Yara, i legali di Bossetti: «la vittima fu spogliata, ferita e rivestita»
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Yara, tutti i dubbi della moglie di Bossetti

«Tu eri lì. Non puoi girare lì tre quarti d’ora, a meno che non aspettavi qualcuno». A parlare è la moglie di Massimo Bossetti indagato per la morte di Yara Gambirasio, uccisa a Brembate il 26 novembre 2010, il cui corpo fu ritrovato tre mesi dopo in un campo a Chignolo D’Isola. Marita Comi non ha mai creduto alla colpevolezza del marito, lo ha sempre difeso e sostenuto sia in forma pubblica sia in forma privata, rimanendo sempre al suo fianco; ma una visita in carcere dimostrerebbe il contrario, la donna infatti avanza dei dubbi sui suoi spostamenti, sul suo alibi.

 

Foto: Spada/LaPresse
Foto: Spada/LaPresse

 

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COSA HAI FATTO – Il colloquio del 4 dicembre scorso tra Marita Comi e Massimo Bossetti è riportato in un articolo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera in edicola oggi. Bossetti si tradisce, raccontando alcuni dettagli frutto di un ricordo ben preciso di ciò che avvenne e sconfessando ciò che aveva fin lì raccontato agli inquirenti e alla moglie: nella prima versione aveva sostenuto di esser stato a lavoro al cantiere e di aver percorso la strada vicina al centro sportivo per rientrare a casa, e di non ricordarsi nient’altro

Comi: «Quella sera lì ti ricordi cos’hai fatto?»
Bossetti: «Secondo te mi ricordo?»
Cominciano a discutere dei loro rapporti fino a che lei gli rammenta che era un periodo di crisi coniugale.
Comi: «Io mi ricordo che quei giorni eravamo arrabbiati».
Bossetti: «Ah, non mi parlavi».
Comi: «Questo me lo ricordo! Non gliel’ho detto».
Bossetti: «Sono sicuro che il telefono era scarico… ho cercato di accenderlo quando ho visto Massi che girava intorno all’edicola».
Comi: «Ti ricordi che eri li! Vedi? Come fai a ricordarti che è quel giorno lì che hai salutato Massi? Vuol dire che ti ricordi quel giorno lì di novembre».
È un crescendo, prima gli contesta di aver atteso qualcuno e alla fine la donna sbotta: «Non mi hai mai detto che cosa hai fatto quella sera! Quel giorno, quella sera. Io non mi ricordo a che ora sei venuto a casa, non mi ricordo».

A ciò si aggiunge quanto ricostruito da SkyTg24, che conferma i sospetti:

La donna, raccontando i particolari del rinvenimento del corpo della vittima, avrebbe fatto riferimento al fatto che le scarpe della 13enne fossero slacciate. Bossetti, rimasto in silenzio per qualche secondo avrebbe poi aggiunto: però il campo era bagnato e se tu corri in un campo bagnato è normale che si perdano le scarpe.