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Atac, sugli autobus di Roma nessuno timbra il biglietto

Sugli autobus dell’Atac nessuno timbra il biglietto: luogo comune a Roma, confermato dai dati disastrosi dell’evasione fiscale. In un mese la bigliettazione è crollata anche del 60%, regge e dimostra un lieve aumento sulla metropolitana, ma sulle linee di superficie la situazione è indubbiamente “disastrosa“. Su tutte le furie e in grande imbarazzo l’assessorato alla Mobilità di Roma Capitale, con Guido Improta in uno scontro durissimo con l’Ad di Atac, Danilo Broggi. 

Guido Improta, assessore alla Mobilità di Roma Capitale
Guido Improta, assessore alla Mobilità di Roma Capitale

ATAC, NESSUNO TIMBRA IL BIGLIETTO

Repubblica nella cronaca di Roma riporta la situazione.

Questa faccenda dei biglietti non timbrati sta mandando su tutte le furie l’assessore. In azienda si racconta di rapporti molto tesi tra lui e l’ad Danilo Broggi, ritenuto responsabile del flop dei controlli. Di fatto, contro la bestia nera dell’evasione su bus e tram finora nessuno dei piani annunciati ha funzionato. Non ha funzionato l’idea di aumentare da 70 a 330 i controllori trasformando in agenti accertatori quadri e dirigenti aziendali per un totale di 150 unità e attingendo il resto del personale da altri bacini in seguito ad un accordo siglato con i sindacati. Non sono servite le nuove norme che permettono ai controllori di salire fuori fermata, specialmente ai semafori o agli incroci. Una Caporetto. Numeri da disfatta. Su bus e tram l’evasione stimata dallo stesso Improta oscilla tra il 18 e il 40%, a seconda delle zone.

Le linee segnalate dall’assessorato su cui dovrebbe partire l’ennesimo “piano speciale controlli” sono le linee 011, 188, 505, 51, 556, 670, 762, 773, 797, 82. “Chi non timbra sa di restare impunito, perché i controlli sono rarissimi e poi c’è sempre il vecchio sistema di posizionarsi accanto alla macchinetta obliteratrice pronti a timbrare se salgono gli agenti accertatori”, continua Repubblica. 

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“I CONTROLLORI VANNO DECUPLICATI”

“Il problema, banalmente, è che non abbiamo verificatori”, ci dice un autista contattato al telefono in mattinata: “Che fine ha fatto quel progetto che prevedeva parte degli amministrativi riqualificati in verificatori? A me non risulta sia mai partito”. Il riferimento è al piano di integrazione dei controllori varato con i sindacati alla fine dell’estate scorsa: “Prendono qualche addetto, scendono una volta a settimana, li mandano in branco in un capolinea del centro per far vedere che lavorano. C’è una carenza di personale imbarazzante e i controllori vengono così aggrediti dall’utenza che non paga il biglietto. Così tante volte si evita di fare il controllo. I controllori vanno almeno decuplicati perché la situazione possa migliorare”.