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Primarie Campania, le ultime voci dagli staff di Cozzolino e De Luca

Ma allora siete fiduciosi? A poche ore dal voto delle primarie del Pd in Campania le persone vicine ai due principali candidati, Andrea Cozzolino e Vincenzo De Luca, rispondono nella stessa maniera: «Sì, certo». Ovviamente non è solo scaramanzia o tatticismo, perché la competizione elettorale del centrosinistra all’ombra del Vesuvio si è davvero trasformata in un testa a testa tra quei due politici che si sono dimostrati meglio di ogni altro capaci di battere a tappeto il territorio delle cinque province (con oltre 200 incontri ciascuno in almeno 150 comuni). Chi vincerà, questa è la sensazione alla vigilia del voto per la leadership alle Regionali di maggio, avrà un margine di vantaggio ristretto.

 

primarie campania cozzolino de luca (Andrea Cozzolino e Vincenzo De Luca. Foto: Giornalettismo)

 

PRIMARIE CAMPANIA, FRONTE COZZOLINO – Dunque ci crede Cozzolino e ci crede anche De Luca. Ed entrambi hanno ragione a farlo. Dalle parti dell’eurodeputato a generare fiducia è il sostegno di qualche esponente del Pd che si era allontanato. Il beneventano Umberto Del Basso Decaro, sottosegretario alle Infrastrutture, ad esempio, è tornato negli ultimi giorni a lavorare per Cozzolino dopo aver aderito quel fronte anti-primarie che per mesi ha tentato di far saltare le elezioni con una canidatura unitaria (di Gennaro Migliore prima e di Luigi Nicolais poi). Ci sarebbe il riavvicinamento all’eurodeputato anche della deputata Camilla Sgambato, e di consiglieri regionali come Nicola Marrazzo e Peppe Russo (anche senza una dichiarazone di voto pubblica). Ma l’ottismismo dei cozzoliniani deriva soprattutto dalla consapevolezza di aver coperto la Regione in campagna elettorale in maniera più omogenea rispetto a De Luca, che gode di un consenso molto più ampio nella sua Salerno e provincia ma che rischia di perdere il suo vantaggio in altri territori.

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PRIMARIE CAMPANIA, FRONTE DE LUCA – In ogni caso anche dalle parti dell’ex sindaco la vittoria non sembra affatto irraggiungibile, soprattutto se a Napoli e Caserta Cozzolino dovesse vincere senza stravincere. Secondo i deluchiani da quelle due province (dove nel 2010 De Luca subì una netta sconfitta da Caldoro) potrebbero ora arrivare 50mila preferenze preziose per conquistare il voto in più, impresa che verrebbe compiuta anche grazie al sostegno di una buona parte dei sostenitori di Migliore e di Nicolais. Va segnalato, ad esempio, che è tornato alla base Mario Casillo, uno de consiglieri cinque anni fa ipervotato, il quale si era allontanato da De Luca a fine gennaio (dopo la condanna per abuso d’ufficio). Ma si punta, con la convinzione di poter raccogliere un buon consenso, all’intera area dei renziani che hanno creduto nel superamento delle primarie con una candidatura unitaria. È in questa chiave che andrebbero lette le dichiarazioni rese ieri al Corriere del Mezzogiorno.
De Luca, che nel corso della campagna elettorale non ha certamente speso parole tenere nei confronti dei suoi avversari, ha definito in queste ore Migliore «una persona perbene, collocata sul fronte del rinnovamento». «Lo sento vicino», ha detto. E ha poi definito il ritiro dell’ex vendoliano dalla competizione come un «impoverimento». «L’unico candidato renziano sono io», ha detto ancora De Luca. Insomma, l’ex sindaco sarebbe impegnato in queste ore a spendere parole rassicuranti per il premier (sia pubblicamente che attraverso i suoi uomini più vicini a Roma), riuscendo anche a raccoglierne i frutti (una parte degli iscritti al vecchio fronte anti-primarie sarebbero andati a Salerno a salutarlo).

 

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PRIMARIE CAMPANIA, DATO AFFLUENZA – Una riflessione, intanto, merita anche il dato dell’affluenza. Il numero dei votanti alle primarie del Pd può avere un ruolo decisivo per via di due elettorati, quelli di Cozzolino e De Luca, in parte differenti. Come ammettono gli stessi deluchiani, un’affluenza bassa finirebbe per favorire il loro avversario, maggiormente apprezzato all’interno del partito regionale. Un’affluenza alta, al contrario, potrebbe avvantaggiare De Luca, che gode di un consenso trasversale: è più popolare ed apprezzato tra chi non è mai stato vicino all’attivismo politico, ed è capace di strappare consensi anche nell’elettorato di centrodestra (o perfino grillino).

PRIMARIE CAMPANIA, RISCHIO BROGLI – Infine, il rischio brogli. Il pericolo di manipolazione del voto viene (ovviamente) smentito sia da una parte che dall’altra. In fondo, si ragiona, una campagna elettorale così intensa tra due candidati molto radicati aumenta i controlli dei rappresentanti nei seggi, e da parte di entrambi c’è la voglia di smentire chi ha ha alimentato lo spettro di brogli o inquinamento del voto per provare ad evitare le primarie.

(Foto di copertina: Giornalettismo. Aggiornamento: 1 marzo, ore 2.34)