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Casal di Principe, le mani della camorra sui lavori per il metano

Il clan dei Casalesi ha messo le sue mani e lucrato sui lavori di metanizzazione nei comuni di Casal di Principe e Casapesenna. È questa una delle ultime rivelazioni dell’ex superboss della camorra casertana Antonio Iovine, arrestato nel 2010 ed ora collaboratore di giustizia, in seguito alla quale sono scattati controlli. Stamattina i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Caserta, su decreto emesso dalla Dda di Napoli, hanno cominciato a Casal di Principe un’ispezione dei luoghi con scavi per accertare la regolarità degli impianti della rete per il metano. Stando a quanto raccontato da Iovine durante gli interrogatori, i lavori (realizzati dal 1999 al 2003) non sarebbero stati eseguiti a norma e sarebero stati controllati dai Casalesi. L’ispezione è cominciata in corso Umberto a Casal di Principe e dovrebbe in seguito spostarsi a Casapesenna, comune limitrofo.

 

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CAMORRA E LAVORI PER IL METANO, A RISCHIO LA SICUREZZA DI IMPIANTI E POPOLAZIONE – Secondo le dichiarazioni di Iovine, detto ‘O ninno, i lavori di metanizzazione sarebbero stati realizzati da società vicine al clan dei Casalesi indicate dai capiclan, tra i quali lo stesso Iovine, il boss Michele Zagaria (arrestato nel 2011 a Casapesenna), e i leader criminali delle delle famiglie Schiavone e Bidognetti. In particolare i carabinieri del Noe stanno verificando la profondità alla quale sono state collocate le tubature. Di norma, la profondità prevista è di 60 centimetri, ma le società che hanno realizzato i lavori si sarebbero fermate a soli 30 centimetri, ottenendo così un guadagno illecito e mettendo nello stesso tempo a rischio la sicurezza dell’impianto e della popolazione.

 

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CAMORRA E LAVORI PER IL METANO, AI CASALESI 10 EURO PER OGNI METRO – Nel dettaglio, sempre secondo quanto raccontato da Iovine, i Casalesi avrebbero guadagnato 10 euro su ogni metro di tubo interrato per trasportare il metano in 6 comuni casertani, tra cui le roccaforti del clan, come Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. L’ex boss ha parlato anche del comune di Frignano. «Ho fatto l’accordo di riconoscermi 10 euro al metro, che in totale risultava sui 300 mila euro, 300 e qualcosa, poi sicuramente mi sarò fatto dare qualcosa in più, ma era questo l’accordo che avevamo», è una delle risposte che Iovine ha fornito agli inquirenti parlando di società e affari criminali. L’ex boss in questi mesi ha poi ricostruito l’accordo spartitorio sui lavori avvenuto tra i capiclan con la regia di Zagaria.

(Foto di copertina di Salvatore Laporta da archivio LaPresse)