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Rai Way, Renzi può opporsi alla cessione con il “golden power”

La soluzione è nelle mani di Renzi. La televisione di Stato prova a giocare la carta del “golden power” per salvare le torri di Rai Way dall’Opa lanciata da Mediaset, come sottolinea Aldo Fontanarossa sul quotidiano “La Repubblica“. Una normativa che consente al governo di esercitare poteri speciali, compresi quelli di veto, su operazioni legate ad aziende che operano in settori strategici nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, definita dalla legge 56 del 2012. Tradotto, il premier può bloccare la vendita delle torri, dopo aver già confermato che il 51% di Rai Way dovrà restare in mani pubbliche.

RAI WAY, IL DIRITTO DI VETO NELLE MANI DI RENZI –

Sul quotidiano diretto da Ezio Mauro si precisa come, in linea teorica, Viale Mazzini potrebbe anche decidere per la cessione, ma come sia l’esecutivo a poter bloccare tutto. L’impressione è che il presidente del Consiglio non voglia prendere in considerazione l’idea di vendere Rai Way al Biscione. Si legge:

«Nella sua missiva alla Consob, la Rai ha precisato come una cessione dei ripetitori a Mediaset, pronta a comprarli al 100 per cento, sarebbe un esercizio solo teorico e virtuale. Perché un ostacolo alla vendita è già scritto nero su bianco nel decreto del 2 settembre 2014, che condiziona la quotazione di Rai Way al mantenimento del 51% in capo a Viale Mazzini. Ora questo decreto del presidente del Consiglio non ha la forza di una norma primaria, essendo atto amministrativo con valore di norma secondaria. Ma il suo vigore giuridico – osserva la tv di Stato – deriva anche dalla legge 89 del 2014 (primaria) che le sta sopra. E che ha autorizzato, in via generale, la cessione di quote delle aziende controllate della Rai, per fare cassa»

MEDIASET E L’ASSALTO ALLE TORRI RAI –

L’avanzata Mediaset viene frenata anche dalle norme presenti nel Contratto di servizio Rai, che fissa i doveri verso lo Stato e i cittadini, con l’obbligo di governare la rete dei ripetitori nel solo interesse della collettività nazionale. In pratica, tra “golden power”, decreti della presidenza del Consiglio dei ministri e contratto di servizio, non sembrano esserci le basi affinché venga valutata in modo positivo l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Mediaset. Eppure, come precisa “Repubblica”, la galassia di Berlusconi non intende mollare.

ABERTIS COMPRA LE TORRI WIND –

In tutto il settore c’è comunque fermento. Non è un caso che Wind abbia raggiunto l’accordo con la spagnola Abertis per la cessione del pacchetto delle sue torri. Sono 7.377 quelle di Galata, la controllata di Wind al centro dell’accordo con Abertis. La società di telecomunicazioni ha ceduto agli spagnoli il 90% di Galata, incassando un corrispettivo di 693 milioni di euro (con cui verrà rimborsato parte del proprio debito, ndr). Alla chiusura dell’operazione, prevista entro marzo, Wind conserverà una quota minoritaria del 10% e stipulerà un contratto di Towers Services Agreement con Galata con una durata iniziale di 15 anni per la fornitura di un’ampia serie di servizi in relazione ai siti contribuiti e ai siti successivamente costruiti da Galata che ospitano apparati di Wind, come ricorda l’Ansa.