|

Liberalizzazioni, telefonia fissa e mobile: la vera storia della “penale se cambi operatore”

Dopo l’approvazione di venerdì scorso in Consiglio dei ministri del disegno di legge su concorrenza e liberalizzazioni era stata sollevata una polemica relativa ad una penale  da pagare per chi recede da contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, Internet o pay-tv. In realtà l’allarme era ingiustificato.

 

A Samsung Galaxy Alpha smartphone is displayed at a Samsung showroom in Jakarta(Foto da archivio LaPresse. Credit: Reuters / Beawiharta)

 

PENALE SU CONTRATTI TV ED INTERNET, PASSO INDIETRO – Come ha spiegato Ministero dello Sviluppo Economico, il testo, passato su proposta del ministro Federica Guidi, non contiene norme che modificano le disposizioni generali stabilite dal decreto Bersani (n. 7) del 2007 in materia di recesso dei contratti. L’equivoco è nato perché il disegno di legge del governo disciplina alcuni costi di uscita. Ma non costi di uscita dal contratto. Bensì dalle semplici promozioni relative ai servizi di telefonia, Internet e pay-tv. La proposta di legge, in sostanza, riguarda offerte su tariffe per smartphone o partite di calcio gratuite.

 

LEGGI ANCHE: Liberalizzazioni, cosa cambia per i medicinali di fascia C

 

PENALE SU CONTRATTI TV ED INTERNET, NOVITÀ – Più nel dettaglio il governo intende fissare un limite di 24 mesi alla durata delle promozioni e, in secondo luogo, stabilire che le eventuali penali, comunque già esistenti nelle promozioni stesse, devono ripettare alcuni stringenti requisiti di trasparenza sia verso il cliente sia verso il regolatore. L’operatore dovrà poi fornire al consumatore informazioni esaustive sull’esistenza e sull’entità di costi in uscita. I dati dovranno inoltre essere giustificati in maniera analitica al Garante delle Comunicazioni, sulla base dei costi effettivamente sostenuti. Altro obbligo è quello di rendere i costi d’uscita dalla promozione proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione.

PENALE SU CONTRATTI TV ED INTERNET, OBIETTIVO – L’obiettivo è quello di chiarire un aspetto precedentemente non definito, allo scopo di ridurre e comunque rendere più trasparenti i costi complessivi di uscita e di promuovere, nello stesso tempo, la mobilità del cliente.

PENALE SU CONTRATTI TV ED INTERNET, ALLARME – Dopo l’annuncio di una penale sui contratti telfonici e televisivi (prima della precisazione del ministero) non si era fatta attendere una dura reazione delle associazioni dei consumatori, che hanno denunciato il rischio di un esborso superiore ai cento centinaio di euro. «Paradossale – ha attaccato il responsabile dei rapporti istituzionali di Altroconsumo marco Pierani – ci aspettavamo un passo avanti a favore degli utenti e invece è un passo indietro. È una beffa». «Faremo una battaglia strenua in Parlamento, in fase di conversione in legge, per bloccare l’applicazione delle penali», ha dichiarato ancora Pierani.

(Foto di copertina da archivio LaPresse. Credit: Reuters / Jussi Nukari / Lehtikuv)