Il Quantitative Easing della Bce
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Come sarà il Quantitative Easing della Bce

Il Quantitative Easing della Bce sarà avviato lunedì prossimo. Le banche centrali nazionali dell’eurozona insieme all’istituto presieduto da Mario Draghi acquisteranno 1080 miliardi di titoli, per 60 miliardi di euro al mese, di cui circa 50 rivolti alle obbligazioni statali. All’interno dei limiti fissati dal programma ci saranno diversi margini di flessibilità, come il suo termine. Senza un ripresa dell’inflazione il QE potrà proseguire oltre la scadenza attualmente indicata nel mese di settembre del 2016.

SIGNIFICATO –

Mario Draghi ha illustrato nella conferenza stampa il funzionamento del programma di acquisiti del settore pubblico, il Quantitative Easing che sarà operativo a partire da lunedì 9 marzo. Per i prossimi 18 mesi la Bce e le banche centrali nazionali dell’eurozona, con l’esclusione della Grecia fino a luglio, compreranno 1080 miliardi di titoli di Stato e di titoli corporate, i covered bond e le cartolarizzazioni bancarie Abs, secondo le quote di capitale dell’istituto centrale dell’eurozona. L’80% degli acquisti sarà effettuato dalle banche centrali nazionali, mentre il 20% dalla stessa Bce. Gli istituti centrali dell’unione monetaria potranno però comprare titoli solo sul mercato secondario, e non nelle aste di emissioni degli Stati, per rispettare il divieto di finanziamento monetario dei Trattati UE. Sarà possibile comprare titoli di Stato detenuti da tutte le banche, mentre la Bce acquisterà titoli emessi da tutte le istituzioni europee, tra cui i fondi salva euro Esm ed Efsf, la Banca europea degli investimenti e la stessa Unione Europea. Gli acquisti del Quantitative Easing non potranno superare il 33% del singolo debitore e il 25% del singolo debitore.

ITALIA –

La Bce e le banche dell’Eurosistema compreranno 950 miliardi di euro di bond sovrani nei prossimi 18 mesi. La maggior parte dei titoli di Stato sarà acquistata da Germania, Francia, Italia e Spagna, che detengono il 18, 14,2, 12, 3 e il 9% circa del capitale della Bce. Grazie al Quantitative Easing saranno acquistati 167 miliardi di debito italiano. Banca d’Italia potrà comprare Btp, Cct e Bot indicizzati all’inflazione detenuti da tutti i nostri istituti di credito, e l’ampia dimensione del debito pubblico favorirà l’attuazione del programma. Mario Draghi ha infatti ironizzato in conferenza stampa sui dubbi di diversi operatori e osservatori, che temono che non ci siano abbastanza titoli da comprare all’interno dell’eurozona. Un problema che non riguarda certo l’Italia, visto che per il momento il nostro Paese non emette debito a tassi di rendimento negativo. Un limite del QE riguarda infatti il tasso di interesse del bond comprato, che non potrà essere inferiore a -0,2, il tasso sui depositi bancari presso la Bce. Un ulteriore limite per il nostro Paese riguarda l’esclusione di Cassa depositi e prestiti dalla lista di agenzie statali di cui potranno essere comprati titoli di debito.

INFLAZIONE –

Il Quantative Easing della Bce è una misura di politica monetaria non convenzionale che punta a fornire uno stimolo all’anemica economia europea. La Banca centrale europea ha rivisto verso l’alto le previsioni di crescita, indicando un aumento del Pil dell’1,5% nel 2015 per l’unione monetaria. Un tasso di crescita contenuto, simile a quello che dovrebbe registrarsi quest’anno, ma superiore rispetto alla precedente stima di dicembre, pari a un incremento dell’1%. Rimane invece particolarmente bassa l’inflazione, prevista allo 0,7% per il 2015, e incrementata all’1,5% per il 2016. Un tasso di crescita dei prezzi che rimarrà comunque inferiori al target di poco sotto il 2% che ne garantisce la stabilità secondo lo statuto della Bce. Lo stimolo monetario del Quantitative Easing si propone l’obiettivo di aumentare i prezzi, pericolosamente cresciuti negativamente in diversi Paesi dell’eurozona negli ultimi mesi, così da spingere la crescita economica. In caso di mancato aumento significativo dell’inflazione il Quantitative easing potrebbe essere esteso oltre settembre 2016.

REUTERS/Yiannis Kourtoglou