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L’abolizione del roaming non s’ha da fare, per ora

L’addio al roaming è stato rimandato per tre anni, e la sua completa cancellazione è sempre più in discussione all’interno dell’Unione Europea. Gli Stati dell’UE hanno trovato un accordo sulla nuova direttiva relativa alle telecomunicazioni che rimanda al 2018 la fine degli extra costi prevista inizialmente per quest’anno.

ROAMING DATI –

I 28 Paesi membri dell’UE hanno trovato un compromesso decisamente al ribasso sulla direttiva Tlc che la presidenza italiana del semestre europeo non era riuscita ad approvare. Grazie alla presidenza estone è infatti caduto l’obiettivo del nostro Paese, ovvero  realizzare la cancellazione del roaming entro la fine del 2015 come previsto dal primo testo approvato dal Parlamento europeo prima delle elezioni del 25 maggio 2014. Molti eurodeputati avevano fatto campagna rivendicando l’abolizione degli extra costi che i consumatori devono pagare quando chiamano, mandano messaggi oppure navigano su internet quando ci si trova all’estero. I precedenti interventi normativi avevano imposto un tetto alle tariffe del roaming dati, ma per creare un mercato unico delle telecomunicazioni è essenziale che gli operatori applichino a tutti i clienti le stesse condizioni. I piccoli Stati dell’UE, sponsorizzati dall’Estonia, presidente del semestre europeo, e fiancheggiati dalla Francia hanno però imposto una frenata alla cancellazione del roaming, per timore di gravi ripercussioni sulle loro compagnie nazionali. Gli extra costi per i clienti che usano il cellulare o la smartphone quando si trovano all’estero garantiscono infatti notevoli margini di profitto agli operatori, in un mercato molto concorrenziale come quello delle Tlc.

COSTI –

Attualmente il roaming dati costa 19 centesimi di euro in più per le chiamate in uscita, 5 centesimi per le telefonate in entrata, 6 centesimi per gli sms in uscita e 20 centesimi in più per il traffico internet. L’UE ha abbassato di più del 90% il costo del roaming negli ultimi anni, ma l’obiettivo della sua cancellazione è rimandato a data da destinarsi. L’accordo raggiunto in sede Coreper, ovvero gli ambasciatori permanenti dei 28 Paesi membri dell’UE,  sulla nuova direttiva Tlc prevede un fine solo parziale del roaming da adottare entro la metà del 2016, entro limiti da stabilire. I tetti su cui si è trovato un accordo sono particolarmente bassi, visto che si  discute di una quota “gratuita” annuale di soli  cinque minuti di telefonate, cinque sms, oltre a 5 megabite di Internet gratuiti. Superato questo limite gli operatori potranno applicare tariffe roaming, ma più basse rispetto alle attuali. L’abolizione degli extra costi è rimandata al 2018, e per adottarla sarebbe istituito un comitato per studiarne la praticabilità. L’intesa per diventare un testo normativo va ratificata in sede di Consiglio dell’Unione Europea e poi confermata dal Parlamento europeo.  L’Italia ha già dichiarato la sua insoddisfazione per il compromesso trovato dalla presidenza estone, mentre numerosi parlamentari hanno già annunciato che voteranno contro una simile normativa. Nel frattempo, il ritardo accumulato dalla nuova direttiva sulle Tlc favorisce gli operatori telefonici che così potranno applicare le più vantaggiose tariffe sul roamgin previste dalla normativa attuale.