un massimale di spesa ben preciso, che lei usava e ha usato per gli acquisti di viveri e quant’altro che ogni week-end» e non di un conto da 39 milioni di euro così come riportato.

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CONTROREPLICA – Oggi l’Espresso torna sulla vicenda con un pezzo a firma Paolo Biondani dal titolo “Briatore si compra la verità”, rispedendo al mittente le accuse e rilanciando il coinvolgimento dell’ex manager di Benetton e Renault:

La verità dei fatti […] smentisce le teorie briatoresche. […] Prima di pubblicare l’articolo del 20 febbraio, […] “l’Espresso” verifica che Barbara F. era stata davvero inquisita, ma scagionata quando la Finanza ha accertato che il conto «non era riconducibile a lei». […] Nella sua pubblicità Briatore esibisce come “prova” del complotto una lettera del 24 febbraio della stessa Hsbc: la banca ora conferma che la cuoca aveva solo una carta di credito, mentre il conto milionario era della società offshore di Briatore. Proprio come hanno scritto “l’Espresso” e la Guardia di Finanza

Photocredit copertina FOTO PHOTONEWS/INFOPHOTO