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Gli scienziati preoccupati per le voragini in Siberia

Continuano ad apparire voragini nella penisola di Yamal e ora per i geologi il fenomeno potrebbe diventare pericoloso per le attività umane.

 

IL BUCO MISTERIOSO – Il primo buco è apparso all’improvviso, o meglio è stato scoperto di recente dall’equipaggio di un elicottero, e nessuno aveva idea di come si fosse formato, tanto che sono subito fiorite numerose ipotesi, anche fantasiose. Scartata fin da subito l’ipotesi del buco provocato da un meteorite, che non fa buchi del genere, restava solo l’ipotesi che si fosse formato «da sotto», ipotesi poi confermata dagli esperti del Centro per lo Studio dell’Artico e della Criosfera dell’Accademia delle Scienze di Mosca.

TUTTA COLPA DEL GAS – Dopo una prima analisi della prima voragine, gli scienziati hanno concluso che l’enorme buco, che ha un diametro di circa 100 metri e una profondità non ancora misurata, è stato provocato dall’esplosione di gas sotterraneo, liberatosi e dilatatosi grazie all’aumento delle temperature medie, che è arrivato a far sentire i suoi effetti anche in Siberia. All’aumento del volume del gas ha corrisposto un aumento della pressione sulla colonna di terreno sovrastante e quindi il suo saltare come un tappo di spumante.

TANTI BUCHI NUOVI – Ora però le voragini sono già diventate almeno tre e gli scienziati russi meditano una spedizione per esplorare bene la penisola di Yamal, una vasta lingua di terra siberiana distante duemila chilometri da Mosca e frequentata solo dagli uomini deputati all’estrazione del gas, di cui è ricca, e da pochi autoctoni. Una terra tanto poco densamente popolata, che anche buchi del genere possono tranquillamente sfuggire all’osservazione per anni. Due voragini sono poi state individuate da alcuni pastori e fino a quattro dai satelliti, l’ipotesi che ce ne siano altri si è fatta molto probabile e non è da escludere che fenomeni simili si siano già manifestati o che si possano manifestare in altre parti dell’immensità siberiana.

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LE VORAGINI SONO UN PERICOLO? – Secondo il professor Vasily Bogoyavlensky, dell’istituto per la ricerca su Gas e Petrolio di Mosca, ci potrebbero essere già 20 o 30 voragini e sapere quante siano e dove siano diventa importante per calcolare le probabilità che l’apertura di altre voragini minacci la vita umana e le attività estrattive nella regione. Da qui l’idea di piazzare sismografi sul territorio per registrare le nuove apparizioni e farsi un’idea della loro frequenza, mentre il censimento dei crateri e delle aree nelle quali si sono aperti dovrebbe aiutare a precisare il profilo geologico delle aree più a rischio.