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Mediaset, Opa su Rai Way. Ma il Governo ricorda: «Nel decreto è previsto che Rai resti al 51%»

È il giorno delle polemiche su Ray Way. Una giornata fatta di dichiarazioni, precisazioni e qualche polemica inutile e di troppo. In mattinata l’annuncio di Mediaset di voler lanciare un’opa su Rai Way, la società di infrastruttura televisiva, appena collocata in Borsa dalla Rai. Scoppia il caos, ma in serata, a borse chiuse, appare una nota del governo sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico che ricorda, quello che quasi tutti facevano un po’ finta di scordare: il decreto di privatizzazione di Ray Way prevede che il controllo della società resti in mano alla Rai.

Il governo – si legge nella nota – però ricorda che, anche considerata l’importanza strategica delle infrastrutture di rete, un Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 2 settembre 2014 ha stabilito di mantenere in capo a Rai una quota nel capitale di Rai Way non inferiore al 51 per cento.

RAI WAY, LA CRONACA DELLA GIORNATA:

A sorpresa Mediaset questa mattina ha fatto sapere di voler lanciare un’offerta pubblica di acquisto (Opa) su Ray Way, tre mesi dopo lo sbarco in Borsa della stessa società di trasmissione. Per la precisione, è stata Ei Towers, controllata indirettamente al 40% dalla società del Biscione, a mettere sul piatto 1,22 miliardi di euro per conquistare il 100% di Rai Way. L’obiettivo è creare un grande unico polo nazionale dell’infrastruttura televisiva da 5 mila antenne, emulando il modello già presente in altri Paesi Ue come Francia, Regno Unito e Spagna, «in grado di svolgere un ruolo rilevante anche nel settore delle telecomunicazioni».

L’Antitrust comunica di aver ricevuto da parte di Ei Towers la notifica preventiva dell’operazione di concentrazione consistente nell’acquisizione del controllo esclusivo di Ray Way. L’operazione, si legge in una nota, sarà valutata entro i termini previsti dalla legge sulla tutela della concorrenza, al fine di verificare se questa comporti “la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale, in modo da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”.

Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

MEDIASET ALLA CONQUISTA DI RAI WAY

L’offerta, lanciata a 4,50 euro per azione, valuta la società di trasmissione della Rai circa 1,22 miliardi di euro. Spiega il “Corsera“:

«La mossa di Ei Towers riguarda la totalità di Rai Way e prevede che ai soci del gruppo vadano 4,50 euro per azione, per il 69% in contanti (ovvero 3,13 euro) e per il restante 31% sotto forma di azioni Ei Towers (0,03 azioni di nuova emissione). Per gli azionisti di Rai Way il guadagno implicito è del 22% rispetto ai prezzi attuali e del 52,7% riguardo alla quotazione dello scorso 19 novembre, quando Rai Way arrivò a Piazza Affari. In totale saranno offerti 851,3 milioni in contanti, per i quali si farà ricorso a un prestito da parte di un istituto internazionale, e 374 milioni in azioni. L’operazione, che tra aumento di capitale di Ei Towers da 370 milioni e successiva opas dovrebbe concludersi entro l’estate del 2015, è condizionata a diversi aspetti: intanto all’autorizzazione dell’antitrust; quindi all’accettazione da parte della Rai, visto che l’offerta non sarà efficace se non aderirà almeno il 66,7% del capitale e Viale Mazzini ne controlla saldamente il 65%; infine al fatto che il ministro dello Sviluppo economico autorizzi la Rai allo svolgimento delle attività di servizio pubblico su Rai Way anche dopo l’acquisto da parte del suo diretto concorrente».

Mediaset dopo aver «esaminato e approvato i termini e le condizioni dell’operazione comunicata in data odierna da EI Towers per costruire un’aggregazione nazionale dell’infrastruttura di trasmissione televisiva» ha precisato che «voterà a favore della proposta di aumento di capitale sociale nell’assemblea straordinaria di EI Towers prevista per il 27 marzo 2015»

LA NOTA DI EI TOWERS –

Nella sua nota EI Towers ha comunque aggiunto che si impegnerà a «garantire l’accesso all’infrastruttura a tutti gli operatori radiotelevisivi in modo indipendente, secondo termini trasparenti e non discriminatori» e ad aprire «sempre più la propria infrastruttura, in prospettiva, agli operatori di telecomunicazioni». Tra i vantaggi indicati, oltre al miglioramento tecnologico delle trasmissioni anche in «ultra Hd», anche quello ambientale. Un operatore unico potrebbe infatti razionalizzare la presenza, attraverso l’eliminazione di alcune torri che deturpano il paesaggio.

Come sottolinea Fabrizio Massaro sul Corsera, Mediaset e Rai si ritroverebbero in pratica socie nella stessa azienda delle torri che coprono l’intero territorio nazionale.

«Se la Rai aderisse all’offerta, si ritroverebbe con circa il 15% della nuova società. Per molti versi è un’operazione simile a quella che l’altro ramo della famiglia Berlusconi, Mondadori, vorrebbe realizzare acquistando il ramo libri della Rcs (che edita il Corriere della Sera). E in quanto tale non mancherà di scatenare polemiche per il ruolo di Berlusconi e la partnership tra Mediaset e la tv di Stato, oggetto di una prossima riforma da parte del governo Renzi. E si comincia anche a delineare meglio il possibile futuro del gruppo del Biscione. Appena due settimane fa Fininvest, la holding della famiglia, aveva venduto il 7,79% di Mediaset facendo cassa per 377 milioni. Evidentemente le due operazioni erano collegate».

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PD PROTESTA: “RAI VINCOLATA: SUO IL 51%”

L’operazione Mediaset viene però contestata dal deputato Pd, Michele Anzaldi, segretario della commissione vigilanza Rai, ed unico a ricordare come siano in realtà le cose: «L’offerta appare poco comprensibile, il Governo è stato chiaro su Rai Way: la quotazione in borsa è stata vincolata alla cessione di una quota non superiore al 49%, il controllo delle torri del servizio pubblico resta saldamente in mano pubblica». Ma non solo: Anzaldi ha ricordato come il decreto per la privatizzazione di Rai Way abbia «vincolato la Rai a mantenere una quota di partecipazione sociale nel capitale sociale di Rai Way non inferiore al 51 per cento». Senza dimenticare come la Rai ha «messo sul mercato solo il 34,9% del capitale di Rai Way, mantenendo una quota di due terzi che garantisce pienamente il controllo pubblico dell’azienda», ha aggiunto. Per questo Anzaldi ha richiesto al presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella se non ritenga “utile avviare una valutazione della questione”. Anche per sapere «se Ei Towers ha proceduto con la richiesta preventiva di parere all’Antitrust così come previsto dalla normativa».

Sarcastico, invece,  l’ex segretario dem Pier Luigi Bersani ha commentato così: