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Internidi Giuseppe Regalzi (Regalzi)
pubblicato il 6 febbraio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

c0articolo253573listatarr4 Eluana e quel decreto che non si può fareNO CHE NON SI PUO’ FARE! - Se una legge sul testamento biologico non può travolgere la sentenza della Corte di Cassazione, a maggior ragione non lo può fare un decreto legge, che peggiora se possibile le cose per il suo carattere sfrontatamente ad personam. Com’è noto, un decreto legge è giustificato solo in presenza di circostanze straordinarie di necessità e di urgenza; ma queste circostanze si potrebbero riferire, nel caso in esame, solo alla situazione particolare di Eluana: non risulta che altre persone si trovino nella medesima condizione, e la sentenza della Cassazione vale comunque solo per lei. Insomma, come ha dichiarato anche il giurista Stefano Rodotà a Giornalettismo, «un decreto legge che volesse bloccare l’esecuzione di una sentenza rappresenterebbe una gravissima violazione della legalità costituzionale e sarebbe anche un’assurdità, da parte del Governo, regolare una materia così complessa senza consentire lo straccio di un dibattito presso l’opinione pubblica e il parlamento». Abbiamo chiesto a Rodotà di confermarci che il decreto non potrebbe avere valore retroattivo, e la sua risposta è stata recisa: «Assolutamente no. Pretendere di cancellare una sentenza surrettiziamente, vietandola con un atto di forza, è, lo ripeto, semplicemente un’assurdità». Va poi da sé che al di là della retroattività, il decreto (ma anche la legge in preparazione, per come si preannuncia) sarebbe incostituzionale per il divieto che va a scontrarsi, come ha mostrato Chiara Lalli su GiornalettismoTestamento biologico, la truffa è servita», 29 gennaio), con gli artt. 13 e 32 della Costituzione.

PERCHE’ LO FAI? - Siamo tornati quindi ineluttabilmente alla domanda precedente: perché il Governo fa (o voleva fare) questo? Una risposta potrebbe trovarsi proprio nel fatto che il decreto va controfirmato (a norma dell’art. 15 c. 1 della legge 400/1988) dal Presidente della Repubblica. La contrarietà di Giorgio Napolitano sarebbe stata già manifestata, ed è del resto comprensibile, vista l’assai dubbia costituzionalità del decreto, e viste le dichiarazioni del Presidente sul ruolo imprescindibile del Parlamento nella questione del testamento biologico; si noti poi che Napolitano non è isolato, dopo la recente presa di posizione della terza carica dello Stato, il Presidente della Camera Gianfranco Fini. È possibile allora che Berlusconi stia cercando di acquisire meriti di fronte alle gerarchie ecclesiastiche, spostando al tempo stesso la colpa del fallimento della manovra 800pxgiorgionapolitanohb2 Eluana e quel decreto che non si può faresul Presidente della Repubblica? I rapporti con il Quirinale si raffredderebbero, è vero, ma probabilmente ci sono rapporti a cui Berlusconi tiene di più… Va detto poi che, nel malaugurato caso che il decreto alla fine si facesse e  Napolitano comunque firmasse, l’atto sarebbe sì da considerarsi verosimilmente nullo, ma ciononostante è difficile che l’équipe medica vorrebbe continuare nel suo compito: si andrebbe incontro a un’impugnazione, e altro tempo passerebbe. Del resto, a quel punto la situazione di illegalità sostanziale e formale a cui già ci stiamo avvicinando diverrebbe dominante, e tutto sarebbe allora possibile.

BASTA - La vicenda di Eluana Englaro ha ormai travalicato da tempo la questione del testamento biologico e della libertà di cura. Essa è divenuta la pietra di paragone su cui provare la natura stessa di Stato di diritto del nostro paese. Il giudizio è ancora sospeso; ma l’esito appare quanto mai incerto. Vale forse la pena di tentare un appello: i giuristi, gli esperti della legge, escano al più presto dai loro chiostri, seguendo i pochi che già l’hanno fatto, e dismessi i tecnicismi abituali prendano una posizione chiara, spiegando cosa è in gioco e quale sia la verità delle norme vigenti. Altrimenti si troveranno presto a discettare intorno al guscio vuoto della Legge.

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